STAMPA TORINO
Dir. Resp. Andrea Malaguti
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Edizione del 27/07/2025
Estratto da pag. 56
L’ambientalista Emilio Soave: “’Speriamo almeno nelle opere di naturalizzazione promesse a fine lavori” Pro Natura contro il porto sul Po “È un’oscena colata di cemento” IL COLLOQUIO DIEGO MOLINO «A vederla oggi mi sembra un obbrobrio, una colata di cemento molto aggressiva, speriamo almeno nelle opere di naturalizzazione che sono state promesse a fine lavori». È il pensiero di Emilio Soave, figura storica dell’associazione ambientalista Pro Natura, riguardo alla darsena artificiale che in costruzione al Fioccardo, sulla sponda del Po. Sarà il futuro porto di Torino, dove nel 2026 verranno ricoverati i nuovi battelli elettrici per il ripristino della navigazione turistica. Un’opera che, però, solleva anche tanti dubbi sull’impatto che avrà sul sistema-fiume e sulla sua futura manutenzione. Di sicuro, è la più importante infrastruttura realizzata lungo il Po negli ultimi anni, grazie alle risorse del Pnrr. Fra gli Anni Sessanta e Novanta, in quell’area c’era il vecchio Camping Riviera, prima che lasciasse il posto alla società Amici del Remo, spazzata via dall’alluvione del 2016. «Prima questo era un grande spazio verde che veniva utilizzato dai cittadini, con una bella sponda naturale che si collegava con il parco del Fioccardo a monte della passerella di Italia’61 fino ai Ronchi Verdi – spiega Soave – Adesso invece è stato inserito un ulteriore elemento artificiale, penso che dal punto di vista naturalistico l’area fosse da tutelare maggiormente. In pratica si sono mangiati un pezzo di parco». Sono queste le principali perplessità manifestate da Pro Natura per un’opera che dovrebbe essere conclusa, insieme a tutti gli altri attracchi lungo il Po, entro fine anno. Va detto che il porto, nell’ultima fase di lavori, assumerà un aspetto più green rispetto a oggi, con la messa dimora di un tappeto verde in molti degli spazi oggi ancora in fase di cantiere. Per Soave, però, c’era un’alternativa meno impattante dove far nascere il futuro porto di Torino. «Sull’altra sponda del Po, all’altezza del Cto, esiste già un’ansa realizzata in tempi più o meno recenti, che poteva essere ottima per il rimessaggio temporaneo dei futuri battelli – spiega – Poteva essere attrezzata con un minore impegno di spesa e meno utilizzo di cemento, accontentandosi di avere una semplice darsena, senza dover per forza costruire quella piattaforma per il sollevamento dei natanti che invece è stata fatta al Fioccardo». Oltre al porto di Torino, il progetto prevede altri quattro attracchi già visibili alle Vallere, Italia’61, Borgo Medievale e Murazzi, con quest’ultimo che sarà il vero punto di imbarco di torinesi e turisti, grazie anche alla presenza del River Center in allestimento sotto le arcate. Un grande assente, secondo l’associazione Pro Natura, è però anche un piano di gestione delle infrastrutture, una volta che il servizio sarà avviato. «Sarà fatto un bando per individuare il soggetto gestore, ma chi si occuperà della pulizia degli attracchi e della darsena dopo ogni piena? – domanda Soave – Quando il livello del fiume si alza, lascia poi dietro di sé legname, limo, sabbia ed erbacce. A inizio Duemila, quando furono costruiti i precedenti attracchi, questi finirono invasi da ogni tipo di residuo e nessuno li ripulì mai, tant’è vero che non furono più utilizzati. Siamo sicuri che non succederà la stessa cosa adesso? Per il futuro gestore sarebbe difficile rifarsi dei costi». — ---End text--- Author: DIEGO MOLINO Heading: Highlight: I battelli per navigare il fiume saranno pronti a fine 2026 Copia di 966aa4f3f741517e86ec7f4c41f3a708 EMILIO SOAVE PRO NATURA TORINO “ L’area poteva essere attrezzata con un minore impegno di spesa e meno uso di cemento Su La Stampa Su La Stampa in edicola ieri il racconto del progetto darsena nel parco del Fioccardo dove saranno parcheggiate le imbarcazioni che navigheranno il Po. I battelli saranno pronti a fine 2026 Image:La darsena vista dalla passerella ALBERTO GIACHINO / REPORTERS -tit_org- Pro Natura contro il porto sul Po “È un’'oscena colata di cemento” -sec_org-