SOLE 24 ORE
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 22/07/2025
Estratto da pag. 4
Decentramento e risorse: ultimi nodi per il Ddl Roma Il provvedimento Negoziato serrato per portare il testo in Cdm prima della pausa estiva ROMA Dall’ordinamento legislativo al trasporto pubblico locale, dall’urbanistica e governo del territorio al commercio e all’artigianato, dalla polizia amministrativa locale alla valorizzazione dei beni culturali, dal turismo ai servizi e alle politiche sociali. È quasi pronto l’elenco di materie la cui competenza legislativa dovrebbe transitare dalla Regione Lazio a Roma Capitale. Si avvicina al traguardo, infatti, il disegno di legge costituzionale da tempo in cottura lungo l’asse tra Palazzo Chigi, la ministra per le Riforme Elisabetta Alberti Casellati, il titolare degli Affari regionali, Roberto Calderoli, la Regione Lazio e il Campidoglio, con l’attenzione del Quirinale come è prassi nei casi di modifiche della Costituzione. Ma perché il testo riesca ad approdare in Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, forse giovedì o in uno dei Cdm successivi, occorre ancora limare il testo su diversi punti, con il tema delle risorse che agita le acque. Andiamo con ordine. La bozza che la premier Giorgia Meloni vorrebbe presto in Parlamento - per coronare il sogno di completare il pacchetto di riforme del governo con quella che attribuisce i poteri straordinari da tempo reclamati dalla sua città in quanto Capitale d’Italia - interviene a integrare l’articolo 114 della Costituzione con due commi: il primo elenca le materie oggi di competenza regionale (sia quelle di competenza concorrente sia quelle di competenza residuale) su cui è riconosciuto al Campidoglio il potere di legiferare; il secondo affida a una legge ordinaria il compito di definire le funzioni non legislative, ma molto importanti, in grado di sostanziare l’autonomia di Roma. Sulla lista delle materie l’intesa c’è, sia nel merito sia nel metodo di esplicitarle direttamente nella riforma costituzionale. E si tratta di ambiti - si pensi solo al Tpl - in cui chiunque abbia governato Roma, a prescindere dal colore politico, ritiene sacrosanto acquisire la piena competenza legislativa, date le tante peculiarità che contraddistinguono la Capitale. Non rientrano nell’elenco né la sanità, com’era ovvio, né la scuola. C’è anche l’accordo sul metodo - una legge ordinaria - per conferire maggiore autonomia anche finanziaria a Roma, ma nelle aspettative del Campidoglio è fondamentale specificare subito nel testo che con la legge andranno assicurate le risorse necessarie al funzionamento di ognuna delle funzioni riconosciute per non ritrovarsi con le armi spuntate, ossia con un’autonomia di facciata che non può essere esercitata. Sul tema del decentramento di funzioni ai municipi si va verso un compromesso, ma la questione è ancora aperta su alcuni aspetti di dettaglio che potrebbero far naufragare l’intesa, perché il Campidoglio non accetterebbe mai un modello di decentramento sottratto all’autonomia del Consiglio comunale. Il dialogo continuerà in questi giorni, con l’obiettivo di convergere su un disegno di legge che possa viaggiare spedito in Parlamento ed essere varato in seconda approvazione entro la fine della legislatura con i due terzi dei componenti di ciascuna Camera, senza necessità di referendum confermativo. Una missione non impossibile, vista la volontà trasversale di arrivare a una disciplina speciale per Roma. Il leghista Calderoli, sabato sera a Pontida, lo ha detto a chiare lettere: «Quando si parla di autonomia io ci sono sempre: sia per il Trentino-Alto Adige e le altre Regioni, sia per la Capitale del Paese». Perché «autonomia vuol dire più poteri, ma anche più responsabilità». Per il Carroccio, il Ddl chiuderebbe il cerchio aperto dalla legge 86/2024 sull’autonomia delle Regioni ordinarie e i negoziati per le materie noLep e proseguito con l’autonomia delle Regioni a statuto speciale basata sulla riforma degli statuti, inaugurata in Trentino. Forza Italia sostiene da sempre la riforma, come testimonia la proposta di legge depositata alla Camera dal capogruppo Paolo Barelli e l’impegno di Casellati, che (parole della ministra ieri al Messaggero) permetterà a Roma di diventare «un “quid unicum”, un ente territoriale autonomo non assimilabile a nessuno di quelli esistenti come Comune, Città Metropolitana, Provincia e Regione». Per Fdi e Meloni, come si è detto, il Ddl sarebbe la ciliegina sulla torta delle riforme. E anche le opposizioni, stavolta, dovrebbero marciare compatte se i nodi rimanenti saranno sciolti come auspicano il Pd (il partito del sindaco Roberto Gualtieri), che con Roberto Morassut ha la sua proposta a Montecitorio, e il M5S. A quel punto, la corsa per le amministrative del 2027, dove Gualtieri è pronto a ricandidarsi, promette di farsi molto interessante. Se non altro perché il futuro primo cittadino della Capitale sarà molto più che un sindaco. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Manuela Perrone Heading: Highlight: Trasporti, turismo, sociale: ecco l’elenco delle materie su cui la Capitale potrà legiferare Image: -tit_org- Decentramento e risorse: ultimi nodi per il Ddl Roma -sec_org-