SOLE 24 ORE
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 22/07/2025
Estratto da pag. 4
Comuni, boom investimenti: il 2025 punta a 20,9 miliardi - Comuni, boom investimenti: il 2025 punta a 20,9 miliardi
Comuni, boom investimenti: il 2025 punta a 20,9 miliardi Enti locali Comuni, boom investimenti: il 2025 punta a 20,9 miliardi Enti locali. Nei primi sei mesi pagamenti in crescita del 9,15% rispetto al 2024. Per fine anno le stime Ifel-Anci prevedono un aumento di 1,9 miliardi sull’anno scorso. Spinta da Pnrr e Codice appalti Nei primi sei mesi dell’anno i Comuni hanno effettuato investimenti per 9,09 miliardi, il 9% in più dell’anno scorso. Sono somme finite a varie opere pubbliche, a partire da strade (+5,7%) e scuole (+9,2%). Per fine anno le stime IfelAnci prevedono un aumento di 1,9 miliardi sull’anno scorso. La spinta viene da un lato dal Pnrr e dall’altro dal nuovo Codice appalti che ha semplificato le procedure. Gianni Trovati —a pag. 4 ROMA Chi volesse cercare i motori di una crescita dell’economia italiana che prova a farsi largo fra i venti contrari delle guerre commerciali e militari farebbe bene a dare uno sguardo ai Comuni. E, nel dettaglio, ai loro investimenti. Che nonostante l’impennata degli ultimi anni continuano a tracciare sui grafici curve in salita. Nella stessa direzione dovrà rivolgersi chi è in cerca di buone notizie sulla spesa effettiva del Pnrr, finora fonte di preoccupazioni più che di consolazioni. I numeri Qualche cifra, come d’abitudine per queste cronache, aiuta a costruire il terreno per un’analisi solida. A offrire i dati è prima di tutto il Siope, il sistema telematico del ministero dell’Economia che monitora i flussi di cassa di tutte le pubbliche amministrazioni. Scartabellando le tabelle si scopre che nei primi sei mesi dell’anno i Comuni hanno effettuato pagamenti alla voce «investimenti fissi lordi» per 9,09 miliardi, il 9,15% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono somme finite alle più varie opere pubbliche, dalle strade (1,9 miliardi di euro, +5,7% rispetto ai primi sei mesi del 2024) a scuole e asili (1,59 miliardi, +9,24%), dagli impianti sportivi (629 milioni, +19,66%) all’edilizia residenziale pubblica (394,8 milioni, +28,8%), senza dimenticare le opere per la sistemazione del suolo (422,3 milioni, +3,7%), le infrastrutture idrauliche (252,1; +8,36%) e le ristrutturazioni di palazzi, musei, teatri, biblioteche e più in generale di beni di valore storico, culturale e artistico (343,9 milioni, +19,8%). Sempre più su Ai non addetti ai lavori le cifre assolute possono parlare un linguaggio oscuro. Ma il quadro si chiarisce quando si segue il tracciato di una piccola serie storica. Nel 2018, epoca che la travagliatissima serie di shock recenti fa apparire lontana, il conto degli investimenti dei Comuni si era fermato a 8,4 miliardi, dunque quasi 700 milioni in meno rispetto alla cifra pagata quest’anno nel solo primo semestre. Da allora, la macchina della spesa in conto capitale realizzata ai municipi ha più che raddoppiato la propria velocità, arrivando ai 19,1 miliardi registrati l’anno scorso che segnano un aumento del 17,2% rispetto al 2023. Ma le tendenze più recenti indicano in modo ormai consolidato che la corsa non si è fermata nemmeno quest’anno. E una proiezione elaborata per il Sole 24 Ore dall’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci, fissa a 20,9 miliardi il risultato possibile per il 2025: si tratterebbe di un altro +9,4% su base annua. A questa volata partecipano tutti i Comuni: quelli grandi (oltre i 250mila abitanti) mostrano nei dati Siope sui primi sei mesi un +19,5%, trainati da Roma Capitale che registra addirittura un +33,2% (pagamenti per 306,1 milioni contro i 229,8 del primo semestre 2024) perché il sindaco Roberto Gualtieri può contare sull’effetto combinato di Pnrr e Giubileo, le città medie fra 60mila e 250mila residenti vanno in scia con un +16,8%, e anche i minienti fino a 2mila abitanti mostrano una crescita del 4,1%. La dinamica coinvolge in pieno anche il Mezzogiorno con il suo +12,1% nel confronto semestre su semestre. «Le ragioni di questo record sono diverse – ragiona Alessandro Canelli, presidente dell’Ifel e sindaco di Novara -. Innanzitutto il Pnrr, che ha dato tempi certi, e poi le innovazioni legislative hanno aiutato molto: primo fra tutti il nuovo Codice degli appalti, semplificando procedure, definendo tempi di conclusione, riconducendo a un livello di ragionevolezza le responsabilità». Un punto di Pil I 20,9 miliardi indicati dai tecnici dell’Ufficio studi e statistiche territoriali dell’Ifel valgono quasi un punto del Pil nazionale (lo 0,92% del prodotto interno lordo previsto dall’ultimo documento di finanza pubblica, a essere precisi); e anche ipotizzando per questi investimenti un moltiplicatore non eccezionale, è chiaro che passa da lì una quota importante della crescita che lo stesso programma ufficiale del Governo indica in un +0,6%, in linea con le stime di Bankitalia e degli altri osservatori istituzionali e non. Tipologia e distribuzione di questi investimenti regalano poi qualche indicazione confortante che investe il Pnrr, ma va anche oltre l’orizzonte del Piano. I numeri confermano che l’attuazione fisica degli interventi finanziati dal Next Generation Eu nei Comuni è decisamente più vivace che nella media (56% di progetti collaudati o in collaudo, un altro 35% in esecuzione), grazie a un protagonismo dei sindaci e delle loro strutture rappresentative che sembra aver centrato anche l’impresa di sbloccare molti ritardi ministeriali: la stessa analisi Ifel calcola che agli enti locali sarebbero arrivati 24,5 miliardi di trasferimenti Pnrr, cioè oltre l’85% della quota comunale dei fondi Ue, dopo un paio d’anni cadenzati da lunghe attese e anticipazioni che hanno affaticato molte casse locali. Il Pnrr ha permesso anche 4mila assunzioni a tempo determinato di tecnici, che danno ossigeno a organici locali ancora in affanno nonostante il piccolo saldo positivo fra le 29.275 assunzioni e le 28.973 uscite che si è cominciato a registrare dal 2023. Oltre il Pnrr Il posto in prima fila occupato dagli investimenti nelle strade, che pur essendo esclusi dal Pnrr per i suoi rigidi vincoli ambientali continuano a rappresentare la singola voce di spesa più voluminosa, spinge a guardare oltre il Piano nazionale di ripresa e resilienza. E a cercare le ragioni dell’accelerata costante in un complesso di fattori, materiali come le riforme legislative ma anche immateriali come il nuovo ruolo che i Comuni sono riusciti a ritagliarsi. «La ripresa del reclutamento e gli incentivi di risultato aiutano – conferma Canelli - ma una spinta decisiva è anche data da una motivazione nel lavorare per opere concrete, definite e utili alle comunità urbane». Ora il Pnrr va portato a termine, e solo da lì si potrà tracciare un consuntivo. «Ma questa stagione di investimenti ha già raggiunto l’obiettivo di cambiare l’amministrazione – rilancia il presidente Ifel -. Ora occorre capitalizzare queste innovazioni consolidandole e proseguendo il lavoro di semplificazione e digitalizzazione. I futuri piani di investimento, a partire dal prossimo ciclo delle politiche di coesione europee devono far tesoro dei risultati conseguiti». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gianni Trovati Heading: Highlight: 2,2 miliardi plafond totale in euro Il tetto di spesa fissato per Transizione 4.0 crediti d’imposta Transizione 4.0: disponibili 930 milioni Carmine Fotina —a pag. 2 Alessandro Canelli Il presidente dell’Ifel: «Far tesoro dei risultati ottenuti nel prossimo ciclo di coesione» ‘ Roma Capitale registra un +33,2% (pagamenti per 306,1 milioni) grazie all’effetto combinato di Pnrr e Giubileo Image:L’andamento LA RISALITA Investimenti fissi lordi dei Comuni italiani dal 2017 al 2024 e stima IFEL per il 2025. In miliardi di euro 25 20,9 Var. % 2017-2025 +150% 20 19,1 16,3 15 11,6 11,2 10 8,3 8,4 9,8 9,6 5 ’17 ’18 ’19 ’20 ’21 ’22 ’23 ’24 ’25 Fonte: elab. IFEL-Uff. Studi e Statistiche Territoriali su dati Siope, anni vari LE SPESE DEI SINDACI I pagamenti in conto capitale per i principali investimenti fissi lordi. In mlioni di euro TIPOLOGIA INVESTIMENTO DIFF. % 0 I SEMESTRE 2024 I SEMESTRE 2025 Strade 1.793,5 1.895,3 +5,7 Scuole e asili nido 1.455,6 1.590,1 +9,2 Altri beni immobili 1.223,1 1.361,7 +11,3 Impianti sportivi 525,7 629,1 +19,7 Opere sistemazione del suolo 407,2 422,4 +3,7 Edilizia residenziale 306,5 394,8 +28,8 Beni di valore storico e artistico 287,0 343,9 +19,8 Infrastrutture idrauliche 232,7 252,1 +8,4 Fonte: elaborazione Sole 24 Ore su dati Siope-Mef 10 20 30 -tit_org- Comuni, boom investimenti: il 2025 punta a 20,9 miliardi Comuni, boom investimenti: il 2025 punta a 20,9 miliardi -sec_org-