CORRIERE DELLA SERA
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 22/07/2025
Estratto da pag. 7
San Siro, la vendita ai club rimandata a settembre Il vincolo architettonico del secondo anello
Il progetto torna al punto di partenza. Fascicolo in Procura
San Siro, la vendita ai club rimandata a settembre Il vincolo architettonico del secondo anello Il progetto torna al punto di partenza. Fascicolo in Procura MILANO Se prima era una corsa contro il tempo, adesso diventa la finale dei cento olimpici. Slitta a settembre la vendita di San Siro. La data del 10 novembre, giorno in cui scatterà il vincolo dei 70 anni sul secondo anello del Meazza, si avvicina a grandi falcate, rendendo praticamente impossibile la demolizione della Scala del calcio e di conseguenza anche la costruzione di un nuovo impianto a pochi metri di distanza. Il sindaco Beppe Sala non è disponibile a mollare il colpo. Soprattutto adesso che si era quasi arrivati alla stretta finale con le squadre vicine a chiudere l’accordo dopo cinque anni di polemiche, abbandoni e ritorni di fiamma. L’ufficialità del rinvio l’ha data lo stesso sindaco nel suo discorso all’aula: «Dobbiamo riavviare da settembre il percorso consigliare relativo allo stadio, con l’obiettivo di rispettare i tempi che il progetto richiede». Palazzo Marino ha tracciato una nuova roadmap: ai primi di settembre arriva in giunta la delibera di vendita. Dopo un paio di settimane la parola passa al Consiglio comunale, dove non sono pochi i mal di pancia. Se il voto sarà favorevole, Milan e Inter dovranno correre dalle banche per formalizzare il mega-investimento di oltre un miliardo di euro, impossibile senza il via libera da parte del Comune. Altre due settimane e ai primi di ottobre si potrebbe arrivare alla firma del rogito. Questo nei desiderata delle squadre e di Sala. Senza però mettere in conto, inchieste, esposti, polemiche e contestazioni. Quelle che hanno disseminato ogni passaggio della vicenda San Siro. A partire dal primo giorno nell’ormai lontano 2019, quando alla conferenza stampa di presentazione del nuovo impianto, le squadre hanno fatto leva sulla legge stadi. Oltre al nuovo impianto c’era (e c’è tutt’ora) l’intenzione di realizzare un distretto multifunzionale provvisto di centro commerciale, uffici, albergo e torre. Un indice volumetrico da far invid i a a Ku a l a Lumpur: lo 0,63 contro lo 0,35 previsto dal Piano di governo del territorio. È l’inizio di un braccio di ferro senza fine, ma è anche la madre di tutte le proteste e gli esposti dei comitati dei cittadini. Nonostante i paletti messi dal Comune e la riduzione delle volumetrie allo 0,35, l’accusa è sempre la stessa: quella delle squadre e dei fondi americani è una speculazione edilizia e Palazzo Marino sta svendendo un bene storico della città. Senza la consapevolezza che un rapporto a tre, Comune, squadre e cittadini può richiedere alleanze variabili e opportunità da cogliere al volo per frenare interessi e appetiti da parte dei privati. Così non è stato: la guerra è di tutti contro tutti. L’ultima in ordine di tempo? Lo scontro furioso su quando dovrà scattare la data del vincolo dei 70 anni. Il 10 novembre secondo la Soprintendenza e secondo il Comune. Ben prima, secondo il Comitato Sì Meazza, presieduto da un attivissimo Luigi Corbani, già vicesindaco quando ancora c’erano la Dc, il Psi, il Pci dei «miglioristi» che amministravano Milano insieme ai socialisti di Craxi e Pillitteri. Come prova, una foto pubblicata sul Corriere dell’Informazione con gli spalti del secondo anello pieno di tifosi che assistono alla partita tra Inter-Fiorentina il 23 gennaio 1955. «Questa volta il pubblico, oltre che di fronte, l’avevamo anche sulla testa» scrive Achille Campanile». Una foto che non fa fede secondo la Soprintendente, Emanuela Carpani. Fa fede invece la data del collaudo finale: il 10 novembre 2025. Lo scrive nero su bianco nelle prescrizioni della Conferenza dei servizi. Non è sufficiente. E qui, viene fuori una delle caratteristiche della vicenda stadio. L’eterno ritorno dell’identico. La ripetizione senza sosta delle procedure e delle verifiche. Pochi giorni dopo la nota di Carpani, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, annuncia l’avvio delle verifiche per accertare se il vincolo sul secondo anello del Meazza sia già scattato o no. Ma non lo aveva già detto la Soprintendente? Alla fine è proprio come aveva scritto la Soprintendente. Repetita iuvant. Ma è tutta la vicenda San Siro a essere un’eterna ripetizione. Si parte nel 2019 con la Cattedrale progettata da Popolous, lo stadio che ricorda le guglie del Duomo e la demolizione-rifunzionalizzazione del Meazza. Si abbandona il progetto con le squadre che decidono di andare ognuna per conto proprio, il Milan a San Donato, l’Inter a Rozzano. Dopo la bellezza di cinque anni, passando per una possibile ristrutturazione della Scala del calcio, si torna al punto di partenza come nel gioco dell’oca. Un nuovo stadio a San Siro e la rifunzionalizzazione del Meazza. Trova le differenze. Ah sì. Due: al posto di Popolous c’è Sir Norman Foster. E al posto della concessione d’uso per 99 anni, c’è l’acquisto da parte delle società. Arriviamo così al punto che è al centro degli ultimi esposti e ricorsi alla Corte dei Conti. Il costo di San Siro e delle aree intorno allo stadio. Il Comune, vuole fare le cose per bene e affida all’Agenzia delle entrate che oltre a essere un ente terzo è anche l’ente preposto per questo tipo di operazioni, la valutazione del prezzo. Calcoli, alla mano, l’Agenzia fissa in 197,1 milioni l’intero pacchetto. Pochi secondo i comitati. Giusti secondo Palazzo Marino. Non basta. La prudenza fa sì che si affidi a due professori della Bocconi e del Politecnico l’asseverazione della perizia. Risultato identico. Il giorno della marmotta non è solo un film. ---End text--- Author: Maurizio Giannattasio Heading: Highlight: Come era La vista dello stadio «Giuseppe Meazza», a San Siro, poco prima del 1990, l’anno in cui venne aggiunto il terzo anello e la copertura Le tappe Il rinvio della decisione ? Ieri il sindaco di Milano Beppe Sala ha rimandato a settembre la decisione sulla vendita dello stadio di San Siro. Il Comune era in trattativa con Inter e Milan Le trattative con Inter e Milan ? Le due squadre a marzo, dopo anni di discussioni, avevano fatto un’offerta per comprare lo stadio e la zona circostante. La trattativa non è toccata dalle inchieste della Procura di Milano La scadenza di luglio ? Sala e le due squadre avevano detto di voler chiudere la trattativa entro la fine di luglio, anche perché il rogito deve essere fatto prima della data del 10 novembre La data cruciale del 10 novembre ? Il 10 novembre sullo stadio scatterà il vincolo della Sovrintendenza che impedirebbe ai nuovi proprietari di abbattere una parte, come prevede il progetto Image:La struttura A sinistra lo stadio «Giuseppe Meazza» di Milano nel quartiere di San Siro (foto Getty Images). In alto e in basso le illustrazioni sul nuovo stadio della metropoli lombarda: il progetto vincitore, tra i tre arrivati in finale, è quello dell’archistar Norman Foster -tit_org- San Siro, la vendita ai club rimandata a settembre Il vincolo architettonico del secondo anello -sec_org-