CORRIERE DELLA SERA
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 22/07/2025
Estratto da pag. 9
Il paradiso fiscale dei milionari e i prezzi alle stelle - Le tasse ai minimi per i milionari case a prezzi record
MILANO, IL COSTO DELLE CASE Ilparadisofiscale deimilionari eiprezziallestelle LE TASSE AI MINIMI si PER I MILIONARI CASE A PREZZI RECORD Nel capoluogo lombardo il 40% delle vendite di alloggi sopra il milione L’ Italia è tornata a crescere dello zero-virgola, come ha fatto per gran parte di questo secolo. Eppure c’è un angolo del Paese che viaggia ad una velocità diversa: il prezzo medio di vendita degli immobili di lusso nelle aree più pregiate di Milano fra il 2021 e il 2024 è salito del 57%, a quasi 27 mila euro a metro quadro. continua a pagina 9 SEGUE DALLA PRIMA Nella zona del quadrilatero della moda i prezzi sono saliti del 54% fino a un valore a metro quadro, 39 mila euro, sette volte più grande di quello medio degli immobili a Milano e diciotto volte più di quello medio del Paese (secondo il sito Mercato immobiliare). Forse è il portato inevitabile della globalizzazione, con i suoi paradossi: il risparmio si accumula soprattutto nella parte in assoluto più abbiente della società, non fosse che per i rendimenti superiori dei patrimoni quando questi sono grandi, fino a generare un’inflazione specifica dei beni dei ricchi. Secondo Marco Tirelli, un importante intermediario di case di lusso a Milano — a cui si deve la stima sulla crescita di quello specifico settore — dal 2015 in città l’inflazione del mattone di livello medio-basso è stata del 7%, ma su quello medio-alto del 20%. Anche per la buona borghesia dunque la progressione è di poco più di un terzo, rispetto alla fascia altissima. Le distanze si allargano ovunque, in mille modi. Eppure nella capitale economica d’Italia, ora che il suo modello immobiliare è all’attenzione della magistratura, queste distanze pongono domande anche più serie. Perché è noto che nella globalizzazione vincono i poli urbani che attraggono conoscenza, talenti, investitori, capitali. Paul Krugman, l’economista premio Nobel, lo chiama «effetto di agglomerazione». Succede quando una città assorbe cervelli e risorse verso di sé dal resto del Paese o del mondo: San Francisco per il digitale, Londra per la finanza o il biotech, Milano per l’Italia. Ma non solo per essa. Perché la gara della globalizzazione — è l’assioma da inizio secolo — la si vince conquistando le persone che più la incarnano. Solo in Europa esistono una trentina di schemi per attrarre ricchi dal resto del mondo. E dal 2017, dapprima innescato dal governo di Matteo Renzi, anche l’Italia ha il suo: una «tassa piatta» a 100 mila euro per un quindicennio per chi ha aderito fino all’anno scorso, a 200 mila euro da quest’anno, su tutti i redditi esteri di contribuenti che prendono residenza in Italia. Basta essere stati fiscalmente fuori dai confini per nove degli ultimi dieci anni. Ovvio che servono redditi sostanziali all’estero, per trovare l’idea interessante. Quando si è trasferito alla Juventus nel 2018, Cristiano Ronaldo aveva un centinaio di milioni di redditi esteri grazie alle sponsorizzazioni. Avrebbe dovuto lasciare all’erario italiano più di 43 milioni (o una quindicina di milioni nei regimi più favorevoli d’Europa). Invece se l’è cavata con 100 mila euro, un’aliquota effettiva dello 0,1%. Non solo questo: lo stesso sistema esenta i «neo-residenti» da qualunque tassa su donazioni e successioni, dal prelievo fisso di 0,2% sugli investimenti esteri di portafoglio e dall’1% sugli investimenti esteri in immobili. Vallo a spiegare ai milioni di italiani del ceto medio e medio-basso che stanno pagando 25 miliardi di tasse in più perché il (parziale) adeguamento di buste paga e pensioni all’inflazione li fa scivolare verso aliquote Irpef più alte, mentre il loro potere d’acquisto cala. Vai a capire, soprattutto, che effetto fa questo spicchio di paradiso fiscale all’italiana sul mercato immobiliare di una Milano intaccata dalle inchieste. C’entra qualcosa il «sistema-Ronaldo» con quel più 57% sugli immobili di primissima fascia, ma soprattutto con il più 13% dei prezzi medi milanesi dal 2015 che pure taglia fuori troppe famiglie che lavorano? Il sistema dei «neoresidenti» dal 2018 al 2023 ha attratto nel Paese almeno 4.500 soggetti ad altissimo reddito — se si elaborano i dati della Corte dei conti e del dipartimento delle Finanze — e Tirelli, l’agente immobiliare per il settore di lusso, stima che circa due terzi si siano stabiliti proprio a Milano. Affittano o comprano. Di certo circa il 40% delle transazioni su case dal prezzo sopra il milione di euro nel Paese avviene proprio nella sua città più dinamica. Secondo Tirelli, l’impatto al rialzo del paradiso fiscale all’italiana si avverte solo sul segmento immobiliare più alto, dominato per tre quarti dai nuovi ricchi ospiti della città. Altri non sono così sicuri che si fermi lì. Alcuni sospettano che l’effetto psicologico trascini al rialzo, per emulazione, buona parte delle quotazioni. Ingrid Hallberg, un’altra mediatrice di case di pregio, nota che gli afflussi dall’estero fanno risaltare ancora di più la scarsità di un’offerta di mattone che non riesce a tenere dietro alla domanda. Perché in realtà il regime di favore fiscale non vale solo per i ricchi. Introdotta sempre da Renzi, ma mantenuta da tutti i governi (con variazioni), c’è anche l’esenzione del 70-50% dell’imponibile per chi era rimasto fuori dall’Italia per due o fino a quattro anni. Sono 128 mila soggetti con redditi medi di 112 mila euro nel 2023, secondo il dipartimento delle Finanze, anch’essi concentrati spesso su Milano. E investono in mattone ciò che risparmiano in tasse, tagliando fuori chi sulle tasse non può risparmiare. È la lotta per salvare la demografia di un Paese che in dieci anni ha perso due milioni di abitanti, chiaro. Ma non era più sano fare invece qualcosa di più perché circa duecentomila giovani non debbano lasciare il Paese a causa di salari e mansioni di lavoro umilianti? ---End text--- Author: Federico Fubini Heading: Highlight: Le città più ricche I prezzi massimi al metro quadro a Milano (il numero dei miliardari e milionari) (in euro) Città 1 Sopra i 100 milioni di $ San Francisco Bay Area 3 Tokyo 4 Singapore 5 Los Angeles 6 Londra 7 Parigi 8 Hong Kong 9 Sydney 82 756 18 262 25 295 182 17.057 2020 2021 Persone Docenti e ricercatori 12 293 35 184 600 800 0 2024 2023 Reddito da lavoro (lordo) 4.102 55.366 € Lavoratori dipendenti 20 400 2022 (con i regimi agevolativi per le persone ?siche – anno d’imposta 2023) 38 128 200 17.924 17 316 0 23.833 Quanti hanno trasferito la residenza ?scale in Italia 22 224 15 Toronto 25.250 26.802 15.000 40 346 14 Shanghai 20.000 22 277 13 Osaka–Kyoto–Kobe 26.154 20.505 33 352 12 Pechino 27.583 25.000 45 516 11 MILANO 35.000 30.000 34.074 Tutte le zone 30 333 10 Chicago Fonte: Henley and Partners 66 818 New York 2 Sopra il miliardo di $ Quadrilatero 38.929 200 41.020 0 20.000 50.000 Fonti: ministero dell’Economia, Tirelli & Partners 112.443 € 0 20.000 60.000 100.000 Corriere della Sera Modello Ronaldo Avrebbe dovuto al fisco italiano più di 43 milioni, se l’è cavata con 100 mila euro ? La parola FLAT TAX La flat tax da 200 mila euro fa parte del regime opzionale previsto dall’articolo 24-bis del TUIR, introdotto nel 2017. Il regime fiscale — riservato agli ultra milionari — prevede che chi non è stato residente fiscale in Italia per almeno nove degli ultimi dieci anni può ottenere, con il trasferimento della residenza, l’applicazione di una tassa piatta annuale su tutti i redditi prodotti all’estero (escluse alcune plusvalenze per i primi cinque anni) Image: -tit_org- Il paradiso fiscale dei milionari e i prezzi alle stelle Le tasse ai minimi per i milionari case a prezzi record -sec_org-