REPUBBLICA MILANO
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 22/07/2025
Estratto da pag. 2
Sala, il programma della fase due - Edilizia case bus e San Siro cosi Sala prova ripartire dopo la tempesta giudiziaria
Sala, il programma della fase due Edilizia, case, bus e San Siro così Sala prova ripartire dopo la tempesta giudiziaria La difesa in aula e l’agenda della fase 2: “Le mie mani sono pulite Se la maggioranza c’è, io ci sono con tutto l’amore per la città” Per le regole urbanistiche la promessa di un Pgt più attento ai servizi E per il nuovo assessore la caccia a un tecnico come Bolocan o Pasqui Rialzarsi, dando subito una «risposta politica» a «quello che sta succedendo» per affrontare le «sfide che ci attendono» nei prossimi due anni. Beppe Sala c’è e lo dice davanti al Consiglio comunale. Ha disegnato il programma della giunta da qui al 2027. Un rafforzamento di quanto già instradato in questi anni: sviluppi urbanistici, Piano straordinario casa, «ripristino degli appartamenti sfitti» nei quartieri popolari, miglioramento del trasporto pubblico. di FEDERICA VENNI A a pagina 2 ialzarsi, dando subito una «risposta politica» a «quello che sta succedendo» per affrontare le «sfide che ci attendono» nei prossimi due anni. Attraversando, anche, la «grandissima sofferenza» personale per il «coinvolgimento nell’indagine», ma spinto dalla «passione» e «da tutto l’amore per questa città di cui sono capace». Andare fino in fondo, dice, «come mi ha insegnato mio padre». Beppe Sala c’è e lo dice davanti al Consiglio comunale, dopo giorni tormentati in cui ha «pensato seriamente alla possibilità di non andare avanti». Un discorso di mezz’ora, confezionato sia per spiegare la sua situazione giudiziaria — con qualche vistosa stoccata alla magistratura — con un evocativo «le mie mani sono pulite», ma soprattutto per disegnare il programma della giunta da qui al 2027. Che è un rafforzamento di quanto già instradato in questi anni: «Sviluppi urbanistici» che dovranno avere «sempre maggiore attenzione all’impatto pubblico e ai servizi», il Piano casa su cui lavorare con più «intensità», il «ripristino degli appartamenti sfitti» nei quartieri popolari, un miglioramento del trasporto pubblico, l’«estrema attenzione» da porre «sulla cura della città in ogni suo angolo e in ogni suo spazio verde». E ancora, una maggiore attenzione agli aspetti più critici come la gestioni degli impianti sportivi, le piscine in primis. Il tutto da coniugare — questa è una delle richieste della sua maggioranza — con l’ascolto della città. Il sindaco parla poco di San Siro, il tema è scivoloso ed è meglio evitare tensioni. Si limita solo a scandire i tempi, ripianificati nella trattativa con il Pd: «Dobbiamo, da settembre, riavviare il percorso consiliare relativo allo stadio, con l’obiettivo di rispettare i tempi che il progetto richiede». Un piano realizzabile solo ad una condizione, quella che il sindaco ha posto nei giorni scorsi ai dem e alla sua maggioranza: avere tutti — o quasi — dalla sua parte. E per dirlo con toni affabili cita Antonio Greppi, primo sindaco di Milano dopo la Liberazione: «Se su queste basi la maggioranza che mi sostiene c’è, e c’è coraggiosamente, con “responsabilità e cuore in antitesi a credere, obbedire, combattere”, io ci sono». Non passa inosservato l’attacco alla fuga di notizie sulle indagini: «Chiedo a voi, colleghi politici, se ciò continui a starvi bene. Sta bene a chi governa o ambisce a governare una città o un Paese che indagini riservate diventino pubR bliche? Ricordo a chi approfitta, politicamente, di situazioni come quella che la mia amministrazione sta vivendo: oggi a me, domani a te». A seguire la consueta bagarre dell’opposizione, condita da un battibecco con il consigliere di FdI Enrico Marcora, dopo la foto pubblicata sui social del “Sala-carcerato”. Si sentono decisamente meno fischi di tante altre sedute. Le proteste sono tutte fuori, dove a gridare «dimissioni!» è anche chi non è riuscito a entrare in aula. Tra il pubblico, fa notare qualche maligno, prevale la «claque del Pd». Da qui gli applausi scrosciano, come dai banchi del Pd. La capogruppo dem Beatrice Uguccioni parte con un lungo intervento motivatore: «Ora andiamo avanti per davvero». E qualcuno, dai banchi della stampa, scherza: «Perché prima era per finta?». La consigliera nonché vicesegretaria della Lega Silvia Sardone è la più polemica. Ancora prima dell’inizio della seduta si affanna davanti alle telecamere: «Certo che non si dimette, sta attaccato alla poltrona con l’Attak». In maggioranza, Carlo Monguzzi fa Carlo Monguzzi: «Tutto è finito a tarallucci e vino», sbotta. «È inaccettabile, l’unica cosa che interessa è vendere San Siro». Dentro e fuori dall’aula, a chiacchierare in cortile si intravedono vecchi volti di Palazzo Marino: l’ex presidente dBasilio Rizzo, gli ex assessori morattiani Maurizio Cadeo e Andrea Mascaretti. E mentre il dibattito è in corso (la seduta si chiuderà dopo quattro ore e mezza alle nove di sera), le agenzie battono le dichiarazioni della politica, lombarda e non. La Lega affida il suo giudizio ad una nota: «Pessimo». Ed ecco perché la richiesta è una: «Il centrosinistra dovrebbe consentire ai milanesi di tornare al voto». Ad attaccare è anche il coordinatore regionale del M5S Dario Violi, il quale però non usa la parola «dimissioni», sventolata in questi giorni dai suoi: quello di Sala, dice, è un «discorso autoassolutorio» che se la cava con la «scappatoia delle dimissioni di Tancredi». Rilancia, Violi, ma non affonda: «La nostra richiesta è cambiare rotta e parlare soprattutto alle persone più in difficoltà. Chiediamo una visione diversa della città, indipendentemente dal giudizio delle aule giudiziarie». Finito il dibattito, oggi si riparte. La priorità è trovare il successore dell’ormai ex assessore Tancredi. Bisogna fare in fretta, è il mantra che circola a Palazzo Marino, perché il sindaco, indagato proprio sull’urbanista, non può tenersi l’interim per più di qualche ora. Si potrebbe trovare un nome già oggi, ma la caccia è ardua: nessuno, vista l’aria che tira, in queste ore ha detto sì. Si cerca una figura di garanzia, come lo è stato l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli per la sicurezza. Un profilo alla Nando dalla Chiesa. Ma, almeno fino a ieri sera, non si è trovato. L’alternativa potrebbe essere un urbanista dell’università o un esperto di diritto. Di nomi ne sono girati alcuni: Elena Granata, Matteo Bolocan, Gabriele Pasqui. Ma la ricerca sta andando avanti. ---End text--- Author: FEDERICA VENNI Heading: Highlight: le case “Un Piano straordinario, il ripristino degli appartamenti sfitti nei quartieri” i trasporti “Dobbiamo migliorare quello pubblico e la cura della città in ogni suo angolo” lo stadio “Da settembre bisogna riavviare il percorso per rispettare i tempi” La capogruppo del Partito Democratico Uguccioni: “Andiamo avanti per davvero” Si ammorbidisce anche M5S che aveva sollecitato il passo indietro “Ma ora cambiare rotta” Gli applausi dai banchi del centrosinistra, la richiesta di dimissioni dalla destra: la seduta in Consiglio che supera lo spettro urne Image:T La stretta di mano tra il sindaco Sala e l’ormai ex assessore Tancredi MAURIZIO MAULE FOTOGRAMMA MAURIZIO MAULE / FOTOGRAMMA I cartelli esposti in aula dai consiglieri dell’opposizione, il pubblico in fila per entrare in Municipio e, a destra, il maxischermo dove seguire la diretta nella sala Alessi di Palazzo Marino T Il settore del pubblico nell’aula del Consiglio comunale e, sotto, Beppe Sala ALESSANDRO BREMEC / FOTOGRAMMA cettabile, l’unica cosa che interes -tit_org- Sala, il programma della fase due Edilizia case bus e San Siro cosi Sala prova ripartire dopo la tempesta giudiziaria -sec_org-