SOLE 24 ORE
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 22/07/2025
Estratto da pag. 23
Fiere, da Rimini a Bologna grandi lavori nei quartieri
Fiere, da Rimini a Bologna grandi lavori nei quartieri Immobiliare. Nel capoluogo felsineo nasce una struttura polifunzionale che ospiterà anche eventi sportivi; nuovi padiglioni in riva all’Adriatico I l focus rimangono - e rimarranno - le manifestazioni B2B di carattere internazionale, occasione imprescindibile per le imprese italiane che intendono ampliare i propri mercati di riferimento. Su questo concordano tutti: organizzatori di fiere, società fieristiche, imprese espositrici e visitatori professionali. Tuttavia, il settore delle fiere è radicalmente cambiato negli ultimi cinque anni, in seguito non solo alla pandemia da Covid-19, ma anche ai conflitti bellici in Europa e Medio Oriente, alle tensioni geopolitiche e alla regionalizzazione delle catene di fornitura. È diventato necessario mutare approccio e direttrici di investimento da parte dei gruppi fieristici, diversificare le attività e trasformare i quartieri per intercettare le mutate esigenze delle imprese, fare spazio a nuovi business e accogliere pubblici differenti. ‘ Anche a Vicenza sono in corso ambiziosi progetti di ampliamento, mentre Milano accoglierà alcune gare delle Olimpiadi È cresciuto il peso dei servizi a valore aggiunto (allestimenti, strumenti digitali, consulenze, formazione...) offerti per essere sempre più attrattivi nei confronti non solo di espositori e visitatori, ma anche dei grandi organizzatori o associazioni internazionali, che possano così scegliere i quartieri italiani come sede di manifestazioni e congressi itineranti. In questo senso, si è rafforzato ulteriormente il legame con i territori e le città in cui sorgono i quartieri, in una logica di sistema in cui gli oneri della promozione internazionale e gli onori delle ricadute economiche generate dai grandi eventi sono condivisi. Sono aumentati, o si sono consolidati, eventi B2C, rivolti al grande pubblico, oltre che ai professionisti, e i calendari fieristici fanno spazio con maggiore frequenza a eventi «leisure»: concerti, spettacoli, competizioni sportive. La stessa voce «leisure» è entrata di diritto anche nei piani industriali dei gruppi più importanti. Si vanno diffondendo, inoltre, concept espositivi che integrano momento business e intrattenimento, affiancando al programma tradizionale fieristico anche un ricco palinsesto di eventi culturali, sportivi o formativi. E se cambiano - o meglio aumentano - le possibili destinazioni d’uso dei padiglioni, diventa necessario ripensare anche gli spazi, per adeguarli ad accogliere le nuove attività. Per questo, negli ultimi anni, abbiamo assistito a significativi investimenti nelle infrastrutture. Ultimo, in ordine di tempo, è il piano annunciato da BolognaFiere, che ha avviato i lavori per la demolizione dell’ex padiglione 35 e la costruzione di un nuovo spazio polifunzionale progettato dallo studio Mario Cucinella Architects, con una spesa complessiva di 70 milioni di euro, che si aggiunge ai 116 milioni fin qui investiti nell’ambito della riqualificazione del quartiere fieristico avviato dal gruppo nel 2016, che si integra con lo sviluppo urbanistico della città e si concluderà nel 2026, in tempo per accogliere, negli spazi del nuovo padiglione, anche la finale di Coppa Davis. Con oltre 12mila mq di superficie e un’altezza di 25 metri, la struttura potrà contenere circa 10.500 spettatori e ospitare, oltre alle principali fiere del gruppo, anche congressi internazionali, eventi sportivi, concerti e spettacoli. Analoghe finalità sono alla base dei progetti di ampliamento dei quartieri fieristici di Vicenza e Rimini avviati da Italian Exhibition Group, con un investimento complessivo di 122 milioni di euro. Il primo, che dovrebbe concludersi nella primavera del prossimo anno, consiste nella realizzazione di un padiglione che diventerà il nuovo cuore espositivo del quartiere di Vicenza, progettato dallo studio GMP di Amburgo con l’obiettivo non solo di ampliare la superficie espositiva, ma anche di migliorare la fruizione dei percorsi e l’esperienza dei visitatori, nella logica di luoghi in grado di ospitare sia operatori professionali, sia comuni cittadini appassionati di un certo tipo di offerta, sia eventi business, sia eventi leisure. Ancora più evidenti, in questo senso, sono gli obiettivi dei lavori che interessano il quartiere di Rimini, costati finora 62 milioni di euro. In questo caso, il progetto consiste in un ampliamento del quartiere di oltre 200mila mq e nella realizzazione di un nuovo padiglione a forma di cupola (la più grande cupola senza colonne d’Europa) che, oltre alla crescita delle principali manifestazioni del gruppo (come Ecomondo e Sigep), ospiterà anche grandi eventi musicali e sportivi, con una capienza di oltre 15mila persone. Progettato anch’esso dallo studio GMP di Amburgo, il nuovo padiglione dovrebbe essere operativo entro la fine del 2028. L’anno chiave per Fiera Milano sarà invece il 2026, grazie all’occasione offerta dalle Olimpiadi invernali. Lo scorso gennaio, infatti, il gruppo milanese ha siglato un accordo strategico con la Fondazione Milano Cortina per ospitare, all’interno dei padiglioni 13-15, le competizioni di Speed Skating, alcune partite del torneo maschile di Ice Hockey e tutte quelle del torneo femminile. Inoltre, il centro congressi Allianz accoglierà i media italiani e internazionali per l’intera durata dell’evento olimpico. Ma soprattutto, a inizio giugno Fiera Milano ha vinto l’appalto, indetto dalla stessa Fondazione, per la gestione dei servizi per la progettazione, la gestione operativa e la dismissione delle infrastrutture temporanee. Questo consentirà alla società il controllo dei tempi di realizzazione, della modalità e del valore aggiunto degli interventi, che avranno un impatto positivo anche per il post-Olimpiadi, migliorando le performance dei padiglioni interessati, che saranno già progettati e attrezzati da subito nell’ottica di un loro futuro utilizzo per attività anche diverse rispetto a quella tradizionale fieristica. Sembra dunque delinearsi un fenomeno che va nella direzioni di quartieri fieristici meno dispersivi rispetto al passato, di dimensioni altrettanto se non più grandi, ma progettate e modellate in modo da poter essere fruite in modo più agile e con una dichiarata volontà di aprirsi alle città e ai cittadini. Un modo, anche, per far vivere questi quartieri tutto l’anno e non solo ne periodi di concentrazione del calendario fieristico, in modo da ottimizzare i costi di mantenimento, compreso il pagamento dell’Imu che, da sempre, le fiere contestano perché calcolata senza tenere conto della stagionalità dell’industria fieristica, come spiega il presidente di Aefi (l’Associazione delle fiere italiane), Maurizio Danese, confermando il trend di importanti investimenti infrastrutturali da parte dei quartieri fieristici, in particolare dei quattro gruppi principali (Milano, Bologna, Rimini-Vicenza e Verona), ma anche di alcune realtà di medie dimensioni. «Anche nel Libro Bianco che abbiamo presentato al governo (si veda articolo a fianco, ndr), una delle priorità che abbiamo evidenziato è proprio la promozione di un piano di adeguamento infrastrutturale, sia per ammodernare i nostri quartieri implementando sostenibilità e digitalizzazione, sia per intercettare nuovi business che si stanno affermando», spiega il presidente di Aefi. Danese sottolinea anche il valore aggiunto che tali investimenti hanno per il territorio, dato che i piani di riqualificazione sono sempre realizzati in dialogo con le amministrazioni locali, con l’obiettivo di aumentare l’attrattività internazionale delle città dove hanno sede i quartieri e le ricadute economiche per la comunità, in particolare per l’indotto turistico. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giovanna Mancini Heading: Highlight: mutamento I poli fieristici del futuro dichiarano la volontà di aprirsi alle città e ai cittadini Anche a Vicenza sono in corso ambiziosi progetti di ampliamento, mentre Milano accoglierà alcune gare delle Olimpiadi Image:maurizio danese Presidente Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) illustrazione di anna sutor -tit_org- Fiere, da Rimini a Bologna grandi lavori nei quartieri -sec_org-