SOLE 24 ORE
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 22/07/2025
Estratto da pag. 15
Nuovo cronoprogramma per San Siro Il progetto arriva in consiglio il 15 settembre
Nuovo cronoprogramma per San Siro Il progetto arriva in consiglio il 15 settembre La vendita dello stadio La data rimandata serve a ridurre tensioni politiche, ma Inter e Milan non arretrano MILANO Eccolo il dossier più scottante: la vendita di San Siro e delle aree circostanti, che senza inchiesta si sarebbe chiusa in questi giorni secondo un cronoprogramma serrato, con il voto in consiglio comunale il 31 luglio e la cessione di terreni e stadio alle società sportive di Inter e Milan. E invece le pressioni mediatiche e politiche hanno spinto in avanti l’appuntamento in consiglio (che peraltro non sarebbe necessario stando alla Legge Stadi ma che evidentemente Palazzo Marino non vuole eludere considerando la delicatezza del dossier). Si parla ora di un accordo ufficioso con le squadre per portare i documenti e il progetto in consiglio comunale a inizio settembre, approdando al voto il 15 settembre. Comunque l’iter autorizzativo dovrebbe permettere, chiedono Inter e Milan, di arrivare al rogito entro il 10 novembre, per evitare il vincolo della Sovrintendenza che da quel momento scatterebbe sul secondo anello dello stadio, impedendone la demolizione. È un affare da 197 milioni, come ha definito l’Agenzia delle entrate, a cui si è rivolto Palazzo Marino per definire il giusto prezzo da chiedere alle squadre che intendono comprare struttura e terreni. Sul prezzo è stato acceso un faro dalla Procura, per ora senza indagati né ipotesi di reato: un’indagine esplorativa che servirà a capire se l’interesse pubblico è stato tutelato. Questa storia è lunga anni, e ancora non trova una fine. Era il 2019 quando il consiglio comunale metteva dei paletti per ridurre le volumetrie dei primi progetti paventati dalle società calcistiche, e ancora oggi questo tema crea profonde tensioni a Palazzo Marino, così come tra le associazioni cittadine. Ancora di più adesso che la vendita dell’area è finita nell’inchiesta sull’Urbanistica di Milano. Ci sarebbe infatti un «patto corruttivo», dicono i pm, siglato dal presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni e dall’architetto Federico Pella, manager e socio della società di progettazione integrata J+S specializzata in impianti sportivi. Per entrambi la procura chiede la custodia cautelare in carcere. Dalle carte emerge che i due aspettassero di entrare in un possibile giro di affari con la nuova costruzione. Al di là del piano penale, la questione diventa politica, perché in questa fase il Pd non si sente più di affrettare i tempi, sfidando la Procura che intanto sta indagando. Tutto rimandato a settembre. Le squadre sono anche pronte a dare rassicurazioni su alcune clausole giuridiche, in particolare sulla continuità dell’azionariato per un tempo ragionevole (non è chiaro per quanti anni) e sul fatto che le bonifiche spetteranno al Comune solo in misura minore. Questi due elementi potrebbero rassicurare Palazzo Marino. Tuttavia dalle file del Pd non ci sono certezze: quello che trapela è che a settembre il progetto verrà portato in consiglio, ma la valutazione sarà reale e quindi non scontata. —S.Mo. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: smo. Heading: Highlight: Le novità: le società garantiscono continuità nell’azionariato; le bonifiche solo in parte spetteranno al comune Le squadre chiedono che l’iter venga completato entro il 10 novembre, ma per il Pd il voto non è scontato Image: -tit_org- Nuovo cronoprogramma per San Siro Il progetto arriva in consiglio il 15 settembre -sec_org-