LIBERO
Dir. Resp. Mario Sechi
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 4
Il balletto del mattone - Il balletto della Schlein: «Fiducia a Sala e ai pm Per le sfide di Milano serve un segno di cambiamento»
L'assessore Tancredi verso le dimissioni. Sala prova a resistere. Elly, pressata da M5S, si barcamena: «Sto col sindaco ma pure coi pm». Però il Pd chiede un cambio di rotta Albertini: «Se la maggioranza non è coesa, Beppe valuti l'addio. E il Centro
L’INCHIESTA DI MILANO FA ESPLODERE LA SINISTRA Il balletto del mattone L’assessore Tancredi verso le dimissioni. Sala prova a resistere. Elly, pressata da M5S, si barcamena: «Sto col sindaco ma pure coi pm». Però il Pd chiede un cambio di rotta Albertini: «Se la maggioranza non è coesa, Beppe valuti l’addio. E il Centrodestra...» Il balletto della Schlein: «Fiducia a Sala e ai pm Per le sfide di Milano serve un segno di cambiamento» La segretaria è pressata dal giustizialismo dei Cinquestelle, ma teme che la caduta della giunta provochi un effetto boomerang anche sulle Regionali: così prova a schierarsi sia con la Procura sia con Mister Expo LA LEADER DEM E. CALESSI, S. IACOMETTI, A. MUZZOLON, C. OSMETTI, M. SANVITO alle pagine 4-9 ¦ A fianco di Beppe Sala, ma servono, urgentemente, “segnali di cambiamento”. Il primo sono le dimissioni dell’assessore Giancarlo Tancredi, che potrebbero arrivare nelle prossime ore. Ma il cambiamento non si può fermare qui. È questa, in sostanza, la posizione del Pd di fronte all’inchiesta che sta terremotando Milano e il suo sindaco. Elly Schlein ha aspettato un giorno prima di intervenire. Segno della difficoltà in cui il Pd si trova. Da un lato, infatti, non può abbandonare su due piedi l’amministrazione di centrosinistra di uno dei capoluoghi più pesanti d’Italia, specie di fronte a un’inchiesta agli inizi e tutta da provare. Dall’altra, il Pd soffre la posizione del M5S e (più sfumata) di Avs, che hanno chiesto il primo un passo indietro al sindaco, il secondo cambiamenti totali. LE REGIONALI Di tutt’altra opinione l’ala riformista del Pd che, invece, si è schieta subito con Sala. Infine, ammettere la debàcle a Milano, magari facendo sciogliere il comune, a pochi mesi dal round di regionali su cui Schlein punta moltissimo, rischia di compromettere anche queste ultime elezioni. Si aggiunge che la stessa premier Giorgia Meloni non ha infierito, passando il cerino nelle mani di Elly. E così, dopo lunghe discussioni, si è deciso per la prudenza. Da qui il comunicato diffuso, ieri pomeriggio, da Schlein: «Le notizie sull'indagine di Milano non ci lasciano indifferenti e chiedono attenzione. Anche per noi è importante capire bene i contorni precisi di questa vicenda. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che dovrà accertare se ci sono state delle responsabilità penali individuali. Noi seguiremo con attenzione gli sviluppi. Al contempo», si aggiunge, «ribadiamo che il Pd è al fianco del sindaco Sala, che ho sentito per esprimergli direttamente la nostra vicinanza, e continua a sostenere il lavoro che l'amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall'abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all'inclusione sociale e all'accessibilità. Con piena consapevolezza che oggi queste sfide sono diventate più pressanti e urgenti e richiedono segnali di innovazione e cambiamento». E ieri una delegazione dei dem milanesi e lombardi ha incontrato di nuovo Sala (lo aveva fatto anche il giorno prima), ribadendo la richiesta di «cambiamenti concreti». Al centro del confronto anche le dimissioni dell'assessore Tancredi, che dovrebbero essere imminenti. I RIFORMISTI «È stato un incontro positivo», si è limitato a commentare il segretario cittadino, Alessandro Capelli, al termine dell'incontro, «noi abbiamo espresso al sindaco la necessità di cambiamenti concreti, e siamo rimasti d'accordo che ci rivedremo nel fine settimana». Se la segretaria è prudente, i riformisti del partito, invece, difendono nettamente con Sala. Lo aveva fatto l’altro giorno il senatore Alessandro Alfieri, componente della segreteria, che dieci anni era stato tra quanti avevano spinto perché Sala si candidasse («Esprimo piena fiducia in Beppe Sala: al suo fianco anche questa volta così come lo sono stato dieci anni fa»). E lo ha fatto, ieri, Pierfrancesco Maran, ora europarlamentare dem, ma per tredici anni assessore a Palazzo Marino con delega all’Urbanistica: «Come ex assessore del Comune di Milano, desidero esprimere la mia piena solidarietà, sia politica che umana, al sindaco Beppe Sala e all’assessore Giancarlo Tancredi in merito alle recenti inchieste. Ho sempre riposto la massima fiducia nella loro correttezza e rettitudine». LA GRANA DEI GRILLINI Quanto agli altri partiti del centrosinistra, Riccardo Magi, di +Europa, pur condannando «l’uso politico contro il sindaco Sala che alcuni partiti stanno facendo dell’inchiesta di Milano», ha parlato della necessità di «una riflessione sulle norme di semplificazione degli interventi di ristrutturazione edilizia». E chiede subito dei cambiamenti Avs: «Milano ha l’urgenza di cambiare le proprie politiche urbanistiche. Queste devono essere indirizzate verso lo stop al consumo di suolo, il recupero del patrimonio edilizio delle periferie e il potenziamento delle aree verdi», ha detto Angelo Bonelli. Ma la spina nel fianco del Pd è il Movimento Cinque Stelle che con la vicepresidente delpartito Chiara Appendino, definisce «doveroso un passo di lato da parte di Beppe Sala». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: ELISA CALESSI Heading: LA LEADER DEM Highlight: ANGELO BONELLI AVS Milano deve cambiare: stop al consumo di suolo e più aree verdi RICCARDO MAGI +EUROPA Urge riflessione per evitare il protrarsi della paralisi amministrativa C. APPENDINO M5S Doveroso un passo indietro di Beppe Sala Il Salva Milano era una schifezza Image:A sinistra, il quartiere Porta Nuova, simbolo del rinnovamento milanese; a destra, la segretaria Pd Elly Schlein, e il sindaco di Milano, Beppe Sala (Ansa) -tit_org- Il balletto del mattone Il balletto della Schlein: «Fiducia a Sala e ai pm Per le sfide di Milano serve un segno di cambiamento» -sec_org-