CORRIERE DELLA SERA
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 6
I dubbi di Sala sul futuro. Schlein lo sostiene L`assessore Tancredi verso le dimissioni - I tormenti di Sala: non so se andare avanti Tancredi verso l`addio Pd: urbanistica, si cambi
I dubbi di Sala sul futuro. Schlein lo sostiene L’assessore Tancredi verso le dimissioni ItormentidiSala: nonsoseandareavanti Tancrediversol’addio Pd:urbanistica,sicambi Milano,ilprimocittadinoparleràlunedìinConsigliocomunale L’ipotesidiunassessore«digaranzia»(ediacceleraresuS.Siro) e Maria Teresa Meli S chlein e il Pd esprimono «vicinanza» a Beppe Sala, fanno muro insomma, ma allo stesso tempo chiedono rapidi «cambiamenti concreti» sull’urbanistica di Milano. Il sindaco riflette sul suo futuro e lunedì riferirà in Consiglio comunale. Il partito, nel frattempo, ha chiesto le dimissioni dell’assessore alla Rigenerazione urbana Tancredi. Che potrebbe lasciare. da pagina 6 a pagina 11 MILANO Divorato dai dubbi. Se continuare, andare avanti, o meno. Nonostante ieri sia arrivata una delle tessere fondamentali del puzzle per continuare la corsa: l’assessore alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi, durante un incontro durato due ore con il sindaco Beppe Sala, ha dato la sua disponibilità a rimettere il mandato. Non c’è ancora nessuna ufficialità. Potrebbe arrivare lunedì quando Sala andrà in aula a riferire al Consiglio comunale. Ma potrebbe essere anche il contrario. A fare un passo indietro non sarebbe Tancredi, ma lo stesso sindaco. Sala si è preso il weekend prima di decidere, tormentato dai dubbi, ma sicuramente non saranno le condizioni richieste dal Pd — dimissioni di Tancredi e cambio di rotta sull’urbanistica — a determinare la sua scelta finale. I bookmaker danno un 50 per cento di possibilità al passo indietro. La verità è che prima della politica, delle strategie e dei tatticismi, a Sala interessa la sua integrità personale. Si sente vittima di una grave ingiustizia, ritiene che ci sia una distanza siderale tra il tono delle carte della Procura e i fatti oggettivi. Questi due giorni serviranno per ponderare i pro e i contro, dove i pro non sono i vantaggi e i contro non sono la perdita della poltrona. Precondizioni. Che determineranno tutto il resto. Se decidesse di restare al suo posto, lunedì potrebbe essere l’occasione buona per dare qualche indicazione sul successore di Tancredi: una figura terza, di garanzia, in discontinuità. Qualcuno il cui identikit dovrebbe assomigliare a quello di Franco Gabrielli, che fino a pochi mesi fa è stato il consulente del sindaco per la sicurezza. Non sarà facile trovarlo. Se si dovesse andare avanti, se Sala decidesse di restare al suo posto, il puzzle che si va componendo richiede specialisti nel maneggiare le tessere del gioco. Un equilibrio complesso. Che deve tenere conto di spinte e controspinte. A partire da quelle indicate dal Pd, il partito di maggioranza relativa della coalizione. Non è un caso che ieri, dopo un paio di giorni di silenzio «pubblico» (in privato era arrivata una telefonata) la segretaria Elly Schlein abbia finalmente affidato a un comunicato il suo appoggio a Sala. Una tempistica precisa, scattata quando ormai c’era la sicurezza che Tancredi fosse pronto a fare un passo indietro. Era una delle condizioni poste dal Pd per rimarcare pubblicamente il sostegno al sindaco. L’altra condizione è quella di evitare scontri con la Procura e segnare una discontinuità forte rispetto al passato. Di questo si è parlato in una riunione interminabile tra il primo cittadino e la pattuglia milanese del Pd. C’era il segretario metropolitano, Alessandro Capelli, quella regionale Silvia Roggiani e la capogruppo in Consiglio comunale, Beatrice Uguccioni. È potuta durare così tanto solo perché c’era l’aria condizionata, mentre i poveri cronisti aspettavano fuori dal Palazzo sotto la canicola milanese. Neanche Tancredi, in sella alla sua moto, si è commosso: via di corsa, senza uno straccio di dichiarazione. Segno che la parola d’ordine di Sala è stata perentoria. Nessuna dichiarazione, nessuna agenzia, nessun commento. Parlo io, lunedì. Segno anche che il sindaco è intenzionato a riprendere in mano il pallino e vuole essere il regista dell’operazione. Qualunque essa sia: avanti fino al 2027 o in alternativa voto anticipato. Nella riunione fiume si sono toccati tutti i temi. Compresa la vendita dello stadio di San Siro. E proprio qui si tocca con mano la differenza tra la prudenza della politica e di chi è arrivato alla politica dopo un percorso completamente differente. La prudenza che consiglia di rimandare a tempi migliori la vendita di San Siro — finita obliquamente nelle carte della Procura — ha trovato la netta opposizione di Sala. Il primo cittadino è intenzionato a approvare la delibera già la settimana prossima, nonostante il Pd cerchi di allungare i tempi vista la tempesta giudiziaria. «Incontro positivo — dice il segretario Capelli —. Noi abbiamo espresso al sindaco la necessità di cambiamenti concreti e siamo rimasti d’accordo che ci rivedremo nel fine settimana». Quello decisivo per capire se Sala resterà sulla poltrona più alta della città o costringerà i partiti a una corsa affannosa per cercare il nuovo sindaco. Un po’ come l’ultima volta, quando il centrodestra arrivò in extremis alla scelta del candidato. Ma se Sala dovesse lasciare in anticipo, toccherà anche al centrosinistra correre come una lepre. Lo sapremo lunedì. Buon weekend. ---End text--- Author: Maurizio Giannattasio Heading: Highlight: La vicenda ? Mercoledì la Procura di Milano ha chiesto la disposizione di 6 misure cautelari ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica. Tra i destinatari, Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana e Manfredi Catella, presidente del gruppo immobiliare Coima ? Tra gli indagati ci sono anche i nomi del sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’ex presidente della Commissione paesaggio del Comune, Giuseppe Marinoni, e l’archistar Stefano Boeri ? Oltre 100 i cantieri sotto inchiesta. Tra i reati contestati, corruzione, induzione indebita, false dichiarazioni ? Palazzo Marino INDAGATO Beppe Sala, 67 anni, sindaco di Milano dal 2016, è indagato dalla Procura per «false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone», in riferimento all’attestazione di assenza di conflitti di interesse di Giuseppe Marinoni, architetto ed ex presidente della Commissione paesaggio del Comune. È inoltre indagato per concorso in «induzione indebita a dare o promettere utilità» intorno al progetto di Catella e Boeri sul grattacielo «Pirellino» Un lungo weekend Dopo la riunione fiume di ieri, Sala e i dem si rivedranno ancora tra oggi e domani Image:In scooter Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, ieri dopo l’incontro con il sindaco Sala (Ansa) -tit_org- I dubbi di Sala sul futuro. Schlein lo sostiene L’assessore Tancredi verso le dimissioni I tormenti di Sala: non so se andare avanti Tancredi verso l’addio Pd: urbanistica, si cambi -sec_org-