CORRIERE DELLA SERA
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 9
Intervista Ignazio La Russa - «Il Pd non usi il sindaco come capro espiatorio» - «L`inchiesta faccia il suo corso Ma via la giunta o sarà paralisi»
L’INTERVISTA/IGNAZIO LA RUSSA «Il Pd non usi il sindaco come capro espiatorio» «L’inchiesta faccia il suo corso Ma via la giunta o sarà paralisi» Il presidente del Senato: da me una valutazione politica e non giudiziaria L’INTERVISTA IGNAZIO LA RUSSA T roppo comodo per il Pd, dice il presidente del Senato Ignazio La Russa, «scaricare Beppe Sala. Il sindaco non deve essere usato come capro espiatorio. Il problema — aggiunge — è la sua giunta che rende Milano a rischio paralisi». a pagina 9 ROMA «Sarebbe troppo comodo per il Pd ora scaricare Beppe Sala. Ma il problema è la sua giunta che rende Milano a rischio paralisi». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a sorpresa, si schiera a fianco del sindaco dem di Milano. Perché? «Non deve essere usato come capro espiatorio. Sarebbe facile per il partito: non è ricandidabile, allora si dà tutta la colpa a lui e finisce lì. E no». Veramente Schlein gli ha detto «vai avanti». «Il minimo che potesse fare. Se c’è un giocatore che sbaglia un rigore a volte paga l’allenatore che però lo ha messo in campo. Ecco perché non parlo di lui ma della giunta». Giorgia Meloni dice che un avviso di garanzia non può portare alle dimissioni. «Io la penso esattamente come lei. Che ci sia un’inchiesta non ha alcuna influenza. La giustizia faccia il suo corso, la politica è un’altra cosa. Questa vicenda è servita ad accendere i riflettori. Io ne do una valutazione politica». Ugualmente negativa? «Però per un motivo che prescinde da questi provvedimenti della magistratura, peraltro da vagliare». Quale valutazione? «Che prima va via questa giunta e meglio è. C’era una vicenda molto chiara in campo. Tanto che quando è arrivato al Senato un tentativo, anche del centrodestra, di far passare una legge che metteva al riparo dalle azioni dei cittadini danneggiati da questa politica urbanistica, e addirittura allargava a tutta Italia il sistema Milano, io ho detto: “Perché la chiamate Salva Milano? Chiamatela Salva Sala”. Poi mi sono corretto: “Chiamatela: Salva giunta”, perché serviva a mettere una specie di pietra tombale. E da quando l’ho chiamata così l’ho bloccata. Anzi si è bloccata da sola». Ma non è stata ritirata. «No. È rimasta lì. Perché il dato fondamentale è che i partiti che appoggiano Sala non erano favorevoli (dai Verdi a metà del Pd), e avevano bisogno dei voti del centrodestra. Ma con il cerino in mano doveva rimanere chi voleva salvare questa giunta incapace. Anzi, se il modello di amministrazione è quello nel quale un cittadino invece di un parcheggio vede costruire di fronte a casa un grattacielo, perché di questo parliamo, non so se sia più incapace o più inadeguata». Salvini allora sbaglia a chiedere le dimissioni di Sala? « Non è per... Come si dice?». Garantismo? «Sì, mi sfugge sempre la parola. Non è per garantismo, ma le dimissioni per le vicende giudiziarie non le ho mai chieste e non le chiederò mai. Però c’è uno scenario da valutare. Mi dicono che ora hanno paura di fare qualunque cosa e Milano rischia la paralisi. Prima va via la giunta e meglio è». La paura della firma non è generalizzata? «C’è una gradazione. Spesso si parla di governo diviso, ma le discussioni non sono mai sul programma, che c’è e si rispetta. Ma qual è il programma di questa giunta su sicurezza, sviluppo, urbanistica? Se c’era non è stato attuato. Sono divisi su tutto. E se, pur di vincere, volessero aggiungere i M5S saremmo al ridicolo. Perché ora si indignano per la corruzione, ma dando la colpa a Sala tutto finirebbe lì». La sinistra fa notare che la Milano di Sala ha avuto un grande sviluppo. «Lo sviluppo urbanistico di Milano è figlio delle scelte della destra. Da Porta Nuova alla zona di San Siro a Citylife. Gli altri hanno fatto solo piste ciclabili, nei posti sbagliati». Ma si può ancora sperare in uno sviluppo senza piani regolatori-ombra e non sorretto dalla corruzione? «Certo. Basta avere una visione urbanistica e un piano preciso da presentare agli elettori. Naturalmente rispondente alla legge. Se c’è bisogno, modificarla prima, non dopo per cercare una sanatoria alle irregolarità. Pensiamo cosa avrebbero detto se una vicenda del genere fosse successa alla giunta Moratti o Albertini». Cosa pensa del ricorso dei pm direttamente in Cassazione su Salvini e Open Arms? «Avranno pensato che un ricorso in Appello sarebbe stato inutile, non so. Da penalista non do valutazioni senza sentenze. Se i giudici avranno qualcos’altro da dire su Open Arms commenteremo. Per il momento sono contento dell’assoluzione in primo grado che pensavo fosse giusta». Anche lei ha festeggiato i mille giorni di presidenza? «Non sono tremila? (ride, ndr). Sì, un grande onore per me e per quelli della mia storia politica. E sono orgoglioso che questa possibilità mi sia stata data da tutti i gruppi parlamentari. Non ce n’è stato uno nel quale qualche esponente non mi abbia votato. E io non lo dimentico e cerco di essere più che imparziale: con un occhio di attenzione per i più deboli. E infatti dai senatori non ho mai avuto critiche». Qual è stato il momento più difficile? «Deve ancora venire... Scherzo, non mi offendo mai. L’unica cosa che vorrei non accadesse mai è che si tiri immotivatamente in ballo la mia famiglia». Non è che il vostro garantismo su Sala nasconde la speranza di non essere più attaccati per altre vicende? «Noi non siamo mai stati troppo giustizialisti nemmeno con Craxi. Almeno io, da penalista, non lo sono per natura. Mi rendo conto che Milano se non dà la voce ai cittadini rischia l’immobilismo. Ma la valutazione l’ho già data prima dell’inchiesta, ora deve darla chi ha la responsabilità del bene della città». ---End text--- Author: Virginia Piccolillo Heading: L’INTERVISTA IGNAZIO LA RUSSA Highlight: ? I democratici Sarebbe comodo per il Pd ora scaricare Sala, usarlo come capro espiatorio: non è ricandidabile, si dà la colpa a lui e finisce lì. La «Salva Milano» la chiamavo «Salva giunta». Così l’ho bloccata, anzi, si è bloccata da sola ? Lo sviluppo merito della destra Pensiamo cosa avrebbero detto se una vicenda del genere fosse successa con Moratti o con Albertini. Lo sviluppo urbanistico? A Milano è figlio delle scelte della destra. Gli altri hanno fatto solo piste ciclabili, nei posti sbagliati Il profilo ? Ignazio La Russa, 78 anni, laurea in Legge, avvocato, ex del Movimento sociale italiano, di Alleanza nazionale e del Popolo delle libertà, nel 2012 è stato tra i fondatori di Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni e Guido Crosetto ? Già deputato dal 1992 al 2018, e da allora senatore, è stato ministro della Difesa nel governo Berlusconi IV ? Dall’ottobre 2022 è presidente del Senato Image:? lano rischia la paralirima va via la giunmeglio è». scaricare orio: non lui e a ì l’ho sola La sinistra fa notare che la Milano di Sala ha avuto ? Lo sviluppo m Pensiamo cos vicenda del g Moratti o con urbanistico? scelte della de solo piste cicl -tit_org- Intervista Ignazio La Russa - «Il Pd non usi il sindaco come capro espiatorio» «L’inchiesta faccia il suo corso Ma via la giunta o sarà paralisi» -sec_org-