CORRIERE DELLA SERA
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 9
Marce indietro e tentativi di arginare lo scandalo
Lo scandalo
MARCE INDIETRO E TENTATIVI DI ARGINARE LO SCANDALO ? La Nota di Massimo Franco D opo la frenata di Giorgia Meloni, il passo indietro a destra sulla richiesta di dimissioni del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è stato fatto. Ma solo a metà. Ora non si pretende più per l’avviso di garanzia: anche perché le opposizioni ricordano tutti i casi nei quali la maggioranza continua a difendere suoi esponenti di governo inquisiti. Sfruttando l’inchiesta della Procura sullo scandalo urbanistico, si chiede a Sala di verificare i numeri che lo sostengono. E si dice che la sua giunta sarebbe «fallita» da tempo. È un modo un po’ contorto per fare retromarcia senza farla. Per sfruttare le divisioni che affiorano anche tra Pd e M5S e Verdi. E per non contraddire l’identità «garantista» che la coalizione della premier tiene a preservare. La Lega, o almeno i vertici nazionali, però, insistono. La vice del leader leghista Matteo Salvini, Silvia Sardone, sostiene che il problema non è tanto giudiziario, ma l’incapacità di governare Milano da parte della giunta. Parole molto simili a quelle pronunciate dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Salvini sembra scommettere che la giunta di Milano non arriverà al 2027, scadenza naturale. E invita gli alleati a scegliere il candidato a sindaco subito dopo l’estate. Ma per paradosso, la sua mossa conferma un’operazione in alto mare. Oltretutto, i presidenti leghisti della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, dicono che Sala «assolutamente» non deve dimettersi. Lo smarcamento abile di Meloni, come di FI, dal coro dei colpevolisti ha indebolito la tentazione della spallata giudiziaria. Prevale l’idea di non forzare la mano, confidando in un logoramento. Le tensioni nel Pd e gli attacchi alla giunta da parte del M5S lasciano prevedere settimane convulse. Si parla di dimissioni dell’assessore Giancarlo Tancredi. La segretaria Elly Schlein, tuttavia, ha deciso di fermare le voci su un appoggio freddo del partito: alimenterebbe le polemiche a pochi mesi dalle Regionali. Dopo il silenzio delle prime ore, Schlein ha fatto sapere di essere «al fianco del sindaco Sala, che ho sentito per esprimergli direttamente la vicinanza». Il Pd «continua a sostenere il lavoro che farà nei prossimi due anni»: un modo per rassicurarlo e esorcizzare l’ipotesi di un voto anticipato. Ma la segretaria ha anche aggiunto: «Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che dovrà accertare se ci sono state responsabilità penali individuali». Parole caute, perfino guardinghe, figlie di uno sfondo incerto e in evoluzione. ---End text--- Author: Massimo Franco Heading: ? La Nota di Massimo Franco Highlight: I due fronti Il centrodestra si divide dopo lo smarcamento di Giorgia Meloni e Schlein tenta di rassicurare il sindaco dopo un lungo silenzio Image: -tit_org- Marce indietro e tentativi di arginare lo scandalo -sec_org-