REPUBBLICA
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 7
La comissione dei super esperti snodo del malaffare
La commissione dei super esperti snodo del malaffare Guidata da Marinoni, doveva dare pareri non vincolanti ma era diventata il vero centro di potere dell’urbanistica Fino a quando si è trovata tutta sotto inchiesta il sistema di ROSARIO DI RAIMONDO MILANO alla commissione per il Paesaggio alla corruzione del paesaggio. Tutto passava dagli attesi pareri di architetti e ingegneri in conclave. I loro giudizi sui progetti potevano essere contrari, favorevoli o positivi con riserva. Secondo i magistrati, il pollice su o giù dipendeva molto dagli agganci di chi proponeva il piano. Ma per capire davvero il peso che la giuria ha avuto nelle scelte urbanistiche della città, basta guardare due fatti: undici saggi su undici che hanno coperto il mandato tra il 2021 e il 2024 sono oggi indagati. Uno di loro è da poco uscito dagli arresti domiciliari. E per ben due volte negli ultimi otto mesi, la giunta Sala ha cambiato le regole per scegliere gli esperti. Obiettivo: eliminare i rischi di «conflitti d’interesse». Come ha fatto un organo tecnico nominato dal sindaco, i cui pareri per legge non sono vincolanti, a diventare «di assoluto rilievo», addirittura «indispensabile per vedersi garantire l’approvazione di importanti progetti urbanistici», come si legge in un’informativa della guardia di finanza? Da questa domanda bisogna partire per capire perché la commissione è il fulcro della maxi inchiesta per la quale sei indagati riD schiano l’arresto. Tra loro, l’ex presidente Giuseppe Marinoni, l’uomo che studiava un «piano ombra» per cambiare volto alla città — col favore dell’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi –, accusato di corruzione, cioè di aver piegato gli interessi pubblici a quelli delle imprese con le quali era in affari. «Le regole sul conflitto di interesse sono state cambiate a metà mandato, ci sarebbe molto da dire...», le poche parole che ha detto ieri al Tg3. Nelle nuove carte della procura si descrive il meccanismo. La commissione viene scelta con «inconsistenti metodi di selezione». E tutte le «deroghe» alla costruzione di grattacieli e palazzi, «alti anche più di venti piani», vengono consentite grazie ai pareri dei professionisti riuniti. Una sorta di testa d’ariete per forzare le regole, al punto che funzionari e dirigenti comunali sono in una «posizione subalterna». Si chiude un occhio sull’altezza non consentita della torre, sul titolo edilizio improprio, sugli oneri di urbanizzazione non pagati (meno soldi nelle casse pubbliche). Si «scavalca la partecipazione pubblica» su alcuni rendering che cambiano faccia a un quartiere. Come dire: tanto l’ha detto l’hanno detto loro. Il parere diventa «vincolante» per i successivi step amministrativi e per «determinare le sorti dei più rilevanti interventi edilizi» in città. Ad avere la meglio, tra chi agogna un sì per la propria idea, sono i progettisti inseriti in «circuiti di privilegio». Ecco perché il conclave ha tanti poteri. È su Marinoni che Tancredi fa pressione per sapere se questo o quel progetto ha avuto il via libera. Per esempio sul “Pirellino”, al quale il presidente inizialmente si oppone. «Appunto», ribatte lui oggi. «E non solo inizialmente». Lo scorso mandato il vicepresidente è Giovanni Oggioni, il primo ad essere arrestato per corruzione lo scorso marzo nelle inchieste sul mattone. Di corruzione è accusato Alessandro Scandurra: c’era anche lui dal 2021 al 2024, e oggi il pool di magistrati coordinati dall’aggiunta Tiziana Siciliano sostiene che per i suoi voti favorevoli riceveva in cambio fatture dalle imprese da giudicare. Per gli altri componenti, una sfilza di accuse di falso per aver avallato progetti secondo le accuse non a norma. Grandi manovre si muovono nell’ombra quando c’è da nominare i nuovi esperti che si insediano nel 2025, per assicurarsi nomi amici nella nuova formazione. Marinoni viene confermato e il nuovo presidente è Alessandro Ubertazzi. Si scopre però che è indagato pure lui per falso per il contestato palazzo di piazza Aspromonte. Nella nuova squadra, quelli che hanno già in dote un avviso di garanzia sono quattro. Risultato: lo scorso 6 maggio dimissioni di massa. La commissione è tuttora azzerata. In compenso, c’è un valzer di regole che cambiano. Settembre 2024: la giunta decide che i componenti passano da 11 a 15 e la metà più uno degli eletti non deve avere incarichi di libera professione a Milano durante il mandato. Maggio 2025: i componenti tornano a essere 11, gli anni di mandato scendono da 4 a 3 e nessuno — non soltanto la metà più uno — può avere incarichi professionali in città. «Per eliminare alla radice le possibilità di conflitto di interesse». ---End text--- Author: ROSARIO DI RAIMONDO Heading: Highlight: Il conflitto di interessi in agguato: per due volte la giunta ha cambiato le regole per scegliere i nomi Image:Il palazzo di giustizia a Milano. La settimana prossima sono in programma gli interrogatori degli indagati T Il rapporto della Guardia di finanza: componenti designati con selezione inconsistente e regole cambiate mettendo i dirigenti comunali in posizione subalterna Giuseppe Marinoni, ex presidente della commissione per il paesaggio dal 2021 al 2024, rischia l’arresto Alessandro Ubertazzi, che ha preso il posto di Marinoni nel 2025, si è subito dimesso perché indagato R Anche per l’architetto Alessandro Scandurra la procura chiede il carcere: è accusato di corruzione Q R In un altro filone dell’inchiesta, l’ex vice presidente Giovanni Oggioni è finito ai domiciliari Q -tit_org- La comissione dei super esperti snodo del malaffare -sec_org-