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Dir. Resp. Andrea Malaguti
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 11
"Le consulenze da 3,9 milioni di euro? Nessuna corruzione, è Il mio lavoro"
Il progettistamembro dellaCommissione paesaggio:"Sono tranquilloma questa gogna fa male"
“Le consulenze da 3,3 milioni di euro? Nessuna corruzione, è il mio lavoro” Il progettista membro della Commissione paesaggio: “Sono tranquillo ma questa gogna fa male” Alessandro Scandurra IL COLLOQUIO NICCOLÒ ZANCAN MILANO «Q uello che mi sento di dire, innanzitutto, è che sono tranquillo. Anche adesso, nei giorni difficili di questa gogna mediatica. Sono tranquillo perché il mio lavoro è sempre stato alla luce del sole e ogni mio comportamento improntato alla massima trasparenza». È una voce ferma. Una voce importante. Perché è una delle prime voci a emergere dopo le accuse che la procura di Milano ha rivolto contro i responsabili della trasformazione urbanistica della città: 74 indagati. Corruzione, falso, pressioni indebite, appalti pilotati: sono questi i reati ipotizzati. In sostanza, cemento su cemento, affari su affari, senza rispetto delle regole e del piano regolatore, favorendo alcuni e sfavorendo altri. Fra i sei indagati per cui la procura di Milano ha chiesto una misura cautelare, c’è anche l’architetto Alessandro Scandurra, progettista e membro della Commissione paesaggio del Comune. Quindi arbitro, e al tempo stesso giocatore. Secondo l’accusa: un clamoroso caso di conflitto di interessi. «Non è così», dice l’architetto in questione. È di Scandurra la voce senza incertezze. «La mia nomina è avvenuta seguendo le regole del Comune, che ha ritenuto di onorarmi di questo incarico. Ho sempre tenuto distinti i miei interessi personali dal mio ruolo pubblico. Ho inteso portare avanti l’incarico all’interno della Commissione paesaggio come un servizio civico, sentendone profondamente la responsabilità - è importante che questo emerga - una responsabilità nei confronti dei cittadini e del bene pubblico. Ho sempre rivolto tutta la mia attenzione alla qualità dei progetti, unicamente per il bene della città. Dell’urbanistica». Eppure, scrivono gli investigatori nell’ordinanza di custodia cautelare: «A carico di Scandurra, la Guardia di Finanza rappresenta di aver individuato ben nove casi di conflitto di interesse non segnalati dall’architetto, ovvero occulti, riguardo a pratiche che hanno interessato operatori privati e progettisti con i quali Scandurra era in rapporti commerciali, con contestuale mancata astensione dello Scandurra in occasione della trattazione da parte della Commissione per il paesaggio. La Gdf ha rilevato altresì a carico dello Scandurra gli estremi di altre condotte corruttive, in quanto risulta che l’architetto ha ricevuto utilità da importanti costruttori le cui pratiche erano sottoposte alla Commissione per il paesaggio, spesso con rilevanti profili di irregolarità urbanistica». Segue l’elenco delle consulenze: 279.136,00 da Egidio Holding, 138.873,19 da Coima, 321.074,72 da Castello e ben 2.579.127,98 euro da Kryalos in 43 fatture dal primo febbraio 2019 al 28 febbraio 2025. Totale: 3 milioni 318.221 euro e 89 centesimi. Dietro i nomi di questi grandi costruttori ci sono i progetti urbanistici più imponenti della nuova Milano. «Ma è proprio questo il fatto» dice l’architetto Scandurra. «È tutto chiaro. Visibile. Trasparente. Ho sempre lavorato in coscienza e buona fede. Ci possono essere modi più subdoli di fare, io non mi sono mai nascosto. Il comportamento che qualcuno ritiene ambiguo, per me è l’esatto contrario. Non mi sono mai confuso sotto altre firme. Non ho mai ricevuto denaro, senza fare fino in fondo il mio lavoro». Sulla questione si giocherà molto dell’inchiesta della procura di Milano. Infatti, come annota la Guardia di Finanza: «Le predette utilità, sebbene riferite formalmente a incarichi professionali, possono rappresentare in realtà una forma di retribuzione della messa a disposizione della funzione pubblica di componente della Commissione per il paesaggio da parte di Scandurra». Lavoro o tangente mascherata? Perché Scandurra poteva bocciare o promuovere i progetti, proprio in quel suo ruolo alla commissione. Vedi il caso del progetto immobiliare di via Verziere presentato dalla stessa Kryalos. Dove Scandurra non si astiene dal votare parere favorevole, mentre successivamente in un altro progetto presentato sempre da Kryalos si asterrà. E poi c’è il caso del progetto «Torre Futura» di via Calvino, la costruzione di un ennesimo grattacielo a Milano. Lì l’architetto Scandurra prima boccia il progetto di un concorrente e poi ritorna nel ruolo di progettista. Come è stato possibile? «Avevo già fatto quel tipo di lavoro, una torre progettata con successo. E il nuovo costruttore ha deciso di affidare l’incarico a un professionista esperto di quella tipologia di costruzione. Ho lavorato tantissimo, ci ho messo un’infinità di tempo per fare il mio progetto al meglio e per riuscire così a ottenere, al terzo passaggio in commissione, l’approvazione. Fra l’altro, sono lavori che porto avanti con una cura e un dispendio di energie enormi. Copia di 966aa4f3f741517e86ec7f4c41f3a708 Ci tengo che i miei progetti vengano riconosciuti come esemplari». È la seduta numero 19 del 20 maggio 2021. La Commissione si riunisce ed esprime parere favorevole. Scandurra, in considerazione dell'incarico nella stessa commissione, si astiene. «Ma è solo una foglia di fico», scrivono gli investigatori. Eppure la difesa dell’architetto Scandurra si fonda sulle stesse carte raccolte dagli investigatori: «È tutto lì. Potranno vedere loro stessi che ogni passaggio è alla luce del sole. Non immaginavo che sarei finito in questo polverone, ma anche dopo le prime notizie sull’inchiesta ho continuato a fare il mio lavoro come sempre». Domanda finale: accetterebbe ancora quell’incarico alla Commissione paesaggio del Comune di Milano? «Posso dire questo. È un servizio che ho dato alla città, ricevendone in cambio grande onore. Ma è stato un servizio estremamente faticoso, perché intanto il mio lavoro è andato avanti indipendentemente da quell’impegno e ancora va avanti. Anche se adesso, ne sono consapevole, verrà messo in crisi da questa situazione. Tutta la mia vita professionale verrà messa in crisi da questa esposizione mediatica, da questa gogna. Fa male. Ma, lo ripeto ancora una volta, sono tranquillo. Perché ho sempre agito in buona fede». — ---End text--- Author: NICCOLÒ ZANCAN Heading: Alessandro Scandurra Highlight: “ Alessandro Scandurra Architetto Sono tranquillo perché ogni mio comportamento è stato improntato alla massima trasparenza La mia nomina è avvenuta seguendo le regole del Comune, che ha ritenuto di onorarmi di questo incarico Ho sempre tenuto distinti i miei interessi personali dal mio ruolo pubblico Image:FOTOGRAMMA Doppio incarico Secondo l’accusa, il conflitto di interessi nasce dal fatto che Alessandro Scandurra, membro della Commissione paesaggio del Comune di Milano, si è occupato di pratiche che riguardavano operatori privati con i quali era in rapporti commerciali -tit_org- “Le consulenze da 3,9 milioni di euro? Nessuna corruzione, è Il mio lavoro” -sec_org-