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Dir. Resp. Andrea Malaguti
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 6
Il centrodestra frena sulvoto anticipato "Prima troviamo un candidato forte"
L'inchiesta riapre la partita milanese. FdI: “Eravamo sotto di 15 punti, ora si può giocare” Lupi non convince Meloni, che vuole un suo uomo. L'europarlamentare Fidanza scalda i motori Il centrodestra frena sul voto anticipato “Prima troviamo un candidato forte” IL RETROSCENA FEDERICO CAPURSO ROMA I Fratelli d’Italia a Milano soffiano sul fuoco dell’inchiesta, mentre nei palazzi di Roma tendono la mano a Beppe Sala. Da una parte blandiscono la parola «dimissioni», dall’altra offrono tempo e ossigeno alla giunta di centrosinistra. Nessuno, però, neanche tra gli alleati di Forza Italia e Lega, alza davvero la pressione. Tutti sanno che la partita per conquistare Milano nel 2027 si è improvvisamente riaperta. E al tempo stesso, sono consapevoli di non essere pronti a tornare al voto, e che Elly Schlein non sfiducerà Sala. Attaccare si può, dunque, ma senza esagerare. Basta osservare la famiglia La Russa, che su Milano si prepara a dare per la prima volta le carte nel centrodestra. Il presidente del Senato, Ignazio, chiede a Sala di «dimostrare di avere la maggioranza sull’urbanistica». Non proprio il più pericoloso dei fendenti. Suona quasi come un invito a superare l’ostacolo in consiglio comunale. Il fratello Romano, assessore in Regione, chiede di «aspettare il corso delle indagini prima di dare giudizi. Per me Sala deve dimettersi, ma non per questo caso». Forza Italia poi non fa alcuna fatica a rivendicare il suo «garantismo che non cambia», come dice il deputato Alessandro Cattaneo. L’unico a chiedere con una certa insistenza di tornare al voto è Matteo Salvini: «Non vorrei che la sinistra si chiudesse nel fortino per paura di perdere le elezioni, i milanesi non possono andare avanti altri due anni con una città ferma». Prima di muovere guerra, però, FdI vuole pesare le forze. In altre parole, servono dei sondaggi. Solo due settimane fa il deputato di FdI Riccardo De Corato, ex vicesindaco dell’ultima Milano di centrodestra, confidava agli amici: «A Milano siamo 15 punti sotto la sinistra». Allora sembrava impossibile pensare di riprendere la città tra due anni. Adesso, beh, si respira tutt’altra aria nel quartier generale di FdI: «A Milano possiamo giocarcela, se ci prepariamo bene». Ecco. Se prima serviva un candidato per perdere bene, ora si cerca un buon candidato per provare a vincere. All’ultima cena organizzata a casa La Russa, un mese fa, con al tavolo seduta mezzo centrodestra meneghino, si era parlato di far correre Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. Niente di definitivo, ma era stata registrata un’approvazione generale, salva la contrarietà di Forza Italia (per l’irrituale investitura tra il dolce e il caffè). Adesso serva, per dirla con un dirigente vicino a Meloni, «un supplemento di riflessione». L’inchiesta ha stuzzicato l’appetito della premier, che vuole un uomo di Fratelli d’Italia che traini la lista. Il nome che rimbalza più spesso, nelle ultime ore, è quello di Carlo Fidanza. Europarlamentare e capo delegazione di FdI a Bruxelles, fedelissimo della presidente del Consiglio e molto legato a La Russa, giudicato come il profilo più adatto dentro FdI per parlare con la borghesia imprenditoriale della città, quella della Milano da bere che sposò i socialisti, poi Silvio Berlusconi, per accasarsi alla fine con i riformisti del Pd. Gli uomini di Antonio Tajani vorrebbero ancora insistere su un candidato civico, che parli agli imprenditori, ma «quando sarà il momento fanno sapere da Forza Italia potremo parlare di tutto. Non ci sono opposizioni pregiudiziali. La prima cosa però è il metodo con cui sceglieremo un nome». Milano, adesso, è attenzionata speciale da FdI. I sondaggi riservati, nelle prossime settimane, misureranno quanto l’inchiesta sposta in termini di consenso. Dentro il partito si chiede quindi attenzione nelle uscite, niente che possa spaventare l’elettorato. Esattamente il contrario di quel che fa il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Enrico Marcora, che senza alcuno scrupolo ieri ha pubblicato sui social una foto, creata con l’intelligenza artificiale, in cui Sala viene ritratto come un detenuto con vestito a strisce e calzini con i colori della comunità Lgbtq+. Episodio che scatena l’indignazione degli utenti. — ---End text--- Author: FEDERICO CAPURSO Heading: Highlight: “ “ “ Matteo Salvini Ignazio La Russa Alessandro Cattaneo Non parlo delle inchieste. Chiedo che Milano torni a correre, cosa che per colpa di Sala non sta facendo Adesso il sindaco Sala deve dimostrare di avere ancora la maggioranza sull’urbanistica Il nostro garantismo non cambia Ciò detto, il centrosinistra milanese è vittima di uno psicodramma Segretario della Lega Presidente del Senato Deputato di Forza Italia Image: -tit_org- Il centrodestra frena sulvoto anticipato “Prima troviamo un candidato forte” -sec_org-