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Dir. Resp. Andrea Malaguti
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 7
“Il sindaco non deve lasciare Nessuno paralizzi Milano” Il presidente della Regione: “Sbagliato arrendersi per un avviso di garanzia” Attilio Fontana IL COLLOQUIO FRANCESCO MOSCATELLI MILANO «H o dimostrato al sindaco la mia solidarietà attraverso le mie dichiarazioni pubbliche, ma non l’ho ancora chiamato per non disturbarlo. L’ho detto questa mattina in radio e lo ripeto: Beppe Sala deve rimanere al suo posto, è sbagliato dimettersi per un avviso di garanzia». Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si ritaglia qualche minuto al telefono prima di un pomeriggio fitto di incontri. Il governatore, storico esponente della Lega fin dai tempi di Umberto Bossi e Bobo Maroni, è nel suo ufficio al trentacinquesimo piano di Palazzo Lombardia. Davanti a sè ha una grande vetrata da cui, pur continuando a vivere nella sua Varese, vede ogni giorno lo skyline di quella Milano finita al centro dell’inchiesta della procura. «Io sono dell’opinione che nessuno debba dimettersi preventivamente perché è una cosa contraria ai principi dello Stato di diritto spiega -. La presunzione di innocenza è una garanzia fondamentale per ogni cittadino». Il riferimento, ovviamente, è alle inchieste giudiziarie che spesso finiscono sui giornali prima ancora che i diretti interessati ne siano a conoscenza. Un metodo che per Fontana è «inaccettabile» perché «rischia di creare tante vittime che rimangono tali». Da amministratore che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza di finire sul registro degli indagati, il “caso camici” ai tempi del Covid per il quale è stato prosciolto davanti al Gup nel 2022, e prima ancora da avvocato che ha passato anni nelle aule dei tribunali, Fontana ne fa una questione che precede ogni valutazione politica e ogni tattica elettorale. Con la memoria torna a quanto ha vissuto in prima persona. La scoperta di essere indagato, la richiesta di dimissioni fatta a gran voce dalle opposizioni, la scelta di andare comunque avanti nonostante la tempesta. Una scelta che ha sempre rivendicato perché l’alternativa sarebbe stata quella di portare la Regione a elezioni anticipate. In questa prospettiva il governatore condivide pienamente l’intervento a difesa di Sala fatto giovedì sera da Giorgia Meloni davanti alle telecamere del Tg1, intervento nel quale la premier ha tenuto nettamente separati il lavoro della magistratura dalle valutazioni politiche. Una distinzione che dentro Fratelli d’Italia e pure dentro la Lega è sembrata sfumata. Prova ne sono la prima uscita di Ignazio La Russa, che ieri ha però corretto il tiro invitando il primo cittadino a lasciare il suo incarico non per le indagini ma perché non avrebbe più una maggioranza politica sull’urbanistica, e il sit-in organizzato dagli esponenti milanesi del centrodestra (Forza Italia esclusa) davanti a palazzo Marino e dentro l’aula del consiglio comunale. Dietro lo striscione, in questa circostanza, c’erano anche Silvia Sardone, da qualche mese vice segretaria di Matteo Salvini alla guida del Carroccio, e Lorenzo La Russa, uno dei tre figli del presidente del Senato. «Credo che quelle dei consiglieri siano valutazioni di carattere politico, loro conoscono bene quello che accade in città e fanno bene a far sentire la loro voce» li giustifica Fontana. Lui stesso, infatti, da esponente del centrodestra e da avversario politico, ha molte riserve sull’attività amministrativa di Sala e sulle sue scelte politiche. Per restare alla questione urbanistica, ad esempio, Fontana ritiene il sindaco responsabile dello stallo in cui è finito il salva-Milano, la norma che avrebbe dovuto garantire la ripresa dei cantieri milanese e che invece, dopo essere stata approvata alla Camera, è finita impantanata in commissione al Senato perché il Pd si è sfilato. «Io ho sempre sostenuto la necessità di introdurre questa norma - continua -. Se si blocca l’edilizia a Milano, e uno dei rischi della paura generalizzata che si sta diffondendo è proprio questo, a pagarne le spese saranno l’economia di Milano e della Lombardia». La segretaria avvisa che uno degli ospiti attesi da Attilio Fontana è arrivato. Prima di tornare ai suoi appuntamenti però, il presidente della Lombardia, parlando dei rapporti fra politica e magistratura, non può non commentare il ricorso della procura di Palermo alla Cassazione contro l’assoluzione del segretario leghista ed ex ministro dell’Interno per la vicenda Open Arms. «Mi sembra assolutamente una cosa che non esiste, la sentenza di primo grado è stata molto chiara nel dichiarare l’estraneità di Salvini alle accuse che gli venivano mosse - conclude -. Dopodiché esistono tanti gradi di giudizio e uno può fare tutti i ricorsi che vuole. Però mi pare di essere davanti a un caso di accanimento».— ---End text--- Author: FRANCESCO MOSCATELLI Heading: Attilio Fontana Highlight: “ Attilio Fontana Governatore della Lombardia Se si blocca l’edilizia a pagarne le spese sarà l’economia non solo di Milano ma di tutta la Lombardia La presunzione di innocenza è una garanzia fondamentale e deve valere per ogni cittadino È inaccettabile scoprire di essere indagati dai giornali Si rischiano di creare tante vittime che rimangono tali Image:Copia di 966aa4f3f741517e86ec7f4c41f3a708 ANSA/MOURAD BALTI TOUATI Il governatore Attilio Fontana, a sinistra, con il sindaco di Milano Giuseppe Sala -tit_org- “Il sindaco non deve lasciare Nessuno paralizzi Milano” -sec_org-