REPUBBLICA
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 19/07/2025
Estratto da pag. 6
Pella, il manager che rischia il carcere "lo a testa alta, pronto a essere interrogato"
Primo piano 6 Sabato 19 luglio 2025 Boeri, chat sullo stadio I timori degli indagati per il no al Salva Milano L’architetto scriveva al sindaco per lo studio sul nuovo San Siro La prudenza di Sala: “Non posso far spuntare delle torri dal nulla” di ILARIA CARRA MILANO ’è una fase in questa vicenda in cui l’apprensione monta. La procura milanese mette sotto indagine un progetto dopo l’altro e i presunti corrotti e corruttori sperano nel colpo di spugna del Salva Milano che getterebbe un velo sulle inchieste sull’urbanistica. Giuseppe Marinoni, ai tempi alla guida della commissione per il Paesaggio, ci crede: «Mi dicono che arriva in Parlamento a settembre» scrive al manager Federico Pella. «O salta tutto», gli risponde. «Eh sì». Ci puntavano molto, i due accusati di corruzione per i quali i pm chiedono il carcere. Convinti che il patron della società J+S ricoprisse di collaborazioni ottimamente retribuite il primo membro dell’organismo comunale in cambio di un sì ai propri progetti al vaglio della commissione. Protagonisti di un «sistema», per l’accusa, fatto di «pressioni» e tangenti «mascherate» da consulenze milionarie per «il sacco edilizio» di Milano. C La speranza nella sanatoria O arriva il Salva Milano o va tutto all’aria, si dicevano i due. Era il primo di agosto, un anno fa. Non la prima volta che nel comune di Milano chi viene accusato di aver favorito progettisti amici contava sulla legge nazionale (poi sfumata) per mettersi al riparo. Era il piano anche di Giovanni Oggioni, «l’uomo delle pratiche» a Palazzo Marino, arrestato lo scorso marzo, corruzione. In combutta, per gli inquirenti, con l’architetto, Marco Cerri, per il gip «il redattore occulto di parte del progetto di legge Salva Milano». Anche qui, un’«organizzazione parallela» per far passare pratiche «non conformi» per facilitare cantieri. Il piano ombra Le conversazioni tra i protagonisti del «sistema deviato» sono zeppe di piani e strategie per realizzare un’«incontrollata espansione edilizia», come l’ha definita il procuratore capo di Milano, Marcello Viola. «Se riuscissimo a concludere anche solo metà dei lavori che abbiamo avviato in questi sei mesi, avremmo lavori per il prossimo lustro...ahah», scriveva il 23 maggio 2023 Giuseppe Marinoni, che rischia il carcere. Ci rideva ancora su qualche mese dopo: «Stiamo attuando un pgt ombra e con alte parcelle». Pgt è il piano del governo del territorio, che regola lo sviluppo della città. «Poi spacchiamo», gli rispondeva in chat Federico Pella. Imprenditori per San Siro Il Pirellino, il villaggio olimpico, l’area di Santa Giulia. Tanti i progetti sotto indagine, oggetto di «scambi», mire e «pareri» concessi dalla Commissione per il paesaggio, per i pm, sotto forti «pressioni» da parte di costruttori, di progettisti, dell’assessore alla Rigenerazione urbana Tancredi. E per la procura — per il Pirellino della Coima di Manfredi Catella — anche del sindaco Sala. Negli atti d’indagine c’è anche San Siro e, soprattutto, le aree intorno da sviluppare, oggetto di fortissimi appetiti immobiliari. Ne parlano nelle loro chat private Boeri e Sala. «Settimana prossima ti porto i proprietari dell’area ex piste di allenamento interessati a realizzare lo stadio» scrive il 5 gennaio 2023 l’architetto al sindaco. «Quando vuoi ci sentiamo su stadio», rilancia due mesi dopo. I due, indagati, si conoscono da anni. L’architetto sponsorizza con “Beppe” il suo progetto di rifacimento di San Siro, lo “Stadio-Bosco” bocciato però dalle squadre. «Per me il caso è chiuso, perdere concorsi è normale. Ma ti segnalo che qui la cosa è diversa». Nel carteggio tra i due, il sindaco però frena le sue ambizioni: «Vi ricePella, il manager che rischia il carcere “Io a testa alta, pronto a essere interrogato” «Non c’è nessun piano ombra, sono pronto a raccontare la mia verità dando le mie motivazioni». Si difende così Federico Pella, manager della società J+S, accusato di corruzione dalla procura milanese. Per i pm avrebbe corrotto l’ex presidente della commissione per il Paesaggio Giuseppe Marinoni: collaborazioni ben retribuite in cambio di un suo sì ai propri progetti che arrivavano in discussione nelle sedute dell’organo comunale. «Non vedo l’ora di andare davanti al giudice - dice - confido totalmente nella magistratura. Posso dire che sto a testa alta». — I. CAR. R il caso MILANO i quei grattacieli sorti alla periferia della città, un’architetta intercettata disse: «È una roba che grida vendetta». Mercoledì prossimo, al settimo piano del Palazzo di giustizia, andrà in scena uno spaccato importante delle inchieste sull’urbanistica a Milano. Davanti alla giudice Alessandra Di Fazio si terrà infatti l’udienza preliminare che deve decidere sul rinvio a giudizio o il proscioglimento per sei indagati coinvolti nella realizzazione delle “Park Towers”, gravate per i pm L’insofferenza di Catella Marinoni è accusato di aver ricevuto incarichi privati dagli immobiliaristi — «un patto di corruzione» — per progetti «oggetti d’esame della Commissione da lui presieduta». L’assessore Tancredi «favoriva e supportava tale conflitto d’interessi» dicono i pm. L’assessore era ossessivo con Marinoni: «Ricorda domani Ripamonti». Poi: «Approvato?». No. «Abbiamo dato parere contrario» risponde il pubblico ufficiale chiamato a dire sì o no ai progetti. «Caspita». E ancora «Catella si lamenta del parere, gli ho proposto di incontrarci» incalza l’assessore. Ancora più netto: «Un parere positivo al Pirellino, ci metterebbe al riparo da attacchi di Catella e Boeri». E dopo due no, quel sì è arrivato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA 1) Il progetto Bosconavigli ideato dall’archistar Stefano Boeri Q 2) Le Park Towers di via Crescenzago Q 3) La Torre Milano di via Stresa Q 4) Il palazzo di piazza Aspromonte, prima inchiesta sul mattone a Milano 1 D Federico Pella T vo volentieri» risponde a un invito «ma ti premetto che il progetto che mi ha fatto vedere Giancarlo (Tancredi) politicamente non mi sento di portarlo avanti. Ho fatto tutta la campagna sul tema delle “rigenerazioni” e non posso fare spuntare torri dove oggi non c’è nulla». È il 22 febbraio 2022, si riferisce a un progetto in ballo sulla zona residenziale, centralissima, di Cadorna. 3 2 I grattacieli già a processo “Quel progetto grida vendetta” da diverse violazioni delle norme edilizie. Lo stesso giorno (nel pomeriggio) il costruttore di quelle torri, Andrea Bezziccheri, renderà il suo interrogatorio preventivo davanti al gip Mattia Fiorentini perché coinvolto nella nuova maxi inchiesta sul mattone. Per lui la procura ha chiesto il carcere. Le indagini di oggi del pool di magistrati Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici con l’aggiunta Tiziana Siciliano, che coordinano il lavoro del Nucleo Pef della Guardia di finanza, Le indagini di oggi sono figlie di quelle di ieri, alcune delle quali stanno per approdare in tribunale proprio in questi giorni sono figlie delle inchieste sul mattone di ieri. È già partito il processo sulla “Torre Milano” di via Stresa, durante il quale le difese degli imputati hanno chiesto che vengano sentiti in aula il sindaco Giuseppe Sala e le ex ministre del primo Governo Conte Paola De Micheli e Fabiana Dadone. Partirà presto anche il processo sul “Bosconavigli”, un’altra creatura di Stefano Boeri. L’archistar è fra gli indagati con altri sei fra costruttori e funzionari comunali (ed è indagato anche oggi nella «Non c’è nessun piano ombra, sono pronto a raccontare la mia verità dando le mie motivazioni». Si difende così Federico Pella, manager della società J+S, accusato di corruzione dalla procura milanese. Per i pm avrebbe corrotto l’ex presidente della commissione per il Paesaggio Giuseppe Marinoni: collaborazioni ben retribuite in cambio di un suo sì ai propri progetti che arrivavano in discussione nelle sedute dell’organo comunale. «Non vedo l’ora di andare davanti al giudice - dice - confido totalmente nella magistratura. Posso dire che sto a testa alta». — I. CAR. ---End text--- Author: I CAR Heading: Highlight: Image:Primo piano 6 Sabato 19 luglio 2025 Boeri, chat sullo stadio I timori degli indagati per il no al Salva Milano L’architetto scriveva al sindaco per lo studio sul nuovo San Siro La prudenza di Sala: “Non posso far spuntare delle torri dal nulla” di ILARIA CARRA MILANO ’è una fase in questa vicenda in cui l’apprensione monta. La procura milanese mette sotto indagine un progetto dopo l’altro e i presunti corrotti e corruttori sperano nel colpo di spugna del Salva Milano che getterebbe un velo sulle inchieste sull’urbanistica. Giuseppe Marinoni, ai tempi alla guida della commissione per il Paesaggio, ci crede: «Mi dicono che arriva in Parlamento a settembre» scrive al manager Federico Pella. «O salta tutto», gli risponde. «Eh sì». Ci puntavano molto, i due accusati di corruzione per i quali i pm chiedono il carcere. Convinti che il patron della società J+S ricoprisse di collaborazioni ottimamente retribuite il primo membro dell’organismo comunale in cambio di un sì ai propri progetti al vaglio della commissione. Protagonisti di un «sistema», per l’accusa, fatto di «pressioni» e tangenti «mascherate» da consulenze milionarie per «il sacco edilizio» di Milano. C La speranza nella sanatoria O arriva il Salva Milano o va tutto all’aria, si dicevano i due. Era il primo di agosto, un anno fa. Non la prima volta che nel comune di Milano chi viene accusato di aver favorito progettisti amici contava sulla legge nazionale (poi sfumata) per mettersi al riparo. Era il piano anche di Giovanni Oggioni, «l’uomo delle pratiche» a Palazzo Marino, arrestato lo scorso marzo, corruzione. In combutta, per gli inquirenti, con l’architetto, Marco Cerri, per il gip «il redattore occulto di parte del progetto di legge Salva Milano». Anche qui, un’«organizzazione parallela» per far passare pratiche «non conformi» per facilitare cantieri. Il piano ombra Le conversazioni tra i protagonisti del «sistema deviato» sono zeppe di piani e strategie per realizzare un’«incontrollata espansione edilizia», come l’ha definita il procuratore capo di Milano, Marcello Viola. «Se riuscissimo a concludere anche solo metà dei lavori che abbiamo avviato in questi sei mesi, avremmo lavori per il prossimo lustro...ahah», scriveva il 23 maggio 2023 Giuseppe Marinoni, che rischia il carcere. Ci rideva ancora su qualche mese dopo: «Stiamo attuando un pgt ombra e con alte parcelle». Pgt è il piano del governo del territorio, che regola lo sviluppo della città. «Poi spacchiamo», gli rispondeva in chat Federico Pella. Imprenditori per San Siro Il Pirellino, il villaggio olimpico, l’area di Santa Giulia. Tanti i progetti sotto indagine, oggetto di «scambi», mire e «pareri» concessi dalla Commissione per il paesaggio, per i pm, sotto forti «pressioni» da parte di costruttori, di progettisti, dell’assessore alla Rigenerazione urbana Tancredi. E per la procura — per il Pirellino della Coima di Manfredi Catella — anche del sindaco Sala. Negli atti d’indagine c’è anche San Siro e, soprattutto, le aree intorno da sviluppare, oggetto di fortissimi appetiti immobiliari. Ne parlano nelle loro chat private Boeri e Sala. «Settimana prossima ti porto i proprietari dell’area ex piste di allenamento interessati a realizzare lo stadio» scrive il 5 gennaio 2023 l’architetto al sindaco. «Quando vuoi ci sentiamo su stadio», rilancia due mesi dopo. I due, indagati, si conoscono da anni. L’architetto sponsorizza con “Beppe” il suo progetto di rifacimento di San Siro, lo “Stadio-Bosco” bocciato però dalle squadre. «Per me il caso è chiuso, perdere concorsi è normale. Ma ti segnalo che qui la cosa è diversa». Nel carteggio tra i due, il sindaco però frena le sue ambizioni: «Vi ricePella, il manager che rischia il carcere “Io a testa alta, pronto a essere interrogato” «Non c’è nessun piano ombra, sono pronto a raccontare la mia verità dando le mie motivazioni». Si difende così Federico Pella, manager della società J+S, accusato di corruzione dalla procura milanese. Per i pm avrebbe corrotto l’ex presidente della commissione per il Paesaggio Giuseppe Marinoni: collaborazioni ben retribuite in cambio di un suo sì ai propri progetti che arrivavano in discussione nelle sedute dell’organo comunale. «Non vedo l’ora di andare davanti al giudice - dice - confido totalmente nella magistratura. Posso dire che sto a testa alta». — I. CAR. R il caso MILANO i quei grattacieli sorti alla periferia della città, un’architetta intercettata disse: «È una roba che grida vendetta». Mercoledì prossimo, al settimo piano del Palazzo di giustizia, andrà in scena uno spaccato importante delle inchieste sull’urbanistica a Milano. Davanti alla giudice Alessandra Di Fazio si terrà infatti l’udienza preliminare che deve decidere sul rinvio a giudizio o il proscioglimento per sei indagati coinvolti nella realizzazione delle “Park Towers”, gravate per i pm L’insofferenza di Catella Marinoni è accusato di aver ricevuto incarichi privati dagli immobiliaristi — «un patto di corruzione» — per progetti «oggetti d’esame della Commissione da lui presieduta». L’assessore Tancredi «favoriva e supportava tale conflitto d’interessi» dicono i pm. L’assessore era ossessivo con Marinoni: «Ricorda domani Ripamonti». Poi: «Approvato?». No. «Abbiamo dato parere contrario» risponde il pubblico ufficiale chiamato a dire sì o no ai progetti. «Caspita». E ancora «Catella si lamenta del parere, gli ho proposto di incontrarci» incalza l’assessore. Ancora più netto: «Un parere positivo al Pirellino, ci metterebbe al riparo da attacchi di Catella e Boeri». E dopo due no, quel sì è arrivato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA 1) Il progetto Bosconavigli ideato dall’archistar Stefano Boeri Q 2) Le Park Towers di via Crescenzago Q 3) La Torre Milano di via Stresa Q 4) Il palazzo di piazza Aspromonte, prima inchiesta sul mattone a Milano 1 D Federico Pella T vo volentieri» risponde a un invito «ma ti premetto che il progetto che mi ha fatto vedere Giancarlo (Tancredi) politicamente non mi sento di portarlo avanti. Ho fatto tutta la campagna sul tema delle “rigenerazioni” e non posso fare spuntare torri dove oggi non c’è nulla». È il 22 febbraio 2022, si riferisce a un progetto in ballo sulla zona residenziale, centralissima, di Cadorna. 3 2 I grattacieli già a processo “Quel progetto grida vendetta” da diverse violazioni delle norme edilizie. Lo stesso giorno (nel pomeriggio) il costruttore di quelle torri, Andrea Bezziccheri, renderà il suo interrogatorio preventivo davanti al gip Mattia Fiorentini perché coinvolto nella nuova maxi inchiesta sul mattone. Per lui la procura ha chiesto il carcere. Le indagini di oggi del pool di magistrati Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici con l’aggiunta Tiziana Siciliano, che coordinano il lavoro del Nucleo Pef della Guardia di finanza, Le indagini di oggi sono figlie di quelle di ieri, alcune delle quali stanno per approdare in tribunale proprio in questi giorni sono figlie delle inchieste sul mattone di ieri. È già partito il processo sulla “Torre Milano” di via Stresa, durante il quale le difese degli imputati hanno chiesto che vengano sentiti in aula il sindaco Giuseppe Sala e le ex ministre del primo Governo Conte Paola De Micheli e Fabiana Dadone. Partirà presto anche il processo sul “Bosconavigli”, un’altra creatura di Stefano Boeri. L’archistar è fra gli indagati con altri sei fra costruttori e funzionari comunali (ed è indagato anche oggi nella -tit_org- Pella, il manager che rischia il carcere “lo a testa alta, pronto a essere interrogato” -sec_org-