REPUBBLICA
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 17/07/2025
Estratto da pag. 7
Le reazioni Fdl e Lega "Ora se ne vada" Anche Conte si unisce
Le reazioni FdI e Lega “Ora se ne vada” Anche Conte si unisce Per il leader 5S “Milano ha bisogno di una svolta di trasparenza e legalità” Il silenzio del Pd nazionale, le critiche di Avs MILANO ultima scossa giudiziaria che si abbatte su Palazzo Marino è un’occasione d’oro per la destra, che a sorpresa si vide scippare la guida dalla città dal centrosinistra guidato da Giuliano Pisapia nel 2011. Oggi Fratelli d’Italia, che al pari di Lega e Forza Italia vorrebbe candidare un proprio esponente alle comunali del 2027, sarà in Comune a chiedere le dimissioni di Beppe Sala. Perché Milano «ha bisogno di una svolta: di trasparenza, legalità e di una guida che non fugga di fronte alle proprie responsabilità», dicono Simone Orlandi e Debora Dell’Acqua, alla guida del partito di Giorgia Meloni in città. Il Carroccio è apparentemente più morbido, con Matteo Salvini che parla di «sconcerto e forte preoccupazione». Il vicepresidente del Consiglio fa il garantista, dicendosi «impensierito per la gestione della giunta che sta frenando lo sviluppo della città». L’altro vicepremier Antonio Tajani, leader azzurro, commenta: «Sono dell’idea che bisogna essere garantisti, non si può esserlo solo quando le cose riguardano casa tua, ma sempre. Le valutazioni politiche sono un’altra cosa e a Milano bisogna cambiare». Sala, manager prestato alla politica e già stretto collaboratore di Letizia Moratti quand’era sindaca — fu dg del Comune — non è stato mai digerito del tutto da pezzi del suo stesL’ so schieramento, considerato talvolta una specie di corpo estraneo, figlio della stagione renziana. Anche per questo i numerosi esponenti di peso del Pd milanese non si sono scapicollati per difendere la giunta. Il segretario metropolitano Alessandro Capelli, molto vicino a Elly Schlein, ieri ha convocato i suoi e al contempo ha preso contatti con gli alleati, da Avs a Italia viva, non solo a livello locale. Succo del ragionamento: per la questione giudiziaria bisogna esser cauti, per quella politica «c’è un tema sulla evoluzione del “modello Milano” — ha scritto Capelli ai compagni di partito — il Pd ha espresso tante volte una linea autonoma e divergente. Il cambiamento vero va guidato, radicalità e credibilità se non fanno rima sono aria fritta». I rossoverdi, forti del 10,5 per cento preso alle Europee a Milano, avvertono che «occorre un cambio radicale amministrativo e il passo indietro dell’assessore Tancredi». Dalla gestione di Expo 2015 fino alle polemiche e proteste sul cosiddetto e poi saltato Salva Milano, una sorta di salvacondotto legislativo su irregolarità urbanistiche, era ed è soprattutto la sinistra radicale a contestare le scelte di Sala. Anche il M5S, che non è mai stato in giunta né alleato del sindaco e che a Milano viaggia su percentuali assai basse (3-5 per cento), recita il de profundis. Lo fa Giuseppe Conte: «Quando si tratta di legalità ed etica pubblica, noi non volgiamo mai la testa dall’altra parte. Chi ha responsabilità politiche me tragga le conseguenze». ---End text--- Author: MATTEO PUCCIARELLI Heading: Highlight: le frasi Fabio Rampelli “Il sospetto che qualcosa non sia andato per il verso giusto è legittimo” Giuseppe Conte “Abbiamo sempre detto che a Milano c’era, sull’edilizia, opacità” Matteo Salvini “La gestione della giunta frena lo sviluppo della città da troppo tempo” Image: -tit_org- Le reazioni Fdl e Lega "Ora se ne vada" Anche Conte si unisce -sec_org-