REPUBBLICA
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 17/07/2025
Estratto da pag. 3
Il patto “Piano ombra così ci garantiamo lavori per cinque anni” MILANO ra il primo giorno d’agosto di un anno fa. Giuseppe Marinoni, presidente della Commissione paesaggio del Comune, parlava con il manager Federico Pella: «Mi dicono che il Salva Milano viene discusso in Parlamento all’inizio di settembre». «Altrimenti salta tutto». «Eh sì». Ci speravano, i due indagati per i quali oggi la Procura chiede il carcere, nella legge che avrebbe steso un velo sulle inchieste che travolgono la gestione urbanistica in città, «inquinata da una corruzione sistemica», scrivono i pm. Un mondo dove più si scava e più si scopre che tutti parlano con tutti: il «pubblico ufficiale» che deve giudicare il palazzo è a libro paga dell’impresa che deve costruirlo; l’architetto che vuole farsi approvare un piano chiama il sindaco; l’imprenditore fa pressioni sul direttore generale del Comune. E Ci sperava, Marinoni, definito uno «spregiudicato faccendiere» nelle carte dell’accusa. Anche perché, nel dicembre del 2023, era lui a dire: «Stiamo attuando un Pgt ombra», cioè un Piano di governo del territorio. «E con alte parcelle». Esultava: «Se riuscissimo a concludere anche solo metà dei lavori che abbiamo avviato in questi sei mesi, avremmo lavori per il prossimo lustro...». E l’amico Pella: «Poi spacchiamo». Una delle accuse a Marinoni è quella di essersi fatto approvare, grazie all’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, la delibera “Nodi e Porte Metropolitane Milano 2050”, agenda di interventi in nove punti della città in realtà «finalizzato a un’operazione di vasta speculazione edilizia», uno «strumento per raggirare le regole e facilitare un piano d’affari occulto». Tancredi, definito un assessore che «ignora i principi basilari della trasparenza e dell’interesse pubblico», si sfogava con Marinoni: «Chiunque faccia una segnalazione anonima sull’edilizia, senza alcun fondamento, va sui giornali. Vergognoso». E l’altro: «Ne esce un’immagine della commissione come un gruppo di affaristi (...). Come un modo per dividersi gli affari… incredibile». Dall’indagine del Nucleo Pef della guardia di finanza, con i pm Petruzzella-Filippini-Clerici e l’aggiunta Siciliano, è emerso che membri della Commissione paesaggio come Alessandro Scandurra erano “giudici” dei progetti e ricevevano 2,5 milioni di euro dall’impresa Kryalos: fatture per «prestazioni professionali» relative a un paio di interventi. Nella richiesta di arresti dei pm ci sono riferimenti anche a «interferenze» su alcuni progetti immobiliari da parte dell’ex assessore alla Casa Pierfrancesco Maran, ora eurodeputato del Pd. In un messaggio del dicembre 2020, l’imprenditore Andrea Bezziccheri scrive a Scandurra, componente della Commissione paesaggio, che «Maran ha fatto forti pressioni anche sulla commissione». La vicenda del restyling del “Pirellino”, grattacielo dove un tempo lavoravano gli impiegati del Comune, è «emblematica» per l’accusa. Con un parere della Commissione per il paesaggio che da negativo passa a positivo. Prima Tancredi caldeggia il sì con Marinoni: «Ci metterebbe al riparo da attacchi, anche a me, da parte di Catella e Boeri», cioè il “re” del mattone per cui vengono chiesti i domiciliari e l’archistar indagata. «Boeri ha già parlato al sindaco della vicenda». Catella scrive al direttore generale del Comune. E Boeri si lamenta con l’ex dirigente dell’urbanistica Giovanni Oggioni, già ai domiciliari nell’ambito delle inchieste: «Ma ci bocciate tutto? Siete come la Juve. Siete diventati di potere al popolo». E sempre il papà del Bosco verticale lancia un «warning» al sindaco Sala, con toni definiti dai pm «risoluti, di comando» per dire che si rischia «la rottura». Come finisce? Parere positivo. Persino Marinoni s’indigna: «Tutti con la testa bassa...». ---End text--- Author: ROSARIO DI RAIMONDO Heading: Highlight: Stefano Boeri lancia un “warning” al sindaco, con toni definiti dai pm “risoluti, di comando” per dire che si rischia “la rottura” I precedenti 1 Aspromonte 2 Torre Milano 3 Park Towers Il palazzo di piazza Aspromonte, e la diatriba se fosse realizzato o meno in un cortile, aprì nel 2022 la stagione delle inchieste sul mondo dell’edilizia Otto imputati sono già a processo per il grattacielo di via Stresa. Le difese hanno chiesto che vada a testimoniare in aula anche il sindaco Beppe Sala Per le torri di via Crescenzago è in corso l’udienza preliminare: un eventuale rinvio a giudizio potrebbe arrivare mercoledì prossimo Image: -tit_org- Il patto “Piano ombra cosi ci garantiamo lavori per cinque anni” -sec_org-