REPUBBLICA
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 17/07/2025
Estratto da pag. 4
Il personaggio L`impero di Catella il re del mattone erede di Ligresti
Il personaggio L’impero di Catella il re del mattone erede di Ligresti Vestiti sartoriali, moglie americana, soci dal Qatar a Singapore: i cantieri della sua Coima hanno cambiato lo skyline di Milano MILANO l Bosco verticale, naturalmente. Ma anche lo Scalo di Porta Romana, con l’alveare del villaggio olimpico accanto alla Fondazione Prada, Porta Nuova con le torri di Unicredit in piazza Gae Aulenti, la Biblioteca degli alberi e propaggini varie. E poi immobili in pieno centro e l’ex area Falck di Sesto San Giovanni, eterna incompiuta di uno sviluppo che sogna gli appartamenti al posto delle acciaierie. Manfredi Catella è Milano e Milano è Manfredi Catella, se non addirittura Catellaland. Locale e assieme globalissimo, eleganza sartorialmente coltivata, portamento da divo americano — anche se americana è solo la moglie Kelly Russel con cui ha avuto cinque dei sei figli — tratto alle volte fin troppo deciso che getta su di lui un’ombra lievemente trumpiana, collezionista seriale di archistar per collaborazioni di lusso, Catella è l’uomo che più ha cambiato il volto, e forse anche l’anima, della città negli ultimi vent’anni. Milano, appunto, ché qui come tra i grandi investitori del globo, il suo nome dice tutto mentre a Roma e dintorni la sua notorietà è limitata e il giudizio non sempre benevolo. Cinquantasette anni ad agosto, nato sotto il segno di Coima — l’impresa di gestione e sviluppo immobiliare fondata dal padre Riccardo — ma presto desideroso di trovare una strada sua, Catella è uno che si fa le ossa nella finanza, anche all’estero. I Poi la sirena del mattone si presenta con il volto di Gerald “Jerry” Hines, grandissimo nome del real estate texano. In Italia Catella senior lavora già con Hines, che nel 2001 convince appunto Manfredi a salire a bordo. Hines e Coima creano una Sgr, una società di gestione del risparmio, che raccoglie fondi per investirli in operazioni immobiliari. Le strade si incrociano con Salvatore Ligresti. Nel luglio 2011 l’impero del costruttore di Paternò che ha conquistato Milano si sta sgretolando. Ligresti si sfila dal progetto di CityLife che nella vecchia Fiera campionaria sta costruendo tre torri avveniristiche e tante case di lusso. Banche e assicurazioni sono in ambasce. È qui che, con grande sollievo dei finanziatori, interviene Hines Italia. Catella rileva — a prezzi assai vantaggiosi per l’acquirente — i cantieri di Ligresti, nella vecchia Fiera così come nel degradato quartiere delle Varesine che diventerà Porta Nuova. Milano avvia la marcia che la porterà a correre sull’onda dell’Expo, la “rigenerazione urbana” diventa una formula che si presta a contenere ogni declinazione e i fondi di Hines si trasformano nel grande progetto di Porta Nuova — a Ligresti è subentrata intanto Unipol — che però non darà agli americani la soddisfazione economica prevista. Così, e siamo al 2015, mentre il fondo sovrano del Qatar sale dal 40 al 100% di Porta Nuova, le strade di Hines e di Catella si dividono e lui compra Hines Italia che diventa Coima. È un addio, ma «dopo la scomparsa di mio padre nel 2004 mi sono rimasti tre mentori: mia moglie, Jerry Hines e Ligresti». Con Coima sotto la sua guida — tra i soci di minoranza la madre e il finanziere Francesco Micheli — Catella crea una macchina in apparenza perfetta: Milano è il posto dove molti vogliono investire, e mentre la solita Qatar Investment Authority è socio di maggioranza assoluta di una delle società del gruppo, nei 27 fondi immobiliari di casa si trovano investitori sovrani di Singapore, degli Emirati arabi e di molti altri paesi. Nel 2024 Coima gestisce oltre 10 miliardi, nel 2027 prevede di arrivare a 15, mentre Catella diventa sempre più centrale nella città che sale e tesse la sua rete, sensibile anche al cambiare dei tempi. La Milano place to be mostra la corda e la necessità di affitti più bassi si fa prepotente? E lui si allea, ad esempio, con le cooperative per costruire il Villaggio olimpico (che per inciso sfora i costi di 40 milioni, ma trova il governo disposto a coprire la somma), destinato a trasformarsi in studentato dopo i Giochi di Milano-Cortina. Oppure, pochi mesi dopo, viene chiamato da Intesa-Sanpaolo a subentrare a Hines nel faraonico progetto dell’area ex Falck, dove ridimensiona il progetto originario e consente alla stessa Intesa-Sanpaolo di non dover svalutare ulteriormente il prestito di 900 milioni all’iniziativa. A novembre 2024 le celebrazioni dei dieci anni del Bosco verticale, che ha unito alle sue capacità la creatività di Stefano Boeri. Visite guidate all’appartamento tipo, ricevuti proprio dal padrone di casa, con omaggio di calzini che riproducono i due grattacieli verdi; poi serata al teatro Franco Parenti per raccontarsi con la presentazione di un sontuoso volume illustrato. Le indagini della procura sugli abusi edilizi fanno rumore da tempo, ma ai piani alti di Catella non si sente ancora nulla. ---End text--- Author: FRANCESCO MANACORDA Heading: Highlight: Cinquantasette anni, un passato nella finanza, poi una fortuna costruita sulle archistar Image:Manfredi Catella, presidente di Coima, impresa di sviluppo immobiliare la sentenza NICOLA MARFISI/AGF Il Tar: “Avanti vendita San Siro” Nessuna sospensiva. La vendita di San Siro e delle aree limitrofe a Inter e Milan per realizzare il nuovo stadio a Milano può andare avanti. È la giustizia amministrativa che lo ha deciso: il Tar della Lombardia ha infatti respinto la richiesta di sospensiva della compravendita chiesta dal Comitato Sì Meazza attraverso un ricorso, dando ragione al Comune di Milano che punta a chiudere la partita entro il 31 luglio, -tit_org- Il personaggio L'impero di Catella il re del mattone erede di Ligresti -sec_org-