MANIFESTO
Dir. Resp. Andrea Fabozzi
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Edizione del 17/07/2025
Estratto da pag. 4
Opposizioni all`attacco della giunta meneghina
Opposizioni all’attacco della giunta meneghina LE REAZIONI POLITICHE II L’inchiesta meneghina sui rapporti tra politica e padroni del mattone fa esplodere la polemica politica, con destre e 5 Stelle che si scagliano contro la giunta Sala, al centro dell’indagine. I pm di Milano parlano di «eversive degenerazioni in cui opera la Commissione per il paesaggio» e di una «strumentalizzazione della parte politica, principalmente l’assessore Tancredi in sintonia con il sindaco Sala e il direttore generale Christian Malangone, per portare avanti relazioni private con gruppi della finanza immobiliare attivi a Milano». Per questo la procura chiede gli arresti domiciliari dell’assessore all’Urbanistica, del costruttore Manfredi Catella e di altri quattro indagati. Deciderà il giudice per le indagini preliminari Mattia Fiorentini la prossima settimana. Quanto basta per scatenare le opposizioni. «Di sicuro il diritto all’abitare è stato violato, riempiendo le tasche di alcuni costruttori e dei soliti noti a scapito dei cittadini e di chi non è stato in alcun modo tutelato dall’esplodere dei costi del mattone e degli affitti. Il sindaco è responsabile dell’attività della giunta e deve fare un passo indietro», dice l’eurodeputato 5S Gaetano Pedullà. Tra i leader nazionali interviene il pentastellato Giuseppe Conte, che però usa toni più felpati dei suoi colleghi di partito locali. Indirettamente, comunque, chiede la stessa cosa: «Lasciamo che la magistratura faccia il suo corso, non entriamo mai nelle vicende giudiziarie. Ma rispetto alla responsabilità politica attendiamo che chi ha responsabilità ne tragga le conseguenze». Dimissioni è la parola che corre di bocca in bocca tra gli esponenti della destra. «Serve un cambio radicale alla guida della città, che merita trasparenza, legalità e un’amministrazione che non fugga dalle proprie responsabilità», sostengono Sandro Sisler e Riccardo Truppo, rispettivamente senatore e capogruppo FdI al Comune. «Ci auguriamo che tutto venga chiarito e non intendiamo alimentare processi mediatici. Resta però un fatto politico: il sindaco Sala deve spiegare cosa accadeva in Comune», afferma sui suoi canali social Silvia Sardone, consigliera comunale e vicesegretaria della Lega. Ma le critiche arrivano anche da sinistra. «Da tempo critichiamo le scelte urbanistiche della giunta Sala: dagli scali ferroviari alla norma Salva Milano, dai progetti su piazzale Loreto al bosco di via Falck. Serve chiarezza, ma soprattutto serve un nuovo modello che metta al centro i cittadini, non le speculazioni», dichiarano i consiglieri comunali verdi Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara. Per il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo: «Lo scandalo è bipartisan, la destra finge opposizione ma sostiene le stesse politiche. La norma Salva Milano, proposta da loro, vuole sbloccare i progetti ora sotto inchiesta. A Milano serve un'alternativa al partito trasversale del cemento, non un cambio di facciata». Intanto ieri, subito dopo le notizie dalla procura, il comitato Famiglie sospese ha manifestato davanti Palazzo Marino, sede del Comune: «Non possono essere le famiglie, del tutto estranee ai fatti contestati, a pagare il prezzo più alto, vedendosi portare via il presente, il futuro e la serenità». ---End text--- Author: MARINA DELLA CROCE Heading: LE REAZIONI POLITICHE Highlight: Destra e 5S chiedono le dimissioni. Le sinistre: il sistema è bipartisan Image:Beppe Sala foto Ansa -tit_org- Opposizioni all’attacco della giunta meneghina -sec_org-