GIORNALE MILANO
Dir. Resp. Alessandro Sallusti
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Edizione del 17/07/2025
Estratto da pag. 33
Quei 150 progetti fermi Indagine nata nel cortile di piazza Aspromonte - Oltre 150 progetti bloccati Il via da un cortile abusivo
Quei 150 progetti fermi Indagine nata nel cortile di piazza Aspromonte Oltre 150 progetti bloccati II via da un cortile abusivo Dall'Hidden Garden a via Crema alle Park Towers Così la Procura ha messo i «sigilli» ai nuovi cantie Ø Quella di ieri si aggiunge alle inchieste partite un anno fa che hanno visto il blocco di circa 150 grandi progetti già avviati. Progetti fotocopia, approvati con le stesse modalità e che si portano dietro gli stessi reati, tanto che la magistratura parla di «un sistema di speculazione edilizia sorretto dalla lettura manipolata delle regole, dai conflitti di interessi e dai falsi nella rappresentazione delle norme». La scintilla il progetto Hidden Garden di piazza Aspromonte: palazzo di 7 piani che prende il posto di un caseggiato di 3 piani in quello che per l'accusa era «un cortile» su cui non si sarebbe potuto costruire. Marta Bravi a pagina 2 •Ã ,»'"gi'.T·ìs iSgSiggSEWfr-r'lli Marta Bravi Quasi 28 progetti bloccati da un anno, 1625 nuclei familiari senza casa, che diventano 4500 se si guarda a quanti restano bloccati negli uffici dell'urbanistica. Progetti già commercializzati su carta, ma i cui lavori non hanno ancora visto avvio. È la situazione denunciata dal Comitato Famiglie Sospese ieri mattina, nel giorno in cui è arrivata la notizia della richiesta da parte della Procura di Milano, guidata dal procuratore capo Marcello Viola, con i pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici e il coordinamento dell'aggiunto Tiziana Siciliano di arresti domiciliari per l'assessore comunale alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi e per l'imprenditore Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima. Numeri che danno l'idea della portata del blocco dell'urbanistica in seguito alle inchieste. Perché quella di ieri si aggiunge alle inchieste partite un anno fa che hanno visto il blocco di circa 150 grandi progetti già avviati e alcuni conclusi. Progetti fotocopia, approvati con le stesse modalità e che si portano dietro gli stessi reati, tanto che la magistratura parla di «un sistema di speculazione edilizia sorretto dalla lettura manipolata delle regole, dai conflitti di interessi e dai falsi nella rappresentazione delle norme e della realtà». La scintilla da cui è partito tutto, dopo alcune denunce dei cittadini, è il progetto Hidden Garden di piazza Aspromonte in zona Loreto: complesso residenziale di 7 piani che prende il posto di un caseggiato per uffici di 3 piani in quello che per l'accusa era «un cortile» su cui non si sarebbe potuto costruire. Tra i primi indagati il costruttore della Bluestone Andrea Bezzicheri, il progettista Paolo Mazzoleni, già presidente dell'Ordine degli Architetti di Milano e della Commissisone Paesaggio del Comune, oggi assessore all'Urbanistica del Comune di Torino, tré tecnici del Comune e due componenti della Commissione Paesaggio, accusate di abuso d'ufficio e falso per il parere sul «non cortile». Così l'abbattimento della palazzina liberty all'angolo tra via Crema e piazzale Trento, in zona Porta Romana che avrebbe dovuto lasciare il posto a una nuova costruzione di 7 piani. Come negli altri progetti sotto la lente degli investigatori, anche per la demolizione del preesistente immobile di via Crema si è proceduto da parte dei costruttori con Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) senza prevedere un piano attuativo, cioè quello strumento di pianificazione urba- j—— ,»'"g '.T·ìs iSgSiggSEWfr-r'lli nístíca adottato dal Comune che stabilisce quali servizi devono essere creati o implementati in un quartiere quando un immobile di grosse proporzioni aumenta la presenza di persone e traffico nell'area coinvolta, e con oneri di urbanizzazione pagati dai costruttori al ribasso. Stessa cosa per via Lamar- mora [zona Crocetta): tré palazzine storielle in stile eclettico-liberty, realizzate nel 1909, e quindi vincolate, vengono abbattute per lasciare il posto ad appartamenti. Se il primo progetto, che prevedeva di mantenere intatta soltanto una facciata vincolata, viene respinta dal Comune, il 23 marzo 2024 ottiene parere favorevole della Commissione del paesaggio. Per le Park Towers di via Crescenzago l'accusa è di lottizzazione abusiva, abuso edilizio e abuso d'ufficio a carico di sei persone, tra cui un dirigente, un responsabile e un tecnico dello Sportello unico dell'edilizia. Si tratta di tré edifìci, alti rispettivamente 81, 59 e 10 metri per un totale di 113 appartamenti. Torre Milano di via Stresa è un grattacielo residenziale di 82 metri, per 102 appartamenti venduti a lOmila euro al metro quadrato e 320 nuovi abitanti, realizzato come ristrutturazione di due piccoli edifici e autorizzato con una Scia. Il processo è partito ad aprile: sotto accusa l'aver parlato di ristrutturazione e non di nuova costruzione, procurando quindi un «ingiusto vantaggio economico» agli imprenditori-costrutto ri. Stesso identico caso quello di via Lepontìna 7-9 [Scalo Farini); un immobile di 7 piani che sorge nel bei mezzo di una «corte interna». Le ipotesi di reato: abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Diversi i capi d'accusa per il Bosconavigli [in zona San Cristoforo) firmato da Stefano Boeri. Tra le contestazioni principali: mancanza del Piano attuativo, altezza della costruzione superiore ai 25 metri [limite per evitare il piano attuativo), assenza di una delibera di Giunta o del Consiglio comunale, convenzione urbanistica stipulata davanti a un notaio tra costruttore e dirigente comunale an ziché con delibera pubblica. Un aspetto particolarmente grave riguarda il danno economico al Comune, stimato dalla consulenza tecnica della Procura in oltre 5,5 milioni euro, dovuto a una «illegittima riduzione del 25% del valore venale sulle cifre paga- j—— ,»'"g '.T·ìs iSgSiggSEWfr-r'lli te» per gli oneri di urbanizzazione. Così le Residenze Lac al Parco delle Cave e per lo studentato di Scalo House (tra via Lepontina e via Valtellina all'Isola). Il gruppo di lavoro istituito dal Comune a marzo 2024 per valutare quelle operazioni che, per le loro caratteristiche, rischierebbero di finire al centro di inchieste della Procura su presunti abusi edilizi, blocca 17 progetti: un hotel da 430 stanze in stile nipponico, la prima struttura della catena Toyoko realizzata in Italia, che sarebbe dovuta sorgere sulle ceneri dell'ecomostro di via Boncompagni 101, a Rogoredo al cui abbattimento aveva asisstito lo stesso sindaco, il Garage delle Nazioni in vía Cal derón De La Barca 2 zona Porta Romana, che avrebbe dovuto lasciare il poso a un albergo da 14 piani, il complesso in via Salomone 77 e la torre in via Calvino 11. Poi l'operazione di sviluppo immobiliare in viale Fulvio Testi 75, zona Bicocca, il palazzo che dovrebbe sorgere al posto della storica Salumeria della Musica in zona Ripamonti e il Cantiere di via Gassendi.ia Sotto la lente la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) che permette di procedere con i lavori senza prevedere il piano attuativo •Ã ,»'"g '.T·ìs iSgSiggSEWfr-r'lli ____ .•''"Ä.òÖà l iSgSlggSE'Hfr-r'lli -tit_org- Quei 150 progetti fermi Indagine nata nel cortile di piazza Aspromonte Oltre 150 progetti bloccati Il via da un cortile abusivo -sec_org-