REPUBBLICA MILANO
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 17/07/2025
Estratto da pag. 5
La rabbia delle “Famiglie sospese” per le indagini sui palazzi sequestrati uesta volta nessuna chiave di casa da riconsegnare al Comune ma una torta simbolica (e di protesta) con la candelina numero uno a testimoniare il periodo di tempo trascorso dalle inchieste sull’urbanistica milanese che hanno costretto oltre 1.600 nuclei familiari a vivere in un limbo: chi con decine di migliaia di euro bloccate in quelle Q mura che hanno acquistato e non possono abitare. Oppure chi ha il cantiere del proprio palazzo ancora sotto sequestro. Il comitato “Famiglie sospese — vite appese”, nato nel febbraio scorso, torna a far sentire la propria rabbia e lo fa con un presidio in piazza Scala, davanti a Palazzo Marino nel giorno in cui si è abbattuto un nuovo terremoto con nuovi sviluppi. «È una notizia che non ci aspettavamo e non intendiamo assolutamente superare la legge. La procura farà il suo lavoro ma se qualcuno ha sbagliato è giusto che ne paghi le conseguenze», tuona Filippo Borsellino del comitato “Famiglie sospese — vite appese”. Mentre sulla paralisi dei palazzi in costruzione aggiunge: «Non è cambiato nulla. Le uniche vittime di questa situazione sono le famiglie e non è tollerabile: c’è chi ancora sta aspettando la propria casa e nel frattempo i mutui sono stati accesi e i prestiti fatti. Vogliamo e dobbiamo essere tutelati». «La notizia mi preoccupa molto, c’è molto sconforto. Non sono più fiducioso che si possano raggiungere a soluzioni rapide e nel frattempo la maggior parte di noi non ha una casa», lamenta Cristian Coccia, fondatore del Comitato insieme a Borsellino e un acquirente di un appartamento nelle residenze Lac, il cantiere sotto sequestro in via Cancano, a Baggio. Insieme a loro c’è anche Maristella Piemontesi che in mano ha una fotografia del cantiere della sua abitazione sequestrata il 7 novembre scorso: «Qui dentro ci sono quasi 200 mila euro e per l’età che ho, un quinto della mia aspettativa di vita è andato via in attesa e la casa non c’è». Sceso al fianco dei cittadini, in presidio, anche Federico Filippo Oriana presidente Aspesi Unione Immobiliare: «Sono convinto della buonafede delle nostre società, affiliate a Aspesi: hanno semplicemente eseguito quello che veniva indicato dal Comune. Solidarietà alle famiglie». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:La protesta in piazza Scala -tit_org- La rabbia delle "Famiglie sospese " per le indagini sui palazzi sequestrati -sec_org-