MF
Dir. Resp. Roberto Sommella
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Edizione del 17/07/2025
Estratto da pag. 2
Da Coima a Kryalos e Castello, le società nel mirino degli inquirenti di Alberto Mapelli e Rossella Savojardo I l nome principale su cui si è acceso il faro della Procura di Milano, anche per la richiesta di arresti domiciliari, è quello di Manfredi Catella e di conseguenza di Coima, l’azienda di cui è alla guida. Eppure sono tante nel mondo immobiliare milanese le società indagate o nominate all’interno delle carte dell’inchiesta. Per il dominus di Coima le contestazioni riguarderebbero i rapporti con i membri della Commissione Paesaggio Marinoni e Scandurra (si veda altro articolo in pagina) e la presunta corruzione tramite incarichi e parcelle da 138 mila euro per ottenere voti a favore in Commissione sul progetto P39 (l’ex Pirellino) e sul piano integrato di intervento zona speciale Porta Romana, in particolare sullo studentato in cui verrà convertito il Villaggio Olimpico dopo i giochi (si veda pagina 3). Legata alla vicenda di Coima e del Pirellino è la posizione dell’architetto Stefano Boeri, che per la Procura avrebbe fatto pressioni con Catella tramite Tancredi su Marinoni. Catella ha confermato l’indagine in corso «relativamente a un incarico progettuale affidato in passato dalla nostra società all’architetto Scandurra», spiegando che «viene prospettata l’ipotesi che l’incarico professionale affidato possa avere influenzato la condotta del professionista nella commissione in merito ai progetti promossi dalla nostra società». Catella sottolinea di «aver provveduto tempestivamente a fornire quanto ci è stato richiesto e a svolgere le verifiche interne per confermare la regolarità in merito, che avremo modo di rappresentare con chiarezza in sede giudiziaria». La nota conclude: «Trasparenza e legalità sono fondanti per il nostro gruppo e per tutti noi e avremo modo di affermarlo con determinazione anche in questa circostanza». Tra le altre big indagate ci sono anche Kryalos e Castello con i rispettivi ceo, Paolo Bottelli e Giampiero Schiavo. Il modus operandi Giampier presunto sarebbe lo Caste stesso: incarichi con parcelle in cambio di voti favorevoli di Scandurra. Secondo la procura Castello avrebbe versato 321 mila euro per il progetto Torre Futura (via Calvino 11), mentre Kryalos avrebbe pagato 2,58 milioni per gli interventi «Verziere 11/Cavallotti 14». Castello ha rilasciato una nota per precisare «di aver sempre operato con massima professionalità e correttezza», condotta che è convinta «emergerà con chiarezza» e garantisce disponibilità a collaborare. Centrale nell’indagine anche la J+S di Concorezzo, visto il coinvolgimento di Pella nel progetto del «Pgt Ombra». Tra i presunti corruttori (con parcelle a Marinoni) figurano Egidio Holding (legata al gruppo Bluestone) e le società di architettura Lombardini22 e Acpv Architets. Da valutare anche la posizione di Arch Group, realtà svizzera che fa riferimento a Paolo Colombo e citata come società che potrebbe aver versato un potenziale compenso all’ex presidente della Commissione o Schiavo Paesaggio. o sgr Infine, la Procura nomina una serie di società, al momento non indagate, che avrebbero avuto interlocuzioni con Tancredi, Marinoni e Pella nell’ambito di possibili sviluppi immobiliari nelle nove aree oggetto del «Pgt occulto». Tra queste Nhood, Euromilano, Unipol, Lendlease, Hines, Carfin92 (gruppo Carminati, ndr), Atm e Rfi, Redo. (riproduzione riservata) ---End text--- Author: Alberto Mapelli :-: Rossella Savojardo Heading: Highlight: Image:Giampiero Schiavo Castello sgr -tit_org- Da Coima a Kryalos e Castello, le società nel mirino degli inquirenti -sec_org-