REPUBBLICA ROMA
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 22/06/2025
Estratto da pag. 7
Un tempo cinema, oggi sale bingo così la capitale ha rinunciato ai film - Bingo, chiese, hotel e supermarket l`alfabeto dei cinema trasfigurati
Un tempo cinema, oggi sale bingo così la capitale ha rinunciato ai film Bingo, chiese, hotel e supermarket l’alfabeto dei cinema trasfigurati Roma, la città del cinema, sta diventando una città senza più cinema: negli ultimi quindici anni hanno chiuso 103 sale, il 70% di quelle esistenti. Al cambiamento progressivo delle nostre abitudini, con spettatori sempre più affezionati alla visione casalinga e alla parallela diminuzione di un’offerta cinematografica di qualità, si è aggiunta una mancanza di regole certe di cui hanno approfittato tanti imprenditori, mostrando una volontà speculativa irrefrenabile. di MADDALENA MESSERI A a pagina 7 il racconto di MADDALENA MESSERI oma, la città del cinema, sta diventando una città senza più cinema: negli ultimi quindici anni hanno chiuso 103 sale, il 70% di quelle esistenti. Al cambiamento progressivo delle nostre abitudini, con spettatori sempre più affezionati alla visione casalinga e alla parallela diminuzione di un’offerta cinematografica di qualità, si è aggiunta una mancanza di regole certe di cui hanno approfittato tanti imprenditori, mostrando una volontà speculativa irrefrenabile. Di tutti i cinema scomparsi più della metà sono stati trasformati per sempre, con cambi di destinazione radicali: tantissimi sono diventati negozi e sale bingo, supermercati, centri convegni ma anche chiese, hotel, appartamenti, parcheggi, banche, studi tv, addirittura discoteche e fast food. Sono 53 i cinema smantellati e una trentina quelli a rischio se entrerà in vigore la nuova legge sulla semplificazione urbanistica della Regione. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei comitati di cittadini. Niente da fare perché come diceva qualcuno «ciò che non è vietato, è lecito». Così le belle inseR gne al neon sono state tirate giù con scaltrezza, le postazioni dove un tempo si compravano biglietti e pop corn smontate, le file di poltroncine spezzettate e vendute al mercatino. Via tutto, largo ai muratori. Ma con la chiusura degli spazi culturali i quartieri rischiano di trasformarsi in dormitori, come Gotham City ma senza Batman, solo con tante saracinesche tirate giù. Silvano Curcio, architetto e professore alla Sapienza, nel suo ultimo libro sulla memoria dei cinema di Roma (Palombi editore, 2025) parla proprio di «fantasmi urbani» e afferma che «la chiusura e la sparizione dei cinema rappresentano una sconfitta per l’intera collettività, una perdita profonda e insanabile di un inestimabile patrimonio di storia, socialità e cultura». Aggiunge Curcio: «Va sottolineato che le trasformazioni selvagge non hanno risparmiato neanche i cinema romani di più alto valore storico, artistico e architettonico, che in molti casi sono stati sottoposti a letali interventi che hanno stravolto, snaturato o totalmente cancellato i caratteri originari delle sale». Con la crisi dei cinema non perdiamo solo luoghi del cuore dove siamo cresciuti, passato momenti indimenticabili, ma anche gioielli di architettura, passando dal liberty al razionalismo, dal barocchetto all’eclettismo, al brutalismo. Basta fare un giro in motorino per vedere le facciate degli ex-cinema ora anonime e sghembe senza più le vecchie insegne. “Argo”, “Capitol”, “Hollywood” e “Luxor”. Al loro posto nuovi neon di bingo e supermarket, evidentemente più al passo con il mercato. Ma una città è fatta anche di pezzi di cuore, di quei luoghi il cui nome per tanti risuonava come “casa”. Per questo si potrebbe fare un appello con tutti i cinema trasformati, in un viaggio nella memoria dalla A alla Z, ricordando cosa erano e cosa sono diventati. Purtroppo nessuno risponderà presente. Partiamo dalla A con “Archimede” il cinema anni ’50 disegnato da Giulio Sterbini, ospitato nei sotterranei del “Duke Hotel”, palazzo poi demolito e ora ricostruito in quello che i residenti chiamano ironicamente il “Bosco verticale dei Parioli”. B con il “Belsito” a piazza delle Medaglie D’Oro, diventato il tempio massonico “Casa Nathan” del Grande Oriente d’Italia. C come il “Capitol” al Flaminio, ora rinomata discoteca per adolescenti, o “Cola di Rienzo” trasformato in una sala scommesse, senza dimenticare il “Capranica” e il “Capranichetta”, oggi sale per convegni. Proseguiamo con la D di “Delle Terrazze” cinema al Gianicolense citato in “Ragazzi di Vita” di Pasolini e abbattuto nel 2015 per far spazio ad una moderna palazzina residenziale. E come “Etoile” - già Corso - meraviglioso cinema da 800 posti in piazza San Lorenzo in Lucina, disegnato da Marcello Piacentini in stile liberty ed inaugurato nel 1918. Oggi accoglie i clienti di Louis Vuitton. Poi F di “Folgore”, chiesa coreana. G come “Gregory” in via Gregorio VII: la sfavillante fila di lampadine all’ingresso del vecchio cinema ora illumina la scritta “Poltronesofà”. H come “Holiday”, supermercato. M come “Mercury”, a Borgo Pio, ora una sede dell’Università Lumsa, o come “Modernissimo” del 1914, la prima multisala di Roma ridisegnata da Ludovico Quaroni negli anni ’80, trasformato in un albergo di lusso. Q come “Quirinale” in via Nazionale, aperto nel 1927, comparso in I soliti ignoti di Mario Monicelli, adesso sala dalla Banca d’Italia. E infine R come “Rialto”, da cinema a negozio di souvenir o come “Rouge et Noir” diventato l’omonimo bingo in via Salaria. S come “Smeraldo” inglobato dalla libreria Mondadori di via Cola di Rienzo e ultima la T di “Triomphe”, ma molto poco trionfale: sulla vecchia facciata campeggia la grande scritta M di un noto fast food americano. Buio in sala. ---End text--- Author: MADDALENA MESSERI Heading: Highlight: Dalla A di Archimede alla T di Triomphe tutte le sale chiuse e ormai trasformate in discoteche e fast food americani Image:A sinistra l’ex Etoile in piazza di San Lorenzo in Lucina, ora store di Louis Vuitton. Poi l’ex cinema in via Cola di Rienzo e il Rouge et noir in via Salaria, oggi diventato una sala bingo senza neanche cambiare nome R -tit_org- Un tempo cinema, oggi sale bingo così la capitale ha rinunciato ai film Bingo, chiese, hotel e supermarket l'alfabeto dei cinema trasfigurati -sec_org-