CORRIERE TORINO
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 21/06/2025
Estratto da pag. 4
La Regione sfida la Città sugli alloggi (sfitti) degli istriani
Maugurato un housing nel Villaggio Santa Caterina. Marrone (Fdi): «Case agli eredi degli esuli»
La Regione sfida la Città sugli alloggi (sfitti) degli istriani Inaugurato un housing nel Villaggio Santa Caterina. Marrone (Fdi): «Case agli eredi degli esuli» I l Comune «apre» il Villaggio Santa Caterina, a Lucento, a chiunque si trovi in difficoltà abitativa, mentre Fratelli d’Italia sceglie proprio il giorno dell’inaugurazione per ribadire l’impegno ad assegnare proprio quelle «case rosse» a favore degli esuli istriani. L’ennesimo round sul tema abitativo è suonato nel quartiere, costruito negli anni Cinquanta tra via Sansovino e corso Cincinnato per accogliere le famiglie giuliano-dalmate, dove una quarantina di alloggi sono vuoti da decenni. I motivi sono diversi, compresa quello di essere stati «promessi» ai «profughi» che, in realtà, sono sempre meno e pochi senza un tetto. Per sbloccare questa situazione si è puntato sul progetto di un nuovo housing sociale, con 32 case destinate a chi ha bisogno. In questi mesi Liberitutti, la cooperativa che ha vinto l’appalto, ha realizzato i lavori di manutenzione necessari a renderli nuovamente abitabili. «È il risultato di un lungo percorso — spiega l’assessore Jacopo Rosatelli — durante il quale ci siamo chiesti come evitare il degrado». La polemica si accende con la Regione, in particolare con Fratelli d’Italia, che da anni promette di destinare quegli spazi a chi fu costretto a scappare dall’Istria e dalla Dalmazia durante la Seconda guerra mondiale. E, proprio in concomitanza con l’inaugurazione, arriva l’annuncio dell’assessore regionale Maurizio Marrone: «Su 40 appartamenti, 8 saranno destinati a sperimentare nuove modalità di assegnazione più aperte. I precedenti bandi per gli istriani hanno mostrato limiti non rispondendo pienamente alle esigenze della comunità giuliano-dalmata. La nuova formula estende l’accesso anche ai familiari degli esuli ormai deceduti». Quasi a stoppare il progetto del Comune che, invece, è apprezzato da Antonio Vatta, presidente della sezione torinese dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia: «Qualcuno ha detto “prima i profughi e poi gli altri”: cosa significa davvero? L’aiuto deve essere rivolto a chi si trova in maggiore difficoltà, senza alcuna distinzione. Qui rischiavamo di assistere a occupazioni abusive. Giusto, quindi, chiudere questa partita. Ho denunciato la situazione due anni fa e da allora abbiamo iniziato a lavorarci. Sono felicissimo». Si tiene lontano dalle polemiche, infine, il sindaco Stefano Lo Russo: «Questa iniziativa coniuga dimensioni importanti: la casa e il riuso del patrimonio dismesso. Racconta anche come si possa collaborare al di là dei partiti. Così, forse, qualcuno inizierà a fidarsi di nuovo della politica». Mattia Aimola ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Inaugurazione Gli assessori Marrone (a sinistra) e Rosatelli Image: -tit_org- La Regione sfida la Città sugli alloggi (sfitti) degli istriani -sec_org-