CORRIERE TORINO
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 21/06/2025
Estratto da pag. 4
Case, la crisi non si ferma Pochi alloggi, molte richieste - Si aggrava la crisi abitativa Più annunci e polemiche che soluzioni al problema
Il caso Verso le 11 mila le domande come nel 2012 e 2013 Case, la crisi non si ferma Pochi alloggi, molte richieste Si aggrava la crisi abitativa Più annunci e polemiche che soluzioni al problema A lanciare l’allarme è la nuova edizione dell’Osservatorio Tra le tende degli studenti in protesta contro il caro-affitti, le mobilitazioni contro i «vuoti» che frenano il mercato, l’emergere del caporalato dei «ras delle soffitte» e i molteplici annunci di nuove misure da parte della Regione, erano anni che la crisi abitativa non occupava così tanto spazio nel dibattito pubblico. A dirlo, i dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio sulla Condizione Abitativa del Comune. Uno dei segnali d’allarme è la previsione del raggiungimento delle 11 mila domande di case popolari in vista della graduatoria del nuovo bando per l’assegnazione. a pagina 4 Coccorese di Paolo Coccorese T ra le tende degli studenti in protesta contro il caro-affitti, le mobilitazioni contro i «vuoti» abitativi che frenano il mercato, l’emergere del caporalato dei «ras delle soffitte» e i molteplici annunci di nuove misure da parte della Regione, erano anni che la crisi abitativa non occupava così tanto spazio nel dibattito pubblico. Promesse, dichiarazioni, accuse incrociate, non manca nulla. Mentre la realtà continua a peggiorare. A dirlo sono i dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio sulla Condizione Abitativa del Comune. Uno dei segnali d’allarme è la previsione del raggiungimento delle 11 mila domande di case popolari in vista della graduatoria definitiva del nuovo bando per l’assegnazione. Il doppio rispetto al 2018 e sulla scia del 2012 (16.044) segnato dalla grande crisi economica. A rendere ancora più complesso lo scenario abitativo sono i dati raccolti da Palazzo Civico. Analizzando l’indice di gravità del disagio abitativo — ossia i punteggi assegnati alle domande per le case popolari — emerge che le richieste con almeno 12 punti, il minimo per un’assegnazione, hanno già superato il totale del 2018: 1.763 contro 1.052. Anche se è stata valutata la prima tranche (7.366) delle nuove domande ricevute. A crescere sono soprattutto le richieste delle famiglie in condizioni di disagio «critico» (+6%) e «grave» (+5%). Nuclei in difficoltà, che non avranno accesso a un alloggio popolare (a Torino: 17.656), visto che le assegnazioni coprono solo il 13% della domanda, ma che rappresentano il disagio crescente della cosiddetta «fascia grigia», sempre più precaria nel mercato privato, come i giovani e, in particolare, gli stranieri, passati in vent’anni dal 30% al 54% delle domande di casa popolare. La crisi abitativa avanza, come dimostrano anche le 737 richieste di emergenza presentate nel 2024, in linea con il trend pre-pandemia. Con 1.354 sfratti (-2% rispetto al 2023), dettati dalla morosità (83% del totale), mentre crescono del +45% quelli per finita locazione: sempre più proprietari scelgono di destinare gli immobili a studenti o ad affitti brevi come Airbnb. Intanto, il mercato immobiliare evolve sottotraccia, aumentando il rischio di esclusione, nonostante segnali contraddittori. L’Agenzia delle Entrate registra un calo del 2,4% nei valori delle locazioni, ma i contratti gestiti da Locare — l’agenzia comunale di mediazione — indicano un canone medio mensile di 383 euro, il più alto degli ultimi dieci anni. Non stupisce quindi la difficoltà del Comune a invertire la rotta: i contratti firmati con Locare sono scesi a 985, contro i 1.400 del 2022. E nel 2023 gli alloggi Atc assegnati sono stati appena 387. I nuovi sostegni all’abitare non sembrano incidere: nel 2024 solo 70 famiglie hanno usufruito del Fondo per Inquilini Morosi Incolpevoli. Sono insufficienti a colmare il vuoto lasciato dal taglio dei 12 milioni di euro del Fondo nazionale per il sostegno alla locazione, cancellato dal governo Meloni: nel 2022, prima dell’abolizione, aveva raccolto ben 17 mila © RIPRODUZIONE RISERVATA domande. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Il trend degli sfratti Sono aumentati del 45% quelli motivati dalla finita locazione per accogliere airbnb La vicenda ? Le richieste di alloggi popolari a Torino stanno esplodendo: si prevede il raggiungimento di 11.000 domande, con un aumento significativo di famiglie in grave o critico disagio abitativo Image: -tit_org- Case, la crisi non si ferma Pochi alloggi, molte richieste Si aggrava la crisi abitativa Più annunci e polemiche che soluzioni al problema -sec_org-