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Dir. Resp. Marco Girardo
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Edizione del 21/06/2025
Estratto da pag. 6
A Bergamo canoni di affitto cresciuti del 23% in tre anni
OLTRE MILANO A Bergamo canoni di affitto cresciuti del 23% in tre anni OLTRE MILANO LUCA BONZANNI Bergamo C ome in un contagio, la “febbre del mattone” sembra espandersi dalla metropoli alle altre città. Se in Lombardia l’epicentro delle tensioni immobiliari è Milano, anche negli altri capoluoghi si assiste all’ampliarsi della “frattura abitativa”: succede ad esempio a Bergamo, dove – dati alla mano, quelli di Immobiliare.it – tra gennaio 2022 e gennaio 2025 i prezzi degli immobili sono cresciuti del 15,5%, arrivando in media a 2.695 euro al metro quadrato, mentre i canoni di locazione hanno fatto un balzo del 23,3%. La conseguenza è «una casa per pochi», come da titolo di un dossier delle Acli di Bergamo dedicato al tema. «Negli ultimi anni – si legge nel documento -, il mercato immobiliare di Bergamo ha subito profonde trasformazioni, con un progressivo e marcato aumento dei costi sia per l’acquisto che per l’affitto delle abitazioni. Un fenomeno che, se da un lato testimonia la crescente attrattività della città, dall’altro solleva interrogativi sulla sua sostenibilità sociale. Il caro-casa sta rendendo sempre più difficile l’accesso a un’abitazione per diverse fasce della popolazione, aggravando le disuguaglianze e mettendo in crisi il diritto all’abitare». L’analisi mette a sistema fonti ufficiali e osservatori di settore. «Per l’acquisto, le abitazioni nuove nelle zone più ambite – spiegano Giulia Gritti e Dario Acquaroli, autori del report – hanno raggiunto valori tra i 5.000 e i 6.000 euro al metro quadrato, mentre per l’affitto un bilocale può costare 700 e per un trilocale non arredato si arriva a 1000 euro al mese, ad oggi corrispondente al 60/70% dello stipendio di un impiegato, a differenza di quanto raccomandato, ovvero che il canone di affitto non superi il 30-40% del reddito netto mensile». Altri numeri: nel 2023, secondo le rilevazioni del ministero dell’Interno, Bergamo ha registrato un aumento del 102% degli sfratti; al tempo stesso, stando all’Istat, in città le abitazioni non occupate – cioè non adibite stabilmente alla residenza – sono il 15,4% del totale. Un mix, quest’ultimo, che dà conto di come sempre più appartamenti vengano adibiti agli affitti brevi come Airbnb, complice il boom del turismo. «Questo fenomeno – proseguono le Acli – sta portando a una trasformazione dei quartieri, che stanno diventando sempre più destinazioni turistiche a discapito della residenzialità, contribuendo al fenomeno della gentrificazione». Tra le categorie colpite dalla crisi abitativa, segnalano Gritti e Acquaroli, «ci sono i giovani under 30, di cui circa uno su tre è ancora precario. Sono evidenti le difficoltà che riscontrano i giovani nell’accesso all’affitto e al pagamento di un mutuo, e dunque al progetto di una vita indipendente. Oltre all’impatto sulla vita dei singoli giovani, vi sono conseguenze anche a livello sociale, portando i giovani a espatriare e contribuendo alla crisi demografica». Su quest’ultimo tema, però, è recente una novità messa in campo dal Comune di Bergamo: da giugno è stato inaugurato il “Fondo Abitare Under 35”, che prevede un contributo triennale, fino a 200 euro al mese, per sostenere giovani fino a 35 anni, che vivono da soli o in coppia, nel pagamento dei canoni di locazione a canone concordato. L’obiettivo è finanziare fino a 100 contratti l’anno: «La volontà – ha spiegato Claudia Lenzini, assessore alle Politiche della casa presentando il progetto – è valorizzare e sostenere progetti di vita che consentano al giovane di poter rendersi maggiormente autonomo e di poter scegliere la nostra città come luogo di residenza». ---End text--- Author: beanLUCA BONZANNI Heading: OLTRE MILANO Highlight: Dal dossier delle Acli locali intitolato «una casa per pochi» emerge come i continui rincari stiano mettendo sempre più in crisi il diritto all’abitare Image: -tit_org- A Bergamo canoni di affitto cresciuti del 23% in tre anni -sec_org-