STAMPA INSERTO
Dir. Resp. Andrea Malaguti
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Edizione del 17/11/2025
Estratto da pag. 3
Intervista a Paola Malabaila - "I cantieri sono partiti in tempo Ora va tagliata la burocrazia"
Lapresidente Ance:serveunimpegno per garantire pagamenti più rapidi
Paola Malabaila “I cantieri sono partiti in tempo Ora va tagliata la burocrazia” La presidente Ance: serve un impegno per garantire pagamenti più rapidi «L a nostra richiesta è di un impegno concreto per semplificare le procedure e garantire pagamenti più rapidi: serve una macchina amministrativa che viaggi alla stessa velocità dei cantieri». L’appello arriva da Paola Malabaila, presidente dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta. A che punto è l’attuazione del Pnrr, in particolare nel Nord Ovest? «Il livello di attuazione è complessivamente buono: secondi i dati Ance e della Regione Piemonte, circa sei cantieri su dieci sono stati avviati o conclusi, in linea con la media nazionale del 60%. Contestualmente rileviamo però come molti progetti stiano ancora attraversando fasi burocratiche lunghe e complesse». Quanto pesa il settore delle costruzioni nell’attuazione del Pnrr? «Il nostro comparto assorbe più della metà delle risorse finoraspese, unacifra chetestimonia la centralità del settore nella riuscita del piano. Granparte della spesa riguarda opere infrastrutturali ferroviarie e interventi promossidagli enti locali, come l’edilizia scolastica e la riqualificazione sismica ed energetica degli edifici pubblici. L’edilizia ha contribuito a migliorare gli indicatori di crescita della regione Piemonte, pertanto il settoreva sostenutocon politiche stabili e strutturali». Quali sono le principali sfide per l’edilizia nella realizzazione del Pnrr? «Le nostre imprese hanno messo in campo personale, mezzi e risorse specifiche per poter realizzare i lavori nei tempi richiesti, spesso molto contratti, e nella maggior parte dei casi ci sono riuscite. Questo ha comportato importanti investimenti, che per potersi ripagare richiedono continuità lavorativa, pertanto l’auspicio è che gli stessi investimenti vangano fatti anche da parte del decisore pubblico». Una delle criticità segnalate riguarda il reperimento di manodopera qualificata. «Sì, è una difficoltà reale e crescente. Come associazione stiamo lavorando con gli enti preposti per rafforzare i percorsi di formazione. Secondo i dati della nostra ultima indagine previsionale regionale per il secondo semestre 2025, il 68% del campione intervistato non trova personale qualificato e circa il 40% ha difficoltà a reperire quello generico. L’aumento del ricorso alla manodopera esterna evidenzia una maggiore flessibilità delle imprese nella gestione del personale,necessaria per farfronte alle difficoltà. Per avvicinare i giovani all’edilizia abbiamo realizzato il video “Il futuro chenonmiaspettavo” conl’obiettivo raccontare un settore le cui potenzialità e opportunità spesso non sono conosciute. È un comparto solido, innovativo e in continua evoluzione che, se sostenuto, è destinatoacrescere eacontribuire allo sviluppo». In che modo il sistema delle imprese e le istituzioni possono collaborare per renderlo più attrattivo? «Occorre lavorare su due fronti: culturale e formativo. Daun lato dobbiamo cambiare la percezione del mestiere edile, che oggi è molto più tecnologico, sicuro e gratificante rispetto al passato. Dall’altro, è indispensabile rafforzare la filiera della formazionetecnica conun dialogo tra istruzione e imprese per creare percorsi realmente orientati al lavoro. Se riusciamo a costruire questa alleanza, il settore può offrire carriere solide e qualificate». Qual è lo stato di salute del comparto edile? «La nostra analisi conferma un quadro di sostanziale tenuta, con imprese che continuano a operare con prudenza ma anche con senso di prospettiva. Il fatturato è in miglioramento rispetto asei mesi fa, sostenuto in prevalenza dai lavori collegati al Pnrr, il cui ciclo si concluderà nel 2026. Persistono però criticità strutturali come i tempi di pagamento che raggiungono in media 82 giorni. In questo contesto desta preoccupazionelamanovrache prevedetagli alle risorse per infrastrutturee rischiadicreare unvuoto di investimenti». Le risorse del piano si esauriranno nel 2026: guardando oltre, quali priorità vede per il settore delle costruzioni nei prossimi anni? «Il Pnrr è una grande occasione ma non può essere l’unico motore del settore. Dobbiamogià guardareoltre,conpolitiche strutturali sulla casa, larigenerazioneurbana el’innovazione. I nostri territori hanno un patrimonio edilizio che necessita di riqualificazione energetica e sismica, e un grande potenziale nel recupero delle aree industriali dismesse.È sempre piùnecessaria una continuità di investimenti per garantire stabilità alle imprese e programmare una crescita sostenibile nel tempo, crediamo che per dar corso a nuovi progetti una modalità possa essere la partenrship pubblico privato, ma va declinata in modo che possa essere strumento per tutte le nostre imprese, sfida non sicuramente facile, ma con la volontà si arriva dappertutto». — ---End text--- Author: CLAUDIA LUISE Heading: Highlight: “ Paola Malabaila Il Pnrr non può essere l’unico motore del settore. Dobbiamo guardare oltre, con politiche strutturali su rigenerazione urbana, casa e innovazione Image: -tit_org- Intervista a Paola Malabaila - “I cantieri sono partiti in tempo Ora va tagliata la burocrazia” -sec_org-