CORRIERE DELLE ALPI
Dir. Resp. LUCA UBALDESCHI
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Edizione del 17/11/2025
Estratto da pag. 16
Manildo: «Radici salde e sguardo al futuro per una montagna veramente da abitare»
Il candidato del centrosinistra dialoga con il docente Varotto: «Priorità a casa, sanità pubblica, servizi e connessioni» Manildo: «Radici salde e sguardo al futuro per una montagna veramente da abitare» L’INCONTRO Alessia Forzin «I l Bellunese ha bisogno di cura e di prospettive». Si impegna a lavorare per una nuova visione della montagna, che freni lo spopolamento e garantisca un futuro ai suoi abitanti, il candidato della coalizione di centrosinistra Giovanni Manildo, protagonista ieri sera a Palazzo Crepadona, insieme al docente Mauro Varotto, di un incontro promosso dalle sette liste che corrono al fianco del candidato presidente. A fare da filo conduttore la montagna. Che vuole guardare al futuro, «con le radici ben salde nella tradizione ma puntando all’innovazione», ha detto Manildo. Perché il modello dello sci «non sta più in piedi», ha aggiunto Varotto, e allora bisogna pensare a nuove modalità di occupazione. Recuperando la tradizione dell’artigianato, per esempio, ma anche tornando a valorizzare l’agricoltura di montagna e la produzione agroalimentare delle terre alte. Ad aprire la serata è stato Varotto, che ha invitato ad interrogarsi sul concetto stesso di montagna e a cambiare prospettiva: «Per una montagna abitata servono politiche attente ai bisogni della comunità. Oggi la montagna è prigioniera degli stereotipi, di una retorica fatta di purezza e tradizione. E questo la rende imbalsamata. Tornare ad abitare la montagna significa garantire i servizi e le connessioni». Connessioni digitali, anche per offrire occasioni di lavoro a quanti si stanno affacciando alla montagna, e potrebbero abitarla lavorando in smart working - si è inserito Manildo; ma anche connessioni fisiche, perché un territorio è fatto delle comunità che lo vivono. «Basta con la retorica sulla montagna. Lavoriamo su politiche quotidiane e non stagionali, pensiamo alla vocazione di questi territori e rendiamo partecipi del cambiamento le comunità». Ascolto e partecipazione sono i mantra di Manildo, che si impegna a fare del Bellunese «una periferia competitiva ricreando prospettive di occupazione» che vadano oltre il sistema industriale legato all’occhialeria. «Innoviamo, partendo dalle nostre radici», ha aggiunto. Una montagna da abitare non può prescindere da trasporti efficienti: «Bisogna recuperare quel progetto, che è stato abbandonato, della metropolitana di superficie», ha proseguito. Un progetto che connette. E bisogna rimettere al centro la questione abitativa. La proposta del centrosinistra è di creare un’agenzia per il recupero di tutto il patrimonio immobiliare che ha bisogno di interventi per essere reimmesso sul mercato. E poi i servizi, la sanità in primis. «Il diritto alla salute va garantito a tutti i cittadini», ha detto Manildo, firmando il documento dei comitati a difesa della salute di Agordo e del Cadore, che contiene le richieste a ripristinare l’emergenza/urgenza agli ospedali di Pieve di Cadore e Agordo, la Chirurgia e la Cardiologia h24 in presenza e reperibilità, il potenziamento della psichiatria a Feltre. «Resistiamo alle sirene di modelli privatistici e per fare questo servono maggiori trasferimenti dallo Stato e una differente allocazione delle risorse». E ancora maggiori assunzioni nel comparto sanitario, più medici di base, favorire le reti territoriali. «Dobbiamo avere chiara la visione della montagna che vogliamo», ha concluso Manildo. «Una montagna che torni protagonista, con politiche mirate e che sappia guardare al futuro». Una montagna da abitare. — ---End text--- Author: Alessia Forzin Heading: Highlight: Image:Giovanni Manildo saluta Giovanni Crema, dialoga con Mauro Varotto e, sotto, con alcuni candidati bellunesi -tit_org- Manildo: «Radici salde e sguardo al futuro per una montagna veramente da abitare» -sec_org-