STAMPA TORINO
Dir. Resp. Andrea Malaguti
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Edizione del 17/11/2025
Estratto da pag. 54
Intervista a Alessandra Siviero - Siviero: "L`Ai in architettura non può sostituire la persona" - "L`AI e l`architettura? Una sfida da governare"
La presidente della Fondazione sul futuro della città e della professione "L'intelligenza artificiale resta strumento e non sostituisce la persona"
Siviero: “L’Ai in architettura non può sostituire la persona” L’INTERVISTA “L’Ai e l’architettura? Una sfida da governare” La presidente della Fondazione sul futuro della città e della professione “L’intelligenza artificiale resta strumento e non sostituisce la persona” Alessandra Siviero L a trasformazione digitale, la crisi demografica e le nuove esigenze dell’abitare stanno ridisegnando il lavoro degli architetti. Alessandra Siviero, presidente della Fondazione per l’Architettura di Torino, osserva: «L’AI può diventare un nuovo campo di applicazione. Vediamo studenti e professionisti che arrivano da Asia e Iran per lavorare a Torino». E ancora: «Il nuovo Prg della città deve leggere i cambiamenti con coraggio». – PAGINA 46 L’INTERVISTA RICCARDO LEVI L a trasformazione digitale, la crisi demografica e le nuove esigenze dell’abitare stanno ridisegnando il lavoro degli architetti. Alessandra Siviero, presidente della Fondazione per l’Architettura di Torino, osserva questo passaggio in una professione chiamata a rispondere a nuove sfide. Dall’esplosione della domanda di formazione sull’intelligenza artificiale ai progetti per una città più inclusiva, Siviero coordina tavoli, formazione e dialoghi istituzionali per i 7 mila architetti torinesi. Presidente, come si inserisce l’intelligenza artificiale nella professione dell’architetto? «La nostra filiera è entrata nella transizione digitale: oggi si può passare da un’immagine a un modello tridimensionale in pochi istanti. Le domande di corsi sull’AI che teniamo in Fondazione sono triplicate: arrivano dai giovani e da professionisti con anni di esperienza». Fondazione e Ordine hanno organizzato Restructura all’Oval Lingotto. Che messaggio avete portato? «Restructura è il luogo in cui ogni anno si incontra la filiera dell’edilizia e quest’edizione ha avuto un valore particolare, perché abbiamo portato l’intelligenza artificiale al centro del confronto. Mostriamo come possa accelerare i processi, ma anche come vada governata. E ricordiamo che la centralità del progetto resta nelle mani dell’architetto: l’AI è uno strumento, non un sostituto». Come si sta muovendo la Fondazione su questi temi? «Abbiamo creato un tavolo digitale e avviato un confronto con l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale e con la FondazioneCentro Intelligenza Artificiale. Stiamo valutando la possibilità che diventi un punto di riferimento stabile per i professionisti. Nel team c’è il professor Guido Boella, docente di Informatica all’Università di Torino e uno dei massimi esperti di etica legata all’AI. Con lui analizziamo potenzialità e limiti dell’AI, perché usarla significa capirne anche le criticità». Quali progetti state realizzando? «Lavoriamo su due fronti. Il primo è la memoria: il primo dicembre presenteremo l’ArchivioLuzi, basedi una piattaformadigitalededicata agliarchitetti scomparsi, alimentata anche dall’intelligenza artificiale. Il secondo è il nuovo Festival dell’Architettura che sarà dedicato alla transizione digitale». Come sta cambiando la professione dell’architetto a Torino? «Molti laureati in Architettura scelgono altre strade. L’AI può diventare un nuovo campo di applicazione. Vediamo studenti e professionisti che arrivano da Asia e Iran per lavorarea Torino, ma molti torinesivanno all’estero». Torino vive una fase di investimenti importanti. Che città vede nel futuro? «Il Pnrr ha attivato energie nuove. Ma la sfida decisiva è demografica:piùanzianiemenogiovani.Gliarchitettidevono progettare edifici che si adattino come organismi viventi. Gli anziani chiedono servizi vicini e relazioni. L’AI è uno strumento, ma al centro resta la persona». Perché a Torino ci sono molte case vuote? «Molte famiglie non affittano per incertezza legata al futuro dei figli. La città è fatta di relazioni più che di edifici. Il Piano regolatore deve leggere questi cambiamenti e affrontarei nodi con coraggio». È ottimista sul futuro di Torino? «Molto. Torino ha fatto passi da gigante e si sta posizionandobene. Se sapremounire tecnologia, visione e cura delle persone, questa fase di transizione potrà diventare una grande opportunità per tutta la città». — ---End text--- Author: RICCARDO LEVI Heading: L’INTERVISTA Alessandra Siviero Highlight: “ Si devono progettare edifici che si adattino come organismi viventi Gli anziani chiedono servizi vicini La città è fatta di relazioni più che di palazzi “ A Torino le case non si affittano per timori sul futuro dei figli Il nuovo Prg ha il compito di leggere i cambiamenti per affrontarli con coraggio Image:L’Ai può aiutare, secondo Siviero, a disegnare la città del futuro affrontando la crisi demografica e le nuove esigenze dell’abitare Alessandra Siviero presiede la Fondazione dell’architettura di Torino -tit_org- Intervista a Alessandra Siviero - Siviero: “L'Ai in architettura non può sostituire la persona” “L`AI e l'architettura? Una sfida da governare” -sec_org-