AFFARI E FINANZA
Dir. Resp. Mario Orfeo
Tiratura: 136337 - Diffusione: 150701 - Lettori: 829000
Edizione del 17/11/2025
Estratto da pag. 55
La terza via, il crowdfunding immobiliare A metà tra fondo e mattone offre agli investitori più ricchi l’opportunità di diversificare Sibilla Di Palma l mattone resta uno degli asset più amati e tra i risparmiatori di fascia alta si fa strada una nuova forma di partecipazione al mercato: il crowdfunding immobiliare. A metà strada tra i fondi di investimento tradizionali e l’acquisto diretto di un immobile, questo strumento consente di finanziare progetti di sviluppo o riqualificazione con quote ridotte, aprendo l’accesso a opportunità un tempo riservate a operatori istituzionali o grandi investitori. Dopo la corsa degli anni scorsi, il settore prosegue su una linea di crescita strutturale. Secondo il Walliance Real Estate Crowdfunding Report 2024, realizzato in collaborazione con la Luiss Business School, il mercato globale ha raggiunto a fine 2024 un volume cumulato di 54,3 miliardi di euro, rispetto ai 52 miliardi dell’anno precedente. In Europa, la raccolta complessiva ha superato i 20 miliardi di euro, in aumento del 29% su base annua. Anche l’Italia rafforza la propria I posizione. Nel 2024, gli investimenti raccolti tramite le piattaforme online hanno superato i 300 milioni di euro, distribuiti su circa 230 campagne concluse con successo. Dall’avvio del settore, le operazioni complessive hanno superato quota 2 mila, mentre a luglio 2025 la raccolta cumulata ha oltrepassato gli 850 milioni di euro. Il comparto continua a espandersi a ritmi sostenuti, con una crescita del 46% nel 2024 rispetto al 2023, sostenuta da un ecosistema ormai maturo, composto da 22 piattaforme specializzate attive sul mercato nazionale. Il meccanismo di investimento è semplice. Gli investitori finanziano, tramite piattaforme online, operazioni immobiliari di breve o medio termine, ottenendo un rendimento alla conclusione del progetto. Nel modello lending, il ritorno deriva dagli interessi sul prestito concesso; in quello equity, dalla partecipazione agli utili della vendita o locazione. I tempi medi di rimborso oscillano tra 12 e 36 mesi, con rendimenti potenziali tra il 7% e il 12% annuo, a seconda del profilo di rischio e della complessità dell’intervento. La combinazione tra digitalizzazione e accesso diretto spiega l’interesse crescente degli high net worth individual, attratti dalla possibilità di diversificare il proprio portafoglio immobiliare con strumenti più flessibili di un fondo tradizionale e meno onerosi della gestione diretta. Rispetto ai fondi, il crowdfunding immobiliare offre un maggiore controllo nella selezione dei progetti e una trasparenza più immediata sull’avanzamento dei lavori e sull’impiego del capitale. I fondi immobiliari restano strumenti più strutturati e regolamentati, ma con una liquidità limitata e orizzonti temporali spesso superiori ai cinque o dieci anni. Il mattone tradizionale, dal canto suo, mantiene il vantaggio della tangibilità e della rivalutazione nel tempo, ma richiede capitali ingenti, tempi lunghi e una gestione diretta che pochi investitori sono disposti a sostenere. In Italia, il comparto dei fondi immobiliari retail non ha ancora raggiunto dimensioni comparabili a quelle dei principali Paesi europei. Costi di gestione elevati, scarsa trasparenza e tempi di disinvestimento lunghi ne hanno limitato l’appeal presso la clientela privata. Il crowdfunding, al contrario, intercetta la domanda di investimenti più agili e con ritorni più rapidi, pur a fronte di un rischio più elevato. Il principale rischio per l’investitore resta legato all’affidabilità del developer e alla capacità di rispettare tempi e budget: ritardi o insolvenze possono ridurre o azzerare i rendimenti. Per questo, la selezione della piattaforma e del progetto rimane un passaggio cruciale. Sul fronte normativo, l’introduzione del Regolamento europeo Ecsp (European Crowdfunding Service Providers) ha rafforzato la trasparenza e la tutela degli investitori, introducendo requisiti informativi e limiti di raccolta più stringenti. Tuttavia, il rischio di perdita del capitale non può essere eliminato del tutto. Per gli investitori patrimonializzati, abituati a strumenti sofisticati e monitorabili, il crowdfunding immobiliare rappresenta oggi una nuova frontiera del real estate, interessante ma da approcciare con prudenza e consapevolezza. L’assenza di correlazione con i mercati finanziari tradizionali ne accresce l’attrattiva in ottica di diversificazione, ma il profilo di liquidità resta più basso. Per i consulenti finanziari e i wealth manager si tratta di un tassello aggiuntivo nella costruzione di portafogli evoluti, dove la componente immobiliare si sposta progressivamente dal bene fisico alla logica digitale e partecipativa. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: I NUMERI LA RACCOLTA DEL CROWDFUNDING L’OPINIONE Il meccanismo è semplice. Gli investitori finanziano, tramite piattaforme online, operazioni immobiliari con un rendimento alla fine del progetto Image:• 1 1 Rispetto ai fondi, il crowdfunding immobiliare offre più controllo nella scelta dei progetti -tit_org- La terza via, il crowdfunding immobiliare -sec_org-