CORRIERE DELLA SERA ROMA
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 17/11/2025
Estratto da pag. 2
«Il centro è stato trasformato in una sorta di albergo diffuso Case sottratte ai lunghi affitti»
L'assessore Veloccia: «Serve un diverso regolamento»
«Ilcentroèstatotrasformato inunasortadialbergodiffuso Casesottratteailunghiaffitti» L’assessore Veloccia: «Serve un diverso regolamento» L’intervista Nell’attesa di una normativa nazionale che regoli il settore — e metta un freno ai b&b che stanno trasformando in «non luoghi» i centri storici del Paese, quello della Capitale in cima alla lista — il Campidoglio lavora a un Regolamento per la città. Sapendo, però, che, una volta uscita la legge del governo, delle norme comunali potrà applicare una parte, non si sa se consistente. Forse pure nulla. Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica del Comune, come rispondete all’emergenza b&b? «L’intento di Roma Capitale e dell’Amministrazione, in assenza di una norma nazionale, è quella di intervenire sul fenomeno, non per un’avversione ideologica contro chi vuole affittare una stanza del suo immobile per avere un’integrazione al proprio reddito, ma per la consapevolezza che ormai il fenomeno coinvolge decine di migliaia di appartamenti senza alcun tipo di pianificazione e regolamentazione. L’assenza di una legge che normi lo sviluppo di questo settore sta creando fenomeni negativi in molti quartieri, soprattutto quelli centrali, che si stanno trasformando in una sorta di albergo diffuso, dove i residenti sono diventati “ospiti” dei propri condomini». Con effetti negativi sull’economia, oltre che sulla vivibilità della città, ormai ridotta a dormitorio. «Infatti. In questo modo uno stock significativo di case sono sottratte dal mercato degli affitti a lungo termine. In alcune città, tra cui Roma, è dunque diventato necessario intervenire con una regolamentazione che, purtroppo, il governo nazionale ha deciso di non fare». E come volete procedere aspettando la legge, se mai il governo si deciderà a farla? «Su più fronti. Da un lato, con il lavoro intenso fatto dalla Polizia Locale, colpendo gli abusivi e chi non rispetta le normative, da quelle igienicosanitarie a quelle relative agli spazi minimi necessari. Dall’altro, tentando di regolamentare il fenomeno. Ovviamente si tratta di regolamenti che, in assenza di una norma nazionale, ogni Comune può provare ad avviare autonomamente in coerenza con le diverse normative regionali: nel Lazio le norme consentono di individuare delle regole per limitare il proliferare di tale attività, e quindi stiamo lavorando proprio a questo». Ci spiega su quali punti? «Abbiamo avviato un tavolo di lavoro, anche con la Sapienza, la nostra Avvocatura e i dipartimenti Urbanistica, Patrimonio e Turismo, per proporre un regolamento che punti a individuare alcuni parametri in grado di contingentare le nuove attivazioni di affitti brevi attraverso degli indici che stiamo studiando: dalla saturazione dei territori a valutazioni che possano consentire una rotazione di queste attività. Stiamo valutando anche un “time cap”, ossia un numero massimo di giornate d’apertura. Si tratta di un lavoro in fieri, molto delicato, che vedrà luce nei prossimi mesi». A.Arz. ---End text--- Author: A.ARZ. Heading: L’intervista Highlight: ? Nella nostra regione le norme consentono di limitare il proliferare di tali attività Image:Via Sicilia Una turista entra in un b&b. Sotto Sonder: catena di hotel diffusi (Foto Giuliano Benvegnù) -tit_org- «Il centro è stato trasformato in una sorta di albergo diffuso Case sottratte ai lunghi affitti» -sec_org-