CORRIERE DELLA SERA
Dir. Resp. Luciano Fontana
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Edizione del 16/11/2025
Estratto da pag. 5
La legge del 2003 che la Regione non applicò ROMA Sanatoria, condono, definizione agevolata. Nomi e formule cambiano ma quando si tratta di regolarizzare gli abusi edilizi lo scontro politico resta assicurato. Nelle ultime ore ad alimentare il botta e risposta tra le forze di maggioranza e l’opposizione è una vicenda legata al condono del 2003, voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi, che già in passato aveva aperto all’idea che si potessero sanare le opere edilizie in contrasto con le norme urbanistiche. Il fatto è che nel 2003 la Regione Campania, governata dal centrosinistra con Antonio Bassolino, decise di non applicare le norme previste dal condono edilizio nazionale. Una precisa scelta politica che ha generato una differenza rispetto a quanto avvenuto in altre aree del Paese, tanto che in più occasioni proprio in Campania è stato discusso di riaprire i termini di quella sanatoria. A provarci, per esempio, è stato già nel 2013 Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d’Italia e attuale viceministro degli Affari esteri, ma, soprattutto, candidato del centrodestra per la guida della Regione Campania nelle elezioni che si terrano il 23 e 24 novembre. All’epoca Cirielli, in veste di segretario di presidenza della Camera, presentò una proposta di legge per sbloccare la sanatoria. Un pallino rispolverato nelle ultime ore che ha immediatamente acceso lo scontro nella campagna elettorale per la corsa da governatore in Campania, con effetti anche sul piano politico nazionale. La miccia è l’emendamento alla legge di Bilancio, anticipato da Antonio Iannone, senatore di Fratelli d’Italia, e depositato a firma del collega di partito Domenico Matera. In sostanza, una proposta di modifica per stabilire la possibilità di riaprire i termini della sanatoria edilizia introdotta dalla legge del 2003. La motivazione di Iannone, che insieme all’incarico di governo come sottosegretario alle Infrastrutture riveste quello di commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania, è che oltre venti anni fa in virtù di quel condono alcuni cittadini hanno avuto la possibilità di accedere alla sanatoria mentre altri, pur pagando per mettersi in regola, ne sono rimasti fuori a causa dello stop imposto da Bassolino e dal centrosinistra. Se il commento di Cirielli è scontato — «Ringrazio i parlamentari campani di centrodestra che si sono battuti per correggere una stortura che, per oltre vent’anni, ha prodotto disparità evidenti tra i cittadini della Campania e quelli del resto del Paese» —, resta che l’emendamento ha innescato una tale sequenza di attacchi a livello locale e nazionale da metterne a rischio l’approvazione. E poco conta che la sanatoria escluda gli edifici costruiti in zone rosse, cioè privi di titolo abilitativo edilizio. Se nel Pd l’idea di un condono viene bollata come «voto di scambio», a restare freddi rispetto alla mossa di Fratelli d’Italia sono anche gli alleati di Forza Italia. Il vicepremier Antonio Tajani è molto cauto e intuendo che si tratta di un terreno insidioso spiega che è un tema da valutare «senza dogmatismo» e di procedere valutando «caso per caso». A tenere il punto è Matera, depositario dell’emendamento: «Si riconsegnano diritti negati ai cittadini campani, tra l’altro, per errori imputabili alla Regione amministrata dal centrosinistra», rivendica il senatore di FdI. ---End text--- Author: Andrea Ducci Heading: Highlight: ? Il contenzioso LE OPERE ABUSIVE L’emendamento di FdI riapre la possibilità di sanare le opere edilizie abusive secondo le regole del condono edilizio del 2003: sono suscettibili di sanatoria quelle realizzate in assenza o in difformità dal titolo abilitativo edilizio ma conformi alle norme urbanistiche approvate o adottate al 31 marzo 2003 solo su immobili esenti da vincoli idrogeologici e paesaggistici Image: -tit_org- La legge del 2008 che la Regione non applicò -sec_org-