GIORNALE MILANO
Dir. Resp. Alessandro Sallusti
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Edizione del 15/11/2025
Estratto da pag. 37
Il Comune: «Urbanistica ci adeguiamo al pm» - I legali del Comune: «Sul caos urbanistica ci adeguiamo ai pm»
LA MEMORIA DEI LEGALI Il Comune: «Urbanistica ci adeguiamo ai pm» LA MEMORIA Presentata nei processi I legali del Comune: «Sul caos urbanistica ci adeguiamo ai pm» L’Avvocatura: «Seguiamo le indicazioni. L’obbligo di piano attuativo va interpretato» Palazzo Marino si è adeguato ai rilievi della Procura e del sull’urbanistica, ma i legali del Comune ritengono che l’obbligo di piano attuativo per la costruzione di nuovi edifici impattanti, come le torri finite nelle inchieste, non sia un «principio inderogabile assoluto», ma debba essere interpretato. Lo scrive l’avvocatura comunale in una memoria presentata in alcuni dei processi. Cristina Bassi a pagina 5 Cristina Bassi È nell’ottica di un «bilanciamento degli interessi e di prudente amministrazione» che Palazzo Marino si è adeguato ai rilievi della Procura sull’urbanistica e ai dispositivi dei gip che hanno provveduto nei numerosi casi aperti. Tuttavia i legali del Comune ritengono che l’obbligo di piano attuativo per la costruzione di nuovi edifici impattanti, come le torri finite nelle inchieste, non sia un «principio inderogabile assoluto», ma debba essere interpretato per «garantire l’inserimento razionale dei volumi edilizi sul territorio» e tenendo inoltre conto «del contesto temporale e storico» in cui è nata la relativa norma, cioè il 1942 e poi il 1968. È la posizione dell’avvocatura di Palazzo Marino, con i legali Antonello Mandarano, Paola Cozzi e Maria Lodovica Bognetti, messa nero su bianco in una memoria - riportata da Lapresse - depositata in alcuni dei procedimenti aperti sui presunti abusi edilizi, in cui i costruttori coinvolti hanno impugnato le recenti decisioni dell’Amministrazione. Si tratta dei provvedimenti presi dal Comune per «orientare temporaneamente» gli iter edilizi nella direzione di alcune delle indicazioni dei pm che da ormai tre anni indagano su decine di progetti. In campo ipotesi di reato che vanno dall’abuso edilizio, alla lottizzazione abusiva, al falso e, nel secondo filone d’inchiesta, dalla corruzione, al traffico di influenze, fino alla tentata concussione e alla turbativa d’asta. L’obbligo di piano attuativo è al centro di molti dei fascicoli aperti dal pool guidato dall’aggiunto Tiziana Siciliano. Lo strumento (con cui chi edifica garantisce anche servizi pubblici a fronte del «carico urbanistico», cioè l’arrivo di nuovi abitanti) a Milano negli ultimi 15 anni è stato sostituito dal ricorso a titoli di edilizia diretta, come i permessi di costruire o la Scia, accompagnati da una «convenzione urbanistica» o da un «atto unilaterale d’obbligo» che secondo Palazzo Marino avrebbero svolto la stessa funzione del piano, cioè quella di «regolare l’inserimento dell’edificio» in un quartiere. I legali del Comune ritengono in sostanza che l’obbligo di pianificazione di dettaglio dovrebbe tener conto dei «mutamenti intervenuti» sia «nell’assetto urbanistico delle città» sia della «disciplina normativa» più recente, diventata oggetto di «legislazione concorrente» ad esempio in capo alla Regione. E ieri sul caos urbanistica è intervenuto il governatore, Attilio Fontana: «Credo che sia fondamentale trovare una soluzione», ha dichiarato, a proposito dell’eventualità di intervenire con una legge nazionale. «Il governo era già intervenuto, poi altri hanno detto di fermarsi... C’è un problema e bisogna avere il coraggio di affrontarlo. Non si può speculare anche in questo caso. La sinistra cerca di speculare su tutto quello che succede nel nostro Paese. Una volta tanto dovrebbero pensare al bene della comunità e dei cittadini coinvolti in questo pasticcio e lasciare perdere il tentativo di strappare consensi». Ancora: «Se si andranno a sequestrare tutti i cantieri realizzati con quel tipo di procedura, arriveremo a coinvolgere più di 12mila famiglie, una cosa inaccettabile. Milano e la Lombardia hanno bisogno di andare avanti e hanno bisogno di continuare quello sviluppo fondato anche sull’edilizia». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Fontana: «Bisogna avere il coraggio di trovare una soluzione. Se si sequestrano altri cantieri, la situazione diventa inaccettabile» Image: -tit_org- Il Comune: «Urbanistica ci adeguiamo al pm» I legali del Comune: «Sul caos urbanistica ci adeguiamo ai pm» -sec_org-