SOLE 24 ORE INSERTI
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 15/11/2025
Estratto da pag. 6
In Italia gap di protezione ancora alle stelle prevenzione dei rischi U n Paese imprevidente che si trova al centro di cambiamenti epocali che rischiano di travolgerlo. Questa è la fotografia dell’Italia. Sono molte le minacce: il clima, il dissesto idrogeologico e la crisi demografica solo per citarne alcune. gli ormai ricorrenti disastri causati dal maltempo lungo la Penisola mostrano ogni volta dal vivo quello che le statistiche, fino a ora ben conosciute solo agli addetti ai lavori, evidenziavano: il nostro Paese è uno di quelli meno assicurati. In Italia nel 2024 il settore assicurativo rappresenta poco meno del 7% del prodotto interno lordo (Pil) , con i premi del ramo Vita che contribuiscono maggiormente rispetto al ramo danni, ossia alle polizze di protezione di beni e persone. Il Belpaese è al nono posto nella classifica Ocse per l’importanza dei premi vita rispetto al Pil, ma è solo al 23° per i premi danni dove si ferma all’1,9%: livelli simili al Brasile e all’Argentina e sensibilmente inferiori rispetto alla Francia e alla Germania. In Italia su un patrimonio immobiliare (di privati e imprese) di ottomila miliardi di euro, la quota assicurata conto le catastrofi è pari al 6 per cento. Le cose dovrebbero migliorare ora che è entrato in vigore l’obbligo di assicurazione dalle catastrofi naturali che per ora è limitato alle imprese chiamate a munirsi di polizza a protezione di immobili e beni aziendali. Alla base della sottoassicurazione c’è un mix di fattori: l’assistenzialismo statale (sia nelle catastrofi sia a livello previdenziale), la scarsa fiducia che gli utenti hanno nel settore assicurativo, oltre alla mancanza di cultura assicurativa che caratterizza il nostro Paese. Non a caso gli italiani sono fanalini di coda anche nella classifica sulle competenze di educazione finanziaria. Lo conferma una rilevazione Ivass effettuata sulle conoscenze assicurative degli italiani: circa il 60% degli intervistati affermava di conoscere bene concetti come premio, franchigia e massimale ma poi solo il 13,9% del panel è stato in grado di rispondere correttamente alle domande attinenti alla conoscenza reale di termini assicurativi un po’ ostici. Solo per fare un esempio di questa incompetenza, ben un quarto del campione pensava che per “premio” si intendesse l’indennizzo per gli assicurati e non la somma da pagare alla compagnia per ottenere la copertura assicurativa. Sono oscuri ai più anche termini quali franchigia, scoperto, carenza e esclusione. Avere una cultura assicurativa ci permette di tutelare noi stessi. Chiunque si avvicini a un contratto deve avere chiaro quali rischi è disposto a correre direttamente e quali vuole trasferire a una compagnia assicurativa. Deve capire quali sono i diritti e i doveri che scaturiscono dal contratto stesso e valutare se tutto questo risponde al meglio alle sue esigenze di protezione. Un compito indubbiamente difficile visti i documenti contrattuali assicurativi che, seppure in via di semplificazione, restano molto specialistici in un Paese dove circa il 37% degli adulti (tra i 25 e i 64 anni) comprende solo testi brevi e scritti con un vocabolario semplice. Educazione assicurativa Su questi gap però si può lavorare con iniziative di cultura assicurativa a favore dei consumatori, rendendoli più consapevoli. L’Ivass, Authority di vigilanza del settore assicurativo, ha realizzato diverse iniziative non solo teoriche ma anche smart, mettendo per esempio online una decina di podcast intitolati “Te l’assicuro” che spiegano le caratteristiche delle polizze e rispondono ai dubbi più comuni degli utenti. Restano disponibili gratuitamente su tutte le principali piattaforme e sul canale youtube dell’Authotity di vigilanza. Il lavoro è lungo ma è certo è che bisogna cominciare nelle scuole a diffondere il concetto di rischio e di strumenti per gestirlo. va in questo senso l’emanazione del decreto Capitali (legge 5 marzo 2024 n. 21), che ha introdotto l’educazione finanziaria, inclusa quella assicurativa, nel programma scolastico dell’educazione civica, sono state integrate e rafforzate le iniziative di formazione dei docenti per prepararli alle nuove sfide su una materia tecnica come quella assicurativa. che sta realizzando dei progetti anche nelle scuole dei tre ordini: con quaderni didattici, guide docenti e programmi di formazione per gli insegnanti. Pensato per gli studenti è anche l’evento itinerante “Assicurati il futuro: Ivass Roadshow”dedicato a scuole medie secondarie superiori per avvicinare i giovani al mondo delle assicurazioni. In una lezione interattiva, gli studenti vengono accompagnati da esperti dell’Ivass in un percorso che prevede un test per ragionare sulla propria propensione al rischio, una spiegazione sui temi fondamentali delle assicurazioni e la verifica dell’apprendimento attraverso la somministrazione di un quiz interattivo. La giornata si chiude con la premiazione dei primi tre classificati per punteggio e rapidità nelle risposte. Servono anche prodotti più efficienti e regole più trasparenti. Su questo punto si sta facendo più efficace l’azione dell’Eiopa e dell’Ivass che hanno messo a punto una cornice di regole per rendere più utili gli strumenti assicurativi in modo che ci sia un valore evidente per gli assicurati (value for money). Necessaria poi la semplificazione contrattuale. Dall’analisi periodica Ivass condotta sui contratti assicurativi emerge un lieve miglioramento ma «risulta in ogni caso necessario continuare a lavorare per sistematizzare gli interventi rendendoli uniformi su tutto il contratto in modo che la struttura sia funzionale alla presentazione progressiva dei contenuti con l’uso di un linguaggio chiaro e comprensibile», come spiega l’Authority che spiega «senza voler snaturare la sua funzione, il contratto può comunque essere considerato un veicolo per sensibilizzare il cliente sugli obblighi e migliorare la consapevolezza del contenuto delle singole garanzie» . un ruolo importante nella diffusione dei prodotti assicurativi lo potrebbe anche giocare l’innovazione tecnologica e in particolare l’intelligenza artificiale. Una novità con la quale il settore assicurativo potrà risolvere importanti problemi, in ambito health, riuscendo, ad esempio, a innovare le modalità di assistenza continuativa delle tante persone che ne hanno sempre maggiore necessità. Il settore assicurativo è chiamato a svolgere anche un ruolo importante sul fronte sanitario e assistenziale in particolare nelle soluzioni per la non autosufficenza. L’allungamento della vita, l’aumento delle cronicità sono un fardello sui conti pubblici che potrebbero non reggere l’urto tenuto conto del fenomeno delle culle vuote. Siamo il secondo Paese al mondo dopo il Giappone per quota di ultrasessantacinquenni eppure la raccolta delle polizze che coprono la non autosufficienza è circa lo 0,2% dei premi Vita. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Federica Pezzatti Heading: prevenzione dei rischi Highlight: le cause Alla base della sotto assicurazione c’è un mix di fattori: l’assistenzialismo statale, la scarsa fiducia degli utenti verso le compagnie e la mancanza di cultura assicurativa La diffusione delle polizze in Italia e nel resto del mondo RAPPORTO TRA I PREMI E IL PIL Dati in % VITA Usa 12 11,9 9,3 DANNI Corea del Sud Regno Unito 11 9,7 6 2,6 8 7,1 4 0 Giappone Francia 8,9 8,7 2,1 3,2 6,8 5 Canada 8 4,7 5,5 ITALIA Germania 6,9 2,1 4,8 3,3 2,6 Cina 5,5 3,4 3,9 1,8 India 3,8 1 2,8 2,1 2,1 Corea Giappone Germania ITALIA del Sud Cina India 470 88 PREMI PER ABITANTE Dati in euro VITA Usa 9k DANNI Regno Unito Canada Francia 3.946 3.576 8.915 6.940 6k 4.401 1.197 3k 3.205 0 1.975 Fonte: Ania 2.319 1.627 1.327 2.248 3.332 1.820 1.512 2.717 641 2.076 2.691 1.668 1.023 2.505 768 1.737 216 253 23 65 Image:in portafoglio più rischi che coperture -tit_org- In Italia gap di protezione ancora alle stelle -sec_org-