FATTO QUOTIDIANO
Dir. Resp. Marco Travaglio
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Edizione del 15/11/2025
Estratto da pag. 4
Si vota in Campania: Fdl riapre il condono edilizio - Fdl resuscita il condono edilizio a 10 giorni dal voto in Campania
SANATORIA DI SCAMBIO EMENDAMENTO PER RIESUMARE QUELLA DI B. DEL 2003 Si vota in Campania: FdI riapre il condono edilizio UN ESERCITO DI ABUSIVI NELLA REGIONE IL COLPO DI SPUGNA INTERESSA UNA BELLA FETTA DI ELETTORI q PALOMBI A PAG. 4 - 5 FdI resuscita il condono edilizio a 10 giorni dal voto in Campania LA PROPOSTA Riaprire i termini di quello di B. del 2003: in Regione interessate decine di migliaia di famiglie, un bella fetta di elettorato P er il centrodestra è una sorta di tradizione: quando si vota in Campania qualcuno deve proporre il condono edilizio. Un tempo lo faceva direttamente Silvio Berlusconi, promotore del secondo e terzo condono della storia repubblicana (il primo fu di Bettino Craxi), quelli del 1994 e del 2003. A questo giro, assente giustificato il fondatore di Forza Italia, ci hanno pensato i Fratelli d’Italia di Napoli e dintorni, peraltro resuscitando proprio il condono del 2003: a dieci giorni dalle Regionali in Campania (e Puglia), un emendamento alla manovra in discussione al Senato intende riaprire i termini dopo oltre vent’anni. Ieri sera, sia detto en passant, Giorgia Meloni ha tenuto un comizio elettorale a Napoli: del condono non ha parlato, ma certi silenzi valgono come mille parole. PUÒ SEMBRARE un’operazione dal sapore troppo smaccatamente elettoralistico, eppure storicamente ha funzionato: in Campania, la regione più “abusivista” d’Italia, a sperare in un nuovo-vecchio condono sono decine di migliaia di famiglie, una base elettorale non disprezzabile. Di che parliamo? Ce lo facciamo spiegare da un post sui social del senatore di FdI Antonio Iannone da Torre del Greco: “Riapriamo i termini della sanatoria edilizia prevista dalla legge del 2003. In virtù di quella legge ci sono state persone che hanno avuto la possibilità di accedere alla sanatoria ed altri invece che pure pagando ne sono rimasti fuori per errore della Regione Campania, allora amministrata dal centro sinistra, nel recepimento della norma nazionale. Chiaramente parliamo di edifici non realizzati in zone rosse”. La riapertura dei termini varrà per tutta Italia, dice FdI, ma il focus è sulla Campania per motivi semplici: la storia di quel condono, i tempi e i numeri degli abusivi. Nel 2003, infatti, l’allora presidente Antonio Bassolino provò a opporsi all’applicazione della legge berlusconiana, ma la norma regionale venne bocciata dalla Consulta l’anno dopo. A quel punto la Regione si adeguò, riscrivendo la norma e riaprendo i termini del condono fino al dicembre 2024 (il contenzioso costituzionale continuò un altro paio d’anni). Ora – è la tesi – il poco tempo concesso e l’incertezza normativa impedirono ai campani di mettersi a posto. La realtà è che molte domande nel 2003 furono bocciate perché irricevibili sia per la normativa nazionale sia per quella regionale, che ovviamente già escludeva le “zone rosse”. Bocciate, badate bene, nonostante quello del 2003 fosse proprio un condono, capace di rendere legittime situazioni illecite, mentre la sanatoria, cui pudicamente si riferiscono i meloniani, può intervenire solo su questioni puramente formali. In buona sostanza la riapertura dei termini del condono produrrà poco quanto alla sanabilità degli abusi, ma servirà a molto altro. La Campania – e non solo lei – ha ancora domande inevase del condono del 1985 e decine di migliaia del 2003-3004: se questo emendamento sarà approvato se ne aggiungeranno altre migliaia, magari pure da chi ha avuto richieste bocciate in passato. La domanda di condono è già una manna di per sé: può bloccare le procedure di demolizione, in certi casi facilitare persino la vendita dell’immobile abusivo. In sostanza regala tempo agli abusivi vecchi e incita quelli nuovi. Non esiste purtroppo un database pubblico sul fenomeno, ma le case abusive ante-2003 in Campania sono decine di migliaia, solo quelle che hanno un’ordinanza di demolizione 70-80 mila (poi ci sono gli speranzosi che l’abuso l’hanno fatto dopo): solo dal 2004 al 2022, secondo un censimento molto parziale di Legambiente, in Regione è stato deliberato l’abbattimento di 23.635 immobili abusivi, ma le demolizioni eseguite sono state solo 3.107. Molto parziale perché solo il 20% dei Comuni ha risposto al questionario dell’associazione. Eccolo l’esercito elettorale degli abusivisti a cui guarda FdI in una Regione in cui il loro candidato (Edmondo Cirielli) è indietro, ma - a differenza che in Puglia - ancora in gioco. Peraltro è un emendamento a costo zero: quando si apriranno le urne non lo avranno ancora votato neanche in commissione. ---End text--- Author: Marco Palombi Heading: Highlight: Image:Ci risiamo Meloni (ieri a Napoli per la chiusura della campagna) e il candidato Edmondo Cirielli LAPRESSE -tit_org- Si vota in Campania: Fdl riapre il condono edilizio Fdl resuscita il condono edilizio a 10 giorni dal voto in Campania -sec_org-