MILANO FINANZA
Dir. Resp. Roberto Sommella
Tiratura: 41844 - Diffusione: 32890 - Lettori: 242000
Edizione del 15/11/2025
Estratto da pag. 21
Dannie benefici del boom delle locazioni brevi
Danni e benefici del boom delle locazioni brevi N on ci voleva la Banca d’Italia per scoprire che Roma è una città completamente congestionata. Ma che lo dicano anche loro è un conforto ulteriore. Nelle zone del centro storico della capitale, il cui tessuto sociale appare ormai snaturato, la densità umana supera ormai regolarmente le 21 mila persone per chilometro quadrato. Lo dice uno studio sull’economia regionale pubblicato da Bankitalia lo scorso anno, quindi prima dell’inizio del Giubileo del 2025. Fondamentale per spingere l’affollamento delle aree centrali a un livello superiore di oltre dieci volte a quello delle altre parti della città è, com’è logico, l’offensiva del turismo. Favorita, documentano gli esperti della Banca d’Italia, anche dal fenomeno degli affitti brevi. Più della metà dei posti letto disponibili per i turisti sono in bed & breakfast e alloggi privati, mentre le presenze nelle strutture extra-alberghiere sono raddoppiate fra il 2013 e il 2024. Inevitabile che questa pressione sul mercato immobiliare, con le prospettive di guadagni decisamente più rilevanti rispetto alle tradizionali locazioni, abbia anche fatto salire i prezzi. Sempre la Banca d’Italia in un precedente studio datato 2019 già lo metteva in evidenza. Segnalando che «i canoni d’affitto potrebbero risentire della recente diffusione dei cosiddetti affitti brevi, che possono comportare una riduzione dell’offerta nel mercato della locazione di lungo periodo». L’autore di queste osservazioni non sapeva che la stessa Banca d’Italia avrebbe presto dato un contributo piccolo, per quanto simbolicamente assai significativo. Da tre anni circa la Sidief, che gestisce gli immobili della banca centrale, ha un accordo con una società spagnola specializzata negli affitti turistici brevi. Si chiama Be Mate e nel suo sito pubblicizza, per esempio, appartamenti-vacanze in via della Chiesa Nuova al civico 18. È il palazzo della Banca d’Italia dove alloggiava all’epoca del secondo governo di Romano Prodi l’ex vicedirettore della Banca d’Italia, allora ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. La società che gestisce le case di proprietà della banca centrale è autonoma e persegue finalità economiche, d’accordo. Ma ai vertici della Banca d’Italia non possono sfuggire le implicazioni di una simile iniziativa. Tanto più alla luce di quello che gli stessi esperti dell’istituto hanno più volte sottolineato. Va ricordato che nel 2018 in un convegno organizzato dalla stessa società di Bankitalia l’allora presidente Mario Breglia aveva già lanciato l’allarme sull’impatto che gli affitti brevi avrebbero avuto sui prezzi degli affitti. Anche per le categorie sociali meno agiate, considerando che il fenomeno delle abitazioni riconvertite in alloggi turistici stava già interessando zone non esattamente centrali. Non manca ovviamente chi ne vede un riflesso positivo, come la ministra del Turismo Daniela Garnero Santanchè. Pochi giorni fa ha difeso il sistema degli affitti brevi affermando che «se non ci fossero gli affitti brevi tanti turisti non potrebbero andare a visitare i nostri borghi, le isole minori, le aree interne, perché non ci sono gli alMatteo berghi». Senza però preSarzana cisare, come avrebbe po- Airbnb Italia tuto, che la stragrande maggioranza degli alloggi adibiti ad affitti brevi non è nei borghi, nelle isole minori e nelle cosiddette aree interne. Bensì nelle grandi e congestionate città d’arte. Esistono dati che dimostrano che a fronte di ben mezzo milione di abitazioni reperibili nelle piattaforme, con un numero di camere che quindi già è almeno paragonabile a quello della ricettività alberghiera (1,2 milioni), gli annunci online sono stati nel 2024 oltre 754 mila. Con canoni settimanali che possono arrivare nel Nord Itala a 2.800 euro per un appartamento da quattro persone. Cifre che spiegano le ragioni della battaglia che infuria sulla proposta avanzata nella manovra finanziaria di portare la cedolare secca su quel genere di locazioni dall’attuale 21 al 26%. Passino le proteste dei proprietari e dei soggetti che traggono enormi profitti da quell’attività. Matteo Sarzana, country manager di Airbnb, ovvero la multinazionale che gestisce la principale piattaforma degli affitti brevi online, si è spinto a criticare la cosa perché a suo dire potrebbe incentivare il nero determinando le condizioni per un danno erariale. Trovando d’accordo, incredibilmente, perfino la Corte dei Conti. I giudici contabili hanno stigmatizzato una norma che semplicemente equipara il trattamento fiscale degli affitti brevi a quello delle rendite finanziarie, sostenendo che l’aumento dell’imposta potrebbe incentivare l’evasione fiscale. Quando già stanno a dimostrare che gli evasori non si fanno scoraggiare neppure con l’applicazione di una tassa modesta qual è quella vigente ora. Certo non è solo per effetto del nero nel settore degli affitti brevi, ma anche questa è indiscutibilmente una falla che dà una bella mano all’evasione. L’ultima relazione del ministero dell’Economia afferma che la stima delle imposte (e delle contribuzioni previdenziali) non pagate, che aveva registrato negli ultimi anni una lieve flessione grazie a interventi come la fatturazione elettronica, è tornata a superare 100 miliardi l’anno. Ci pensi bene chi è già pronto in Parlamento a farsi commuovere dalle lamentele di chi senza versare una goccia di sudore paga meno tasse di quanti sgobbano tutto il giorno per i salari più bassi d’Europa. (riproduzione riservata) ---End text--- Author: Sergio Rizzo Heading: Highlight: Image:Matteo Sarzana Airbnb Italia -tit_org- Dannie benefici del boom delle locazioni brevi -sec_org-