MANIFESTO
Dir. Resp. Andrea Fabozzi
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Edizione del 15/11/2025
Estratto da pag. 4
Un condono «elettorale» in manovra - Una sanatoria in manovra pensando alle regionali
FDI PROPONE DI RIAPRIRE I TERMINI PER UNA SANATORIA EDILIZIA DEL 2003 INDIRIZZATA ALLA CAMPANIA Un condono «elettorale» in manovra Una sanatoria in manovra pensando alle regionali FdI ripropone un condono di epoca berlusconiana con un occhio rivolto alla Campania II Solo la maggioranza ha presentato alla commissione Bilancio del Senato circa 1.600 emendamenti al testo della manovra 2026 approntato dal governo: Forza Italia 677, Fratelli d’Italia circa 500, Lega 399, Noi Moderati 62. Le richieste di modifica sono state definite «nella norma», ma mostrano una maggioranza tutt’altro che omogenea sul testo della manovra. Le opposizioni - dal Pd al M5S, passando per Avs e Iv - sono state in grado di sottoscrivere in maniera unitaria almeno 16 emendamenti. Ma a saltare all’occhio è soprattutto una proposta di modifica avanzata da Fratelli d’Italia, il partito della premier, che intenderebbe riaprire i termini della sanatoria edilizia di epoca berlusconiana (del 2003) rivolta soprattutto alla Campania chiamata al voto. CICCARELLI A PAGINA 4 II Non è più il tempo di una manovra “zero-emendamenti”. Tre anni fa era stata Giorgia Meloni in persona a pretendere dalle fameliche legioni dei suoi parlamentari di non presentare alcuna richiesta di modifica alla legge di bilancio. Oggi non è più così. Solo la maggioranza ha presentato alla commissione Bilancio del Senato circa 1600 emendamenti al testo della manovra 2026 approntato dal governo: Forza Italia 677, Fratelli d’Italia circa 500, Lega 399, Noi Moderati 62. Le richieste di modifica sono state definite «nella norma», ma mostrano una maggioranza tutt’altro che omogenea sul testo della manovra. QUELLI DELLA MAGGIORANZA sono gli emendamenti che hanno più speranza di essere “segnalati” (400 su 5.742) entro il 18 novembre e infine di essere adottati. Tra questi ieri sono stati i Fratelli d’Italia di Meloni ad avere conquistato il posto d’onore nella corsa alla diligenza. Il partito della premier intenderebbe riaprire i termini della sanatoria edilizia del 2003, in particolare in Campania. A esplicitare gli evidenti interessi elettorali, legati al voto di fine mese per le regionali, ci ha pensato il sottosegretario alle Infrastrutture Antonio Iannone che ha parlato di un intervento «per sanare migliaia di persone ingiustamente escluse», attribuendo la responsabilità al mancato recepimento della norma nazionale da parte della regione all'epoca di centrosinistra. Fratelli d’Italia sostiene che la norma riguarderebbe tutto il paese. Ma, al tempo del terzo condono introdotto dal governo Berlusconi nel 2003 (specialità della casa, si direbbe) furono numerose le esclusioni di chi, pur avendo pagato, è rimasto escluso «per errore della regione», quella campana in particolare, allora guidata dal centrosinistra con Antonio Bassolino. Le somme pagate non sarebbero state restituite perché al tempo non è stato previsto un rimborso automatico. L’istanza andava presentata alla Direzione dei servizi del Tesoro. L’iter complesso scoraggiò l’adesione. Oggi la destra pensa di aggiornare gli abusi da sanare: le opere di ristrutturazione edilizia, di restauro e risanamento conservativo. L’emendamento prevede che le regioni, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra e quindi entro i primi di marzo, adottino una legge ad hoc per definire le condizioni e i modi per l’ammissibilità alla sanatoria. «La riapertura non riguarderà le costruzioni che si trovano in aree rosse né chi ha costruito senza avere titolo abitativo valido - ha commentato il deputato di Fratelli d’Italia Saverio Congedo - Come sempre dimostriamo di essere dalla parte dei cittadini con equilibrio e responsabilità». «QUELLO DI IANNONE è un atto irresponsabile e criminogeno ha detto Angelo Bonelli deputato di Alleanza verdi e sinistra Durante la campagna elettorale siamo di fronte a un vero e proprio voto di scambio, inaccettabile in un paese civile. Il condono del 2003 consentiva la sanatoria perfino di immobili realizzati in aree sottoposte a vincolo ambientale». «Siamo curiosi di sapere cosa ne pensa Giorgia Meloni: ritiene che sia un emendamento consono alla sua "rigorosa" Manovra?», si è chiesto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia ieri a Napoli per un’iniziativa elettorale. A parlare di «voto di scambio» è stato ieri anche il senatore campano M5s Luigi Nave. LE MODIFICHE ALLA LEGGE di bilancio proposte dalla maggioranza riguardano anche gli «affitti brevi» che hanno tenuto banco nelle ultime settimane. Forza Italia e Lega hanno chiesto di cancellare l’aumento della cedolare secca al 26%. C’è la proposta di Forza Italia sull’eliminazione della tassa sui dividendi ma si parla anche di abbassare dal 10% al 5% la soglia di partecipazione qualificata o fissare un tetto a 1,2 milioni. La nuova entrata è la «tassa sull’oro». Il governo raschia il fondo del barile e potrebbe trovare qualche risorsa dalla rivalutazione straordinaria dell’oro da investimento al 12,5% (anziché 26%). Potenziale gettito: fino a 2 miliardi. Per rifinanziare una sanità che resta al di sotto del fabbisogno, oppure allentare la pressione fiscale che sotto Meloni ha raggiunto nuovi record, la Lega ha inoltre proposto di cedere le quote italiane del Mes (non ratificato) e liberare fino a 15 miliardi. GLI EMENDAMENTI delle opposizioni sono stati poco meno di 3.900. Il gruppo più attivo è stato quello dei Cinque Stelle con 1.671. I partiti del campo più largo Pd, M5S, Avs, Italia Viva e, nel passaggio alla Camera, +Europa hanno inoltre presentato in maniera congiunta 16 emendamenti-bandiera sui meccanismi anti-inflazione per recuperare il potere di acquisto dei salari; sul salario minimo e il ripristino dei requisiti pensionistici come «Opzione Donna»; sui fondi alla sanità e l’estensione della «no tax area» a 15 mila euro; l’aumento a 60 mila euro di reddito per l’aliquota Irpef che è stata tagliata dal 25% al 33% dal governo che non ha però trovato i fondi per estendere la platea e distribuire briciole. ---End text--- Author: ROBERTO CICCARELLI Heading: Highlight: Bonelli: «In piena campagna elettorale siamo di fronte a un voto di scambio» 6mila Sono, per l’esattezza, 5742 gli emendamenti depositati sulla legge di bilancio da tutte le forze politiche, sia d’opposizione che di maggioranza (oltre 1600) 16 Sono gli emendamenti unitari sottoscritti da tutte le forze del campo largo: dal Pd al M5S, passando per Avs, Italia viva e persno +Europa 2,2mld La cifra che il governo spera di incassare dalla nuova trovata inserita in manovra non sapendo più come raschiare il fondo del barile: la tassa sull’oro Image: -tit_org- Un condono «elettorale» in manovra Una sanatoria in manovra pensando alle regionali -sec_org-