ITALIA OGGI
Dir. Resp. Pierluigi Magnaschi
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Edizione del 15/11/2025
Estratto da pag. 27
Il ministro Foti all’assemblea Anci di Bologna: richieste solo per 400 mln (1,5% del totale) Piano casa, regioni in ritardo Poche hanno aderito alla riprogrammazione dei fondi Ue Pagina a cura DI FRANCESCO CERISANO* egioni in ritardo nella riprogrammazione dei fondi di coesione 2021-2027 che potrebbero finanziare importanti risorse per il Piano casa chiesto a gran voce dai comuni. Ad oggi infatti solo una manciata di regioni ha aderito all’ipotesi messa in campo dalla Commissione europea che prevede di realizzare alloggi a prezzi calmierati grazie alla rimodulazione dei fondi Ue. Una chance, su base volontaria, che permette di finanziare, con le risorse non programmate, cinque nuove priorità di investimento (energia, acqua, competitività, difesa e, appunto, casa). R Sono pervenute al ministero guidato da Tommaso Foti richieste di rimodulazione pari a soli 400 milioni (l’1,5% del totale). Un dato piuttosto deludente che, letto assieme a quello secondo cui le regioni hanno programmato solo il 32% delle risorse Ue 2021-2027 con una spesa media intorno al 6%, dà la misura di una generale ritrosia dei governatori nel cogliere un’opportunità che invece dovrebbero sfruttare a vantaggio dei cittadini. E’ lo stesso Foti, intervenendo alla 42esima Assemblea Anci conclusasi ieri a Bologna, a sollecitare i sindaci, per i quali l’housing sociale e lavorativo è diventato una vera emergenza nazionale, nel fare opera di moral suasion verso i governatori. “Non vorrei che dietro questa ritrosia ci sia il motivo che poi questi fondi vanno decentrati a terzi perché le regioni non possono essere soggetti attuatori di tutti gli interventi”, ha ammesso Foti che ha descritto una situazione piuttosto paradossale. “Le regioni da un lato non accedono alla risorse della riprogrammazione sull’housing sociale e dall’altro mi chiedono una proroga sul Fondo di sviluppo e coesione sottoscritto nel 2023. Le due cose non possono funzionare insieme. Se si vuole una si devono fare passi avanti anche sull’altra”. Pnrr. Nel suo intervento all’Anci, Foti ha fatto il punto sull’attuazione del Pnrr che ha visto i comuni protagonisti nell’attuazione del Piano con 24 miliardi di fondi assegnati e oltre 65 mila progetti avviati. Anche se, come ha ammesso il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, tra tante luci non mancano le ombre. “Se tantissimi comuni hanno realizzato progetti utili, visibili e con impatti concreti, altri hanno dovuto faticare di più e in alcuni casi sono stati costretti a presentare interventi forse meno coerenti con le proprie prospettive di sviluppo ed è giusto riconoscerlo con onestà”, ha spiegato il numero uno del Mef. Non solo. Ci sono ancora 800 progetti in fase di pre-secuzione e 2200 interventi che pur avendo un codice CUP non sono allineati sulla piattaforma Regis. “Su questo dobbiamo trovare una soluzione”, ha auspicato Foti rivolgendosi al presidente Anci Gaetano Manfredi perché “si tratta di risorse non ingenti ma comunque significative”. In quest’ottica Foti ha richiamato i sindaci, in vista della scadenza del 30 giugno 2026 (“su cui non ci sono possibilità di proroga”) a concentrarsi sul Pnrr lasciando per il momento da parte i progetti finanziati dal Piano nazionale complementare per il quale c’è più tempo. E per aiutare gli enti nell’attività di rendicontazione sono in arrivo nuovi modelli semplificati che il ministero di Tommaso Foti sottoporrà presto all’attenzione di Anci, Upi e regioni. *da Bologna ---End text--- Author: FRANCESCO CERISANO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Piano casa, regioni in ritardo -sec_org-