SOLE 24 ORE
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 15/11/2025
Estratto da pag. 3
Fondo garanzia Pmi, proroga in vista - Manovra, sul tavolo Fondo garanzia nel 2026 e 100 milioni per l`ex Ilva
Fondo garanzia Pmi, proroga in vista Dai dividendi all’ex Ilva, dalla rottamazione agli affitti: valanga di richieste Per le piccole e medie imprese coperture previste anche nel 2026 Legge di Bilancio Manovra, sul tavolo Fondo garanzia nel 2026 e 100 milioni per l’ex Ilva Legge di bilancio. Il governo stringe su proroga per le Pmi e decarbonizzazione a Taranto. Spunta un condono edilizio. La Lega punta ad allargare la rottamazione Sempre più vicina la proroga per il 2026 del Fondo di garanzia per le Pmi. Il ministero per le Imprese e il made in Italy ha trasmesso al ministero dell’Economia un emendamento da inserire nel disegno di legge di Bilancio che dovrebbe arrivare in porto e confermare per un anno le attuali regole. Ma dai dividendi all’ex Ilva, dalla rottamazione agli affitti alle banche ieri è arrivata alla commissione Bilancio del Senato una valanga di 5.742 emendamenti. Fotina e Mobili —a pag. 3 Marco Mobili ROMA È sempre più vicina la proroga per il 2026 dell’attuale assetto del Fondo di garanzia per le Pmi. Il ministero per le Imprese e il made in Italy ha trasmesso al ministero dell’Economia un emendamento da inserire nel disegno di legge di bilancio. La proposta, sulla quale da alcune settimane è in corso un lavoro diplomatico del sottosegretario al Mimit Massimo Bitonci, ricalca le attuali percentuali di copertura: garanzie al 50% su finanziamenti bancari per operazioni di liquidità e all’80% per investimenti, start-up e operazioni di importo ridotto. Dello stesso tenore sono diversi emendamenti presentati sia dai partiti di maggioranza che da quelli dell’opposizione, parte della valanga di 5.742 correttivi presentati in commissione Bilancio del Senato. Di questi ne sopravviveranno solo 414 da portare al voto con la “segnalazione” delle forze politiche attesa per martedì 18 novembre. Per il Fondo di garanzia in pratica sul tavolo c’è lo stesso schema che era stato introdotto in via provvisoria nel 2024, compreso il tetto per impresa beneficiaria fissato a 5 milioni di euro. Non è stato ancora sciolto, invece, il nodo sui contributi che il Mef vorrebbe far scattare a carico celle banche che fanno un uso massiccio delle garanzie. Nel frattempo il governo lavora anche su altri fronti. C’è sul tavolo una dote da 100 milioni per l’ex Ilva, legata al processo di decarbonizzazione. Verrebbe così recuperato parte del taglio da 280 milioni effettuato sul budget del Mase. E all’esame del Tesoro è arrivata poi la proroga del credito d’imposta per l’ideazione estetica, funzionale a coprire le spese per i campionari sostenute dalle imprese della moda. Per lo stesso settore si va poi verso il recupero dell’emendamento che il Mimit puntava inizialmente a inserire nella legge concorrenza, per limitare l’“ultra fast fashion” delle piattaforme online cinesi sottoponendole agli stessi obblighi ambientali delle imprese europee. Anche diversi emendamenti parlamentari guardano al settore moda, Forza Italia propone ad esempio un credito d’imposta del 30% legato alle spese energetiche. Dallo stesso partito arriva anche la soppressione dell’aumento della tassazione sui dividendi con tanto di possibili coperture: Gasparri, presidente degli azzurri al Senato, punta alla rivalutazione del costo di acquisto dell’oro (si veda il servizio in pagina), il patron della Lazio, Lotito, pesca tra le pieghe del bilancio tagliando fondi già stanziati o utilizzando residui di spesa. Per restare in tema di imprese, va segnalato anche il correttivo targato FI che esclude dall’aumento dell’aliquota Irap (dal 4,65% al 6,65%) le holding industriali. Sull’aumento dell’Irap per banche e assicurazioni piomba anche la Lega che con un suo emendamento propone di aumentare il prelievo sulle banche di ben 4 punti percentuali (dal 4,65% all’8,65% per gli istituti di credito e dal 5,90% al 9,90% per le assicurazioni). Le nuove risorse sarebbero destinate al ministero dell’Interno per l’ordine pubblico, la sicurezza e il contrasto al crimine. In particolare, al Viminale andrebbero 1,15 miliardi aggiuntivi nel 2026 e 1,13 miliardi annui per il 2027 e per il 2028. La Lega non va solo contro le banche ma rilancia sulla nuova rottamazione a trazione ridotta anche se il vertice di maggioranza di martedì scorso aveva chiuso ad ogni tipo di modifica. Dal Carroccio ne arrivano due di emendamenti: uno apre l’accesso alla rottamazione anche a chi ha una cartella frutto di accertamento. L’altro correttivo, con qualche chance in più di farcela almeno per Gusmeroli che ha lavorato al correttivo, recupera i decaduti dalla rottamazione quater che hanno ricevuto un accertamento, riduce dal 4 al 2% il tasso di interesse applicato alle 54 rate spalmate su nove anni, estende la decadenza da due rate non pagate anche alla rottamazione quater e, sulla quinquies, cancella la decadenza se non si paga più l’ultima rata dono nove anni di regolari versamenti. La voglia di condono travolge anche Fratelli d’Italia che chiede di riaprire il condono edilizio del lontano 2003. La misura riguarda tutta Italia ma nei fatti è stata pensata in particolare per la Campania, che all’epoca sotto la guida di Bassolino non aderì. L’intenzione è dichiarata esplicitamente da FdI e vale però l’accusa da parte dell’opposizione di voler «comprare voti» in vista delle regionali di fine novembre. Ma per Iannone (Fdi) «migliaia» di case potranno essere «salvate dall’abbattimento». Non sarà comunque possibile sanare immobili ubicati nella zona rossa. Altro tema che infiamma la maggioranza sono gli affitti. Lupi ha confermato l’idea di Noi Moderati di voler ridurre la cedolare per le locazioni a lungo termine dal 21% al 15%. Mentre la Lega vuole cancellare del tutto la norma che aumenta dal 21 al 26% la cedolare sugli affitti brevi. Forza Italia invece propone di lasciare la cedolare al 21% solo ai cittadini che affittano una sola unità immobiliare e applicare invece il 26% su tutti i beni per chi ne affitta due. Fratelli d’Italia guarda oltre e punta a dimezzare il prelievo Imu sulle case concesse in locazione a canone concordato. Dal partito della premier tra i tanti correttivi depositati spunta la tassa da 2 euro sulle spedizioni di valore dichiarato non superiore a 150 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Carmine Fotina Heading: Legge di Bilancio Highlight: Per la moda in vista rinnovo del credito d’imposta sui campionari e la stretta sui siti cinesi low cost 5.742 LA CARICA DEGLI EMENDAMENTI Le proposte depositate ieri in Commissione bilancio del Senato, di cui 1.600 circa di maggioranza. Martedì i 414 «segnalati» che sopravviveranno 16 PROPOSTE UNITARIE OPPOSIZIONE Dai salari ai congedi paritari all’Irpef. Pd, M5s, Avs e Iv hanno presentato ieri un pacchetto di 16 emendamenti comuni alla Legge di bilancio Image:IMAGOECONOMICA Palazzo Madama. L’Aula del Senato dove il testo del Ddl di Bilancio è atteso il 15 dicembre -tit_org- Fondo garanzia Pmi, proroga in vista Manovra, sul tavolo Fondo garanzia nel 2026 e 100 milioni per l’ex Ilva -sec_org-