LIBERO MILANO
Dir. Resp. Mario Sechi
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Edizione del 23/10/2025
Estratto da pag. 34
URBANISTICA, L’INCHIESTA SU VIA SERLIO «La torre autorizzata con pareri inesistenti» Sono contestati abusi edilizi, lottizzazione abusiva e falso nella costruzione dell’edificio ¦ La Procura di Milano è netta nell’ennesimo e, almeno per ora, ultimo avviso di chiusura delle indagini che mette nel mirino il progetto di via Sebastiano Serlio 7. Secondo i pubblici ministeri Paolo Filippini e Mauro Clerici, il Comune di Milano avrebbe autorizzato la realizzazione della torre, due corpi di cinque e quindici piani sorti dalle ceneri di un vecchio garage, sulla base di pareri della commissione paesaggio risultati inesistenti o inventati. L’avviso, notificato lunedì a sette tra imprenditori, costruttori, architetti e funzionari pubblici, contesta a vario titolo abusi edilizi, lottizzazione abusiva e falso nella costruzione dell’edificio in zona Corvetto-Brenta. La proposta di rilascio del permesso di costruire per l’edificio, realizzato da Abitare Co., società di Giuseppe Consolini e Marco Colombini, entrambi indagati, sarebbe stata motivata dalla funzionaria di Palazzo Marino Anna Rosa Voce, responsabile del procedimento, richiamando un «parere favorevole» della commissione per il paesaggio del 26 luglio 2018. Un parere che, secondo la Procura, «in realtà non risulta affatto definitivamente favorevole». Quel documento, inoltre, sarebbe stato descritto come un «adeguamento» di un precedente parere rilasciato dall’organo tecnico-consultivo del Comune nella seduta del 3 maggio 2018, ma secondo i magistrati in quell’occasione il progetto di via Serlio non risultava nemmeno all’ordine del giorno. Nelle contestazioni, a cui gli indagati avranno ora 20 giorni di tempo per replicare con memorie difensive o interrogatori, assistiti dagli avvocati Eugenio Bono e Andrea Soliani, si fa riferimento anche all’istruttoria preliminare della pratica edilizia svolta in Comune. Dalla quale sarebbe emerso un «parere contrario», poiché per l’intervento immobiliare risultavano “pressoché del tutto carenti” le verifiche urbanistiche ed edilizie necessarie ad accertarne la conformità alla legge e ai regolamenti comunali. Inoltre, il 10 ottobre 2019, la stessa commissione paesaggio aveva ribadito che dovesse essere «garantito nel tempo» l’uso pubblico dello slargo adiacente all’area del progetto, collegato al passaggio pedonale verso corso Lodi: una condizione ritenuta fondamentale per l’assetto complessivo dell’intervento. Condizione che, però, non si è mai realizzata. «Sulla gestione urbanistica le soluzioni procedurali ci sono, ma presuppongono la presa di coscienza di aver interpretato male le norme», ha dichiarato Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Milano. «Questo, con la sinistra, pare non possa avvenire, e il danno per i cittadini ne è la diretta conseguenza. Dobbiamo liberarci il prima possibile del “modello Milano”, che si è trasformato in “metodo Milano”», ha concluso Troppo. Sulla stessa linea Simone Orlandi e Deborah Dell’Acqua, coordinatore e vice coordinatrice di Fratelli d’Italia a Milano che hanno aggiunto: «La proposta di nominare un commissario straordinario per sbloccare lo stallo dell’urbanistica milanese è certamente un’idea valida, e anche il sindaco Sala dovrebbe essere d’accordo. Ma non si può pensare di risolvere il problema senza affrontarne le cause politiche. Il sindaco Sala non può limitarsi a invocare una legge nazionale per prendere tempo: dopo anni di immobilismo e di gestione confusa, l’unica via d’uscita credibile passa dalle sue dimissioni. Solo così Milano potrà ripartire davvero, con una guida capace di restituire fiducia ai cittadini e certezza alle famiglie coinvolte nel caos urbanistico». MICAELA FANELLI ---End text--- Author: MICAELA FANELLI Heading: Highlight: Image: -tit_org- «La torre autorizzata con pareri inesistenti» -sec_org-