MF
Dir. Resp. Roberto Sommella
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Edizione del 21/10/2025
Estratto da pag. 4
Cedolare e affitti brevi. è scontro
FORZA ITALIA, LEGA E PLAYER DI SETTORE SCETTICI SULL’INASPRIMENTO DELLA TASSA AL 26% Cedolare e affitti brevi, è scontro Meno offerta, prezzi più alti e aumento delle irregolarità: i rischi stimati della misura. Aigab: il governo ci ripensi ull’aumento della cedolare secca al 26% sugli affitti brevi è scontro anche in seno alla stessa maggioranza di governo. La novità è contenuta nell’articolo 7 della bozza di manovra 2026 e prevede l’abolizione dell’aliquota agevolata al 21% anche per i redditi derivanti dalla locazione breve di una sola unità immobiliare. Finora questa agevolazione era infatti riservata ai privati che affittavano un immobile a fini turistici (per periodi inferiori ai 30 giorni), senza svolgere attività imprenditoriale (che si configura quando si hanno più di quattro immobili in locazione breve). Con la misura, invece, l’aliquota viene aumentata al 26% per tutti, sia per i privati che mettono in locazione uno o più immobili sia per chi esercita attività di intermediazione immobiliare o gestisce portali telematici. La proposta del governo fa discutere, e non solo proprietari o operatori di settore. «Non eravamo stati informati, lo abbiamo letto nelle bozze», hanno sottolineato diversi esponenti di Forza Italia che si sono detti contrari al provvedimento. La tassa al 26% arriva contestualmente alla proposta di abbassare l’imposta sul S prelievo delle stablecoin dal 33% al 26%. «Non ci sembra equo equiparare la casa al trading sulle criptovalute», ha osservato il portavoce degli azzurri, Raffaele Nevi. Neanche il vicepremier della Lega, Matteo Salvini, sembra essere d’accordo con la misura: «L’aumento della cedolare non mi sembra il modo per aiutare il consumo e la domanda interna, né agevolare l’iniziativa privata», ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dell’introduzione dell’aumento in manovra «non aveva avuto sentore» neanche Confedilizia, il cui presidente, Giorgio Spaziani Testa, ha una posizione chiara: «se il governo vuole favorire le locazioni di lunga durata rispetto a quelle brevi, la strada giusta non è punire le seconde, bensì incentivare le prime». L’intervento potrebbe rivelarsi una vera stangata per le famiglie italiane secondo l’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (Aigab), che ha messo in fila i potenziali effetti negativi della misura. «Si colpirebbero oltre 500 mila case presenti online, il 96% delle quali appartiene a proprietari singoli», ha detto ieri Marco Celani, presidente di Aigab. «È un provvedimento che penalizza le famiglie che scelgono di mettere a reddito un immobile per integrare il proprio tenore di vita. Il paradosso è che arriva in un anno in cui abbiamo registrato una stagnazione del turismo». Secondo l’Aigab, se approvata, la misura rischia di ridurre l’offerta di immobili in affitto breve e far salire i prezzi, limitando ulteriormente l’accesso alle vacanze per molte famiglie. Non solo: «C’è il rischio di una fuga verso il sommerso», avverte Celani, che mette in guardia anche sulla contrazione di un settore che nei primi otto mesi dell’anno ha generato 8,2 miliardi di canoni di locazione (tra affitti brevi e transitori), contribuendo per 41,7 miliardi al pil. «Il rischio, nel lungo periodo, è una diminuzione del valore delle case», conclude Celani, «in Italia sono 9,6 milioni quelle vuote e la ricchezza delle famiglie è in gran parte concentrata nel mattone». (riproduzione riservata) ---End text--- Author: ROSSELLA SAVOJARDO Heading: Highlight: Image:Giorgia Meloni e Antonio Tajani -tit_org- Cedolaree affitti brevi. è scontro -sec_org-