ITALIA OGGI
Dir. Resp. Pierluigi Magnaschi
Tiratura: 15548 - Diffusione: 13753 - Lettori: 88000
Edizione del 21/10/2025
Estratto da pag. 25
Locazioni brevi. cedolare secca al 26%
Locazioni brevi, cedolare secca al 26% Affitti brevi, niente più cedolare secca (jolly) scontata al 21% sui redditi generati da un immobile a scelta: la tassa piatta resta unicamente quella del 26%. Di fatto si tratta di un incremento della tassazione sui redditi prodotti dalle grazie ai contratti di locazione di immobili abitativi sotto i 30 giorni che entrerà in vigore a decorrere dal 1 gennaio 2026 e che colpirà principalmente i mono affittuari/proprietari ovvero coloro che locano un solo immobile in questa modalità. Secondo l’associazione italiana gestori di affitti brevi (AIGAB) potenzialmente l’incremento va a gravare su oltre 500.000 case online di cui il 96% delle quali appartiene a proprietari singoli. La modifica dell’aliquota impatta anche sulle attività degli intermediari, Airbnb e Booking compresi, che dovranno incrementare di 5 punti percentuali, dal 21% al 26%, le ritenute della cedolare secca (a titolo d’acconto o d’imposta), da applicare sugli incassi generati per conto degli affittuari a partire dal 1 febbraio 2026.Questa è una delle novità contenute nella bozza di legge di bilancio 2026 nello specifico all’art. 7, disposizione che va a modificare il c.d. regime fiscale delle locazioni brevi, disciplinato all’art. 4 del dl 50/2017. Niente più cedolare secca al 21%. Va preliminarmente ricordato che con la legge di bilancio 2024 era stato modificato l’art. 4 co. 2 del dl 50/2017 incrementando dal 21% al 26%, l’aliquota dell’imposta sostitutiva dovuta sui redditi derivanti dai contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni. La norma, nella sua versione vigente, prevede la possibilità di applicare comunque l’aliquota del 21% ma sul reddito derivante dalla locazione breve di un immobile a sua scelta del locatore da individuare nella dichiarazione dei redditi. La modifica contenuta nella legge di bilancio 2026 va ad interagire su questo meccanismo cancellando dal “regime” l’aliquota della cedolare secca al 21% e lasciando unicamente quella al 26% che si applicherà, su opzione, sulla totalità dei redditi generati dagli affitti brevi nell’anno. La disposizione è previsto entri in vigore a partire dal prossimo 1 gennaio 2026 e, come già specificato dall’agenzia delle entrate con la circolare 10/E/2024 in occasione della precedente citata modifica normativa, si ritiene dovuta relativamente ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve maturati pro-rata temporis in base all’art. 26 del TUIR a partire dal 2026 ed indipendentemente dalla data di stipula dei predetti contratti e dalla percezione dei relativi canoni. Un colpo ai mono-locatori. Come riportato nel comunicato stampa del 20 ottobre dell’Aigab “un incremento del 24% dell’imposta avrà un effetto drammatico, perché nel lungo periodo rischia di avere un impatto enorme sui redditi delle famiglie, sulla loro capacità di muoversi, di viaggiare e di affittare case nelle destinazioni italiane - sia di mare che di montagna o città d’arte”. Inoltre, continua il comunicato, “già due anni fa, quando era stato introdotto l’aumento dell’aliquota al 26% per le seconde case online, si era vista una forte diminuzione del numero di case acquistate per investimento”. Modifiche anche per intermediari e portali. Anche gli intermediari ed gli Ota (online travel agency), come Airbnb e Booking, dovranno adeguarsi alla modifica e trattenere non più il 21% ma il 26% dagli introiti generati dalle locazioni brevi che gestiscono. Va ricordato infatti che l’art. 4 co. 5 del dl 50/2017 stabilisce che soggetti residenti nel territorio dello Stato che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi ai contratti di locazione breve operano, in qualità di sostituti d'imposta, una ritenuta, a titolo d'acconto sull'ammontare dei canoni e corrispettivi. Questa trattenuta viene innalzata del 5%, arrivando al 26% dal 1 febbraio 2026. Giulianoi Mandolesi ______© Riproduzione riservata _____ n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Locazioni brevi. cedolare secca al 26% -sec_org-