SOLE 24 ORE
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 20/10/2025
Estratto da pag. 5
Isee senza prima casa, impatto ridotto - Abitazione fuori dall`Isee, solo il 15% sarà coinvolto
Isee senza prima casa, impatto ridotto Legge di bilancio Il Caf Acli analizza gli effetti della revisione in arrivo: coinvolto il 15% delle famiglie Abitazione fuori dall’Isee, solo il 15% sarà coinvolto I dati Caf Acli. Solo il 49,5% ha una casa principale di proprietà e di queste solo il 29% ha un valore catastale tra l’attuale soglia e i 100mila euro Una platea ridotta beneficerà dell’esclusione della casa di abitazione dal calcolo dell’Isee, entro un limite di valore catastale. La modifica, insieme a un ritocco della scala di equivalenza, è prevista dalla legge di Bilancio per il 2026. In attesa di conoscere i dettagli del testo di legge, a stimare l’impatto dell’esclusione dell’abitazione principale fino a un valore pari a 100mila euro è l’ufficio studi del Caf Acli. E solo il 15% circa dei nuclei titolari di Isee potrebbe beneficiare della novità in arrivo. Michela Finizio —a pag. 5 L’innalzamento della soglia che fa scattare l’esclusione della casa di abitazione dall’Isee si tradurrà in un vantaggio per pochi. Ad analizzare l’impatto della nuova revisione dell’indicatore è l’ufficio studi della rete dei Caf Acli che per Il Sole 24 Ore del Lunedì ha stimato la platea interessata dalla riforma in arrivo con la manovra, prendendo in esame 600mila pratiche elaborate nel 2025. Finora quest’anno sono state prodotte 11,07 milioni di attestazioni (dati Inps aggiornati al 15 ottobre), a fronte di 10,7 milioni di Isee elaborati in tutto il 2024. Con l’innalzamento della soglia per l’abbattimento dell’abitazione principale a 100mila euro, solo il 14,7% dei nuclei titolari di Isee potrebbe beneficiarne, poiché oggi il valore catastale è già azzerato fino a 52.500 euro. Con un tetto a 75mila euro gli eventuali vantaggi potrebbero coinvolgere solo il 7,9% degli Isee. Le misure in campo In attesa di conoscere nel dettaglio i contenuti della legge di Bilancio nella versione che uscirà dal Parlamento dopo l’iter di approvazione, la riforma dell’indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie – che disciplina l’accesso a bonus e prestazioni sociali – è stata annunciata dal Documento programmatico inviato alla Commissione Ue: la manovra introdurrà maggiorazioni delle scale di equivalenza per i nuclei familiari con due o più figli e l’innalzamento della soglia di esclusione della casa di abitazione. L’analisi del Caf Acli si sofferma su questo secondo intervento, ipotizzando due scenari: l’innalzamento della soglia fino a 75mila euro o fino a 100mila euro. Attualmente il Dpcm 159/2013, che regolamenta il calcolo dell’indicatore, stabilisce che «per i nuclei familiari residenti in abitazione di proprietà, il valore della casa di abitazione, al netto del mutuo residuo, non rileva ai fini del calcolo del patrimonio immobiliare se inferiore alla soglia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo». E in caso di superamento di soglie, il valore dell’immobile «rileva in misura pari a due terzi della parte eccedente». Un peso, quello della prima casa, che è dunque già ridotto in virtù del meccanismo di calcolo in vigore e di un patrimonio complessivo che rileva solo per il 20% ai fini Isee. Per stimare la platea delle famiglie coinvolte, in ogni caso, innanzitutto va detto che solo il 49,5% dei nuclei del campione esaminato vive in una casa di proprietà (percentuale in linea con quella pubblicata nell’Osservatorio Inps sugli Isee 2024, pari al 42%). Inoltre il valore dell’immobile da prendere in considerazione è quello catastale, lo stesso utilizzato ai fini Imu, che è pari alla rendita castale rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente di 160. In pratica, ipotizzando una rendita di 490 euro (valore medio nazionale) il valore ai fini Isee diventa di 82mila euro. Il calcolo, dunque, trascina con sé tutte le discrepanze esistenti dei valori catastali rispetto ai quelli di mercato. Tornando al campione del Caf Acli, si può ragionare sui nuclei familiari – circa metà del totale – con l’abitazione principale di proprietà: di questi, il 51,5% ha già un valore catastale inferiore alla soglia attuale (e non avrebbe effetti dalla manovra); un altro 15,9% dichiara un valore catastale superiore alla soglia attuale, ma inferiore a 75mila euro; il 13,8% un valore tra 75mila e 100mila euro; e il restante 18,8% supera i 100mila euro. Rapportando queste percentuali a tutti gli Isee – compresi quelli presentati da coloro che non hanno una dimora di proprietà – il calcolo è presto fatto: con la soglia elevata a 100mila euro, beneficerebbe del ritocco il 14,7% di tutte le famiglie titolari di Isee del nostro campione; con la soglia a 75mila euro, appena il 7,9 per cento. L’impatto a cascata Il Caf Acli, infine, prova a simulare l’impatto del ritocco annunciato (si veda la grafica), ipotizzando due esempi con abitazione di proprietà e valore catastale di 120mila euro. Una coppia di genitori con un figlio, reddito complessivo di 50mila euro e patrimonio mobiliare di 80mila euro, otterrebbe (a parità delle altre condizioni) un Isee inferiore del 9% con la soglia di esclusione della casa di abitazione a 100mila euro. Due genitori con due figli, un reddito pari a 60mila euro e risparmi in banca per 100mila, potrebbe invece beneficiare di un taglio del 7,5% dell’Isee. Anche se per una platea ridotta, queste modifiche si tradurranno inevitabilmente in valori Isee più bassi e in un allargamento della platea di famiglie che possono accedere a prestazioni agevolate e bonus sociali, oppure in un assegno unico più ricco. A cascata, questo avrà effetti per gli enti erogatori: possibili minori entrate, a risorse invariate, potranno tradursi in un restringimento dei requisiti di accesso. «L’auspicio – afferma Monica Iviglia, presidentessa del Consorzio Nazionale Caaf Cgil – è che le modifiche entrino in vigore già da gennaio 2026, evitando ritardi come quelli verificatisi quest’anno con l’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo Isee, modifica entrata in vigore solo nel mese di aprile e che ha creato non pochi disagi nei confronti dei cittadini». L’Inps fa sapere che finora nel 2025 sono state inviate 1,4 milioni di “seconde” pratiche Isee (dal medesimo nucleo familiare), un dato che è stato alimentato dalla modifica approvata in corso d’anno che ha richiesto – agli interessati – di ricalcolare l’indicatore per potersi avvantaggiare dell’esclusione dei Btp fino a 50mila euro. Dovrà essere aggiornata anche la piattaforma Inps per l’invio della pratica precompilata, una modalità ormai utilizzata dal 21,6% dei richiedenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Michela Finizio Heading: Highlight: I numeri dell'Isee Pratiche annuali attestate. In milioni 12 8 8,64 8,93 10,76 10,81 10,37 11,07 Dichiarazioni 12 11,86 2,56 sostitutive 8 uniche Per canale di presentazione. In milioni 4 0 2020 (*) al 15 ottobre. Fonte: Inps 2021 2022 2023 2024 2025* 4 0 9,18 0,11 Tot. 2025* DI CUI 22% Precompilate 77% Tramite Caf Altro I numeri in campo L'ABITAZIONE PRINCIPALE NELL'ISEE La casa di abitazione negli Isee 2025 per tipologia e per valore catastale dell’immobile. In % sul totale Per tipologia Per valore LE SIMULAZIONI Gli effetti dell’aumento della soglia per l'inclusione dell’abitazione di proprietà nel calcolo dell’Isee. Due ipotesi con abitazione di proprietà dal valore catastale pari a 120mila euro* Genitori con un figlio, reddito complessivo 50mila €, patrimonio mobiliare 80mila € SOGLIA ATTUALE 18,8 >100.000 € La tipologia 49,5 Proprietà 13,8 75.000/100.000 € Situazione reddituale (ISR) Situazione patrimoniale (ISP) Scala di equivalenza Isee Var. % 47.000 115.000 2,04 34.314 INNALZAMENTO A 75 MILA INNALZAMENTO A 100 MILA 100.000 83.333 32.843 31.209 –4,3 15,9 –9 52.500/75.000€ Genitori con un figlio, reddito complessivo 60mila €, patrimonio mobiliare 100mila € SOGLIA ATTUALE 27,8 Locazione 51,5 <52.500€ Il valore 22,7 Situazione reddituale (ISR) Situazione patrimoniale (ISP) Scala di equivalenza Isee Var. % 57.000 135.000 2,46 34.146 Altro (*) Ipotesi con situazione reddituale e scala di equivalenza invariata. Fonte: elab. Caf Aclu su un campione di 600mila Dsu elaborate nel 2025 INNALZAMENTO A 75 MILA INNALZAMENTO A 100 MILA 120.000 103.333 32.927 31.572 –3,6 –7,5 Due simulazioni di potenziali famiglie beneficiarie stimano un taglio dell’indicatore tra il 7,5 e il 9 per cento Image: -tit_org- Isee senza prima casa, impatto ridotto Abitazione fuori dall’Isee, solo il 15% sarà coinvolto -sec_org-