REPUBBLICA TORINO
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 17/10/2025
Estratto da pag. 3
Un patto con Bloomber contro la fuga dei negozi
Un patto con Bloomberg contro la fuga dei negozi Lo Russo fa il punto sul lavoro svolto con la fondazione: “Grazie a loro abbattute le pratiche edilizie arretrate, ora un modello per governare gli Airbnb” a diversi anni a Torino si fa un gran parlare di Bloomberg e della sua collaborazione col Comune. Ma cosa fa in Città questa fondazione americana creata dall’ex sindaco di New York? Tutti i progetti conclusi e ancora in piedi sono stati illustrati dal sindaco Stefano Lo Russo ieri in commissione comunale. «La collaborazione ha già portato quasi all’azzeramento delle pratiche edilizie arretrate e alla riduzione dei tempi di rilascio dei permessi a costruire», ha detto il primo cittadino. D La fondazione è intervenuta sul piano regolatore della città, sul city branding, ha regalato ore di formazione per i dipendenti comunali. Il coinvolgimento è stato insomma su più fronti. «E adesso - ha annunciato Lo Russo - sta anche per partire un nuovo progetto con Bloomberg Philantropies, la London School of economics di Londra e la Hertie School di Berlino». Si costituirà un team cittadino composto da dieci persone della Città che proverà per dieci settimane, con l’assistenza degli esperti, a capire come «riconvertire i negozi vuoti di alcune zone, evitando la desertificazione commerciale (un fenomeno che si era avuto già in Inghilterra)». Il team si occuperà anche «di governare il processo di offerta turistica degli Airbnb e al contempo dare risposte al problema della casa in affitto che non tutti riescono a trovare». La collaborazione di Torino con l’ente filantropico americano è iniziata nel 2023. «E – ha detto Lo Russo - sono arrivate risorse, competenze, formazione e visibilità internazionale». Più di dieci i progetti attivati nei settori chiave della gestione dei dati, urbanistica, del talento pubblico, della partecipazione civica. Tra le iniziative più rilevanti c’è, per esempio, il programma City Leadership Initiative, realizzato con la Harvard Business School. Dal luglio 2023 a giugno 2024, il sindaco Stefano Lo Russo e i vertici dell’amministrazione hanno ricevuto formazione intensiva sulla leadership e l’innovazione urbana. Nel frattempo, con il programma Data Track, in collaborazione con la Johns Hopkins University, Torino ha sperimentato l’uso dei dati per snellire le pratiche edilizie. Risultato: un abbattimento del 90% nel backlog di pratiche in sanatoria (oltre 1.200 casi). Un altro fronte di collaborazione è il nuovo Piano regolatore generale, sviluppato con il supporto del team di Amanda Burden, urbanista ed ex city planner di New York. «L’obiettivo: integrare pratiche partecipative internazionali nel disegno urbano torinese», ha raccontato il primo cittadino. A maggio 2024 è partita anche la Summer Fellowship, che ha portato a Torino uno studente selezionato da Harvard a lavorare su progetti legati alla transizione ecologica. Ma Torino ha coinvolto Bloomberg consulting anche nel percorso per la realizzazione di un city branding in stile “I love NY”. A fare le pulci si è messo il capogruppo dei 5S Andrea Russi, che ha espresso perplessità su una «governance importata da fuori» dicendo che «non è una collaborazione temporanea, ma un metodo che ha influenzato il modo di decidere dell’amministrazione. Una presenza che ha accesso a dati che restano di proprietà della società. L’accordo con Bloomberg prevede clausole di riservatezza che spostano il controllo dei risultati fuori dalla piena disponibilità della Città». Accuse respinte dal sindaco: «Tutti i consulenti hanno accesso ai dati e ci sono leggi che ne disciplinano l’uso». — S.AOI ---End text--- Author: s aoi Heading: Highlight: Image:A destra, Lo Russo, Burden (Bloomberg) e Mazzoleni -tit_org- Un patto con Bloomber contro la fuga dei negozi -sec_org-