REPUBBLICA ROMA
Dir. Resp. Mario Orfeo
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Edizione del 17/10/2025
Estratto da pag. 2
Nove milioni per le case Bastogi l`ultima periferia prova a rinascere - Bastogi verso la rinascita primi lavori a inizio 206 dalle facciate alle cantine
Nove milioni per le case Bastogi l’ultima periferia prova a rinascere Da trent’anni non venivano effettuati interventi strutturali sul complesso di Roma nord A inizio gennaio i primi cantieri per il recupero delle facciate e degli impianti Bastogi verso la rinascita primi lavori a inizio ’26 dalle facciate alle cantine Nove milioni di euro stanziati dall’amministrazione comunale Zevi (Patrimonio): “È ora di restituire dignità a centinaia di famiglie” Per la prima volta in trent’anni a Bastogi arrivano dei cantieri per lavori strutturali. Nei primi mesi del 2026, con 9 milioni di euro, inizieranno le opere di manutenzione straordinaria su due palazzine su sei, la A e la B. La progettazione è in corso e saranno oggetto di un rifacimento completo che riguarderà tutte le parti comuni: le facciate, i lastrici solari, i locali di servizio dove ora gli allagamenti sono all’ordine del giorno. A a pagina 2 er la prima volta in trent’anni a Bastogi arrivano dei cantieri per lavori strutturali. Nei primi mesi del 2026, con 9 milioni di euro, inizieranno le opere di manutenzione straordinaria su due palazzine su sei, la A e la B. La progettazione è in corso e saranno oggetto di un rifacimento completo che riguarderà tutte le parti comuni: le facciate, i lastrici solari, i locali di servizio inclusi cantine e garage dove ora le perdite d’acqua e gli allagamenti sono all’ordine del giorno. «A Bastogi si apre una stagione di rigenerazione attesa da decenni — commenta l’assessore al Patrimonio Tobia Zevi — Dopo anni di promesse arrivano interventi concreti per restituire dignità e qualità dell’abitare a centinaia di famiglie. È una svolta che dà finalmente risposte reali a un territorio di Roma troppo a lungo dimenticato» Il complesso residenziale a Nord-Ovest di Roma, a metà strada tra Torrevecchia e Quartaccio è stato il set del film “Come un gatto in Tangenziale”, che ha restituito un po’ di luce a una zona sostanzialmente abbandonata da trent’anni. In una seconda fase il Comune procederà all’efficientamento energetico delle palazzine e ovviamente verranno valutati altri interventi urgenti da realizzare su tutto il complesso per mettere in sicurezza le strutture. Una Memoria di giunta firmata dagli assessori Zevi e Maurizio Veloccia (Urbanistica), prevede anche la «demolizione e ricostruzione» di alcuni degli edifici. Altra novità, attesa dagli abitanti di Bastogi, è la trasformazione degli appartamenti in alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il complesso, infatti, è ancora un Centro di accoglienza alloggiativa temporanea, ma la realtà è che i circa 2.000 abitanti sono nelle palazzine da decenni e da altrettanto tempo lamentano le condizioni di degrado in cui sono costretti a vivere. Anche per questo l’Assemblea capitolina ha approvato una mozione del capogruppo di Avs Nando Bonessio che chiede di «convocare un tavolo permanente» con il sindaco Roberto Gualtieri, gli assessorati competenti, il municipio XIII ma anche «le realtà sociali e religiose attive nel territorio, per garantire la partecipazione e la condivisione delle decisioni». Inoltre, l’atto ribadisce la necessità di trasformare gli alloggi in case popolari e di «avviare un censimento finalizzato all’assegnazione degli alloggi ai nuclei familiari presenti, anche attraverso strumenti di regolarizzazione in deroga», come già avvenuto per Porto Fluviale e Corviale. «Questo atto rappresenta un passo concreto verso la giustizia sociale e il riconoscimento della dignità abitativa per centinaia di famiglie che da P decenni vivono in condizioni inaccettabili — ha commentato Bonessio — È tempo di trasformare Bastogi in un luogo sicuro, inclusivo e rigenerato, dove i diritti fondamentali siano garantiti a tutti». Per il consigliere, che è anche presidente della commissione Sport, bisognerebbe poi rivedere il progetto «che sembra voler portare campi da padel davanti Bastogi, non esattamente uno sport che coinvolgerebbe gli abitanti delle palazzine». La cui storia inizia negli anni ‘80, quando vengono costruite da Pietro Bastogi per ospitare dipendenti di aziende pubbliche e private che però non acquisteranno mai gli appartamenti. A quel punto, i movimenti per il diritto all’abitare occupano le case e il Comune compra le palazzine che diventano un Centro di assistenza alloggiativa temporanea. Un residence dove stare un paio di anni, il tempo per il Comune di far scorrere le graduatorie e assegnare una casa popolare. Gli anni sono diventati trenta e, però, gli abitanti non sono mai stati regolarizzati. Né, da allora, sono stati mai fatti lavori di riqualificazione strutturale. ---End text--- Author: MARINA DE GHANTUZ CUBBE Heading: Highlight: la scheda 2.000 Gli abitanti Nelle sei palazzine del complesso residenziale Bastogi vivono circa 2.000 persone, di cui centinaia in attesa di essere regolarizzate ormai da decenni Image:Abitazioni con porte e finestre improvvisate nel complesso residenziale Bastogi, in alto una delle palazzine mai ristrutturata in trent’anni e a destra il piazzale per il parcheggio delle auto trasformato in discarica da svuota cantine abusivi T Uno dei palazzi dei Bastogi, quartiere della periferia nord ovest della città -tit_org- Nove milioni per le case Bastogi l'ultima periferia prova a rinascere Bastogi verso la rinascita primi lavori a inizio 206 dalle facciate alle cantine -sec_org-