SOLE 24 ORE
Dir. Resp. Fabio Tamburini
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Edizione del 14/10/2025
Estratto da pag. 2
Edilizia, spiragli per la proroga caro materiali
Edilizia, spiragli per la proroga caro materiali Edilizia Un intervento sulla casa fuori dall’Isee è considerato una misura neutra Flavia Landolfi ROMA Spiragli per il caro materiali ma nessun dettaglio in più sui contenuti di una legge di Bilancio che per il settore delle costruzioni potrebbe essere magra. Anche se per Ance «non importa su quali canali ci si muoverà - manovra, revisione di medio termine dei fondi di coesione, Pnrr - purché qualcosa si muova». L’ipotesi di un intervento sulla casa fuori dall’Isee è per i costruttori una misura neutra: il focus è altro e riguarda quello che solo pochi giorni fa la presidente Brancaccio ha rilanciato dal palco romano di Città nel futuro 20302025 quando per la questione abitazione ha evocato un Pnrr ad hoc. Un piano per la casa con risorse dedicate che rimetta in carreggiata l’offerta degli immobili, oltre che gli interventi di rigenerazione urbana oggi in Parlamento con un ddl che nelle ultime settimane ha incassato oltre 700 emendamenti. E che dovrebbe viaggiare parallelamente anche su una seconda gamba: il ddl delega del Mit con il Testo unico dell’edilizia. Del resto al Mit il cantiere sulla casa è aperto da anni. E non più tardi di questa estate il ministro Salvini aveva rilanciato il tema spiegando che «bisogna intervenire sulla parte mediana della popolazione», tra i «30 e i 60mila euro», rivedendo «anche i criteri con cui si aiuta chi ha più bisogno. Perché il calcolo Isee non corrisponde al valore reale di quella famiglia». Ma nella dialettica politica siamo ancora alle interlocuzioni iniziali e ieri a Palazzo Chigi i rappresentanti dei costruttori non hanno potuto fare altro che prendere atto della cornice contabile, stretta in paletti ben rigidi. Nessun accenno a misure specifiche ma disponibilità da parte del governo ad ascoltare le richieste e ove possibile a trasferirle in una manovra ancora tutta da chiudere. Urgente e caldissimo c’è innanzitutto il nodo del caro materiali. Prezzi dei principali componenti ancora superiori del 3040% rispetto ai valori di gara, con il 70% dei cantieri italiani - un terzo dei quali legati al Pnrr - rimasto escluso dalle tutele del nuovo Codice appalti (si veda articolo a pagina 35 sulla bocciatura da parte di Bruxelles). I costruttori avevano battuto un colpo qualche giorno fa denunciando la mancanza di coperture per gli ultimi sei mesi di quest’anno e che quindi aveva sollevato preoccupazione per una proroga nel 2026 ritenuta necessaria. Ma negli ultimi giorni sembra ci sia stata un’accelerazione che farebbe pensare a un esito positivo della partita. «È per noi una misura cruciale - spiega il direttore generale di Ance, Romain Bocognani, intervenuto ieri alla riunione di Palazzo Chigi - che riguarda il 70% dei cantieri aperti in Italia, un terzo dei quali viaggiano sotto la spinta del Pnrr». E che quindi senza ossigeno rischiano la paralisi. Per questo, il ministro Salvini sta intensificando il pressing coi colleghi di governo in queste ore per fare entrare il tema nel testo della manovra. Le richieste del settore sono chiare: al centro ci sono la casa e la messa in sicurezza del territorio contro il rischio idrogeologico. «La crisi abitativa è una delle emergenze più gravi in Italia ed Europa», osserva l’Ance. Prezzi e canoni in aumento stanno erodendo la capacità di accesso alla casa non solo delle fasce fragili, ma anche della classe media. Il piano elaborato dall’Ance si articola in tre linee: potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica; recupero del patrimonio immobiliare pubblico sottoutilizzato; e promozione dell’affordable housing con un modello capace di mobilitare capitali privati garantiti dallo Stato. «È il momento - spiega Bocognani - di affiancare ai bonus edilizi un disegno strutturale che riporti l’abitare tra le priorità strategiche del Paese». E di «reinvestire sulle case popolari, di mettere in gioco gli immobili statali come quelli di Cdp, Demanio ed Invimit per dare abitazioni alla classe media» ma anche di dare impulso a «un partenariato pubblico-privato con la garanzia dello Stato per ampliare l'offerta». Sul versante infrastrutturale, l’Ance torna a chiedere il varo di un piano nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico, ricordando che negli ultimi dieci anni i costi per gli eventi estremi sono triplicati, passando da 1 a oltre 3 miliardi l’anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Flavia Landolfi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Edilizia, spiragli per la proroga caro materiali -sec_org-