STAMPA CUNEO
Dir. Resp. Andrea Malaguti
Tiratura: 9664 - Diffusione: 12614 - Lettori: 73233
Edizione del 29/07/2025
Estratto da pag. 35
La Sanità ripensata Ecco il Piano regionale 2025-2030 con linee guida e macro contenuti: la Giunta dovrà fare i documenti attuativi Confermata la costruzione con fondi Inail dei nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano. Nel 2026 le strutture territoriali PAOLA SCOLA CUNEO «P riorità, risorse e strategie per rispondere alle esigenze di salute». «Principi di universalità, equità e integrazione in una logica di appropriatezza, per garantire continuità assistenziale, con maggiore attenzione a bisogni dei cittadini e personalizzazione delle cure». Ecco i macro contenuti del Piano sociosanitario della Regione 2025-2030, ora su carta. Titolo: «La visione per il sistema salute del Piemonte». Scrive nell’introduzione l’assessore Federico Riboldi: «La Sanità attraversa una fase di forte crisi, che provoca sfiducia. È necessaria una svolta epocale, che non si accontenti di navigare passivamente nello status quo, ma riscriva dalle fondamenta il Piano. Partendo da un’analisi dello stato di salute del Piemonte: i dati indicano che, tra l’altro, con speranza di vita sana pari a 60 anni, il 41,5% di cittadini ha almeno una patologia cronica e la popolazione ha un’età media più alta delle altre regioni». L’obiettivo: «Ridare al Piemonte una sanità universale, che metta al centro le persone e sia dotata di luoghi moderni; potenziare la ricerca per migliorare la qualità delle cure; tagliare sprechi e spese improduttive per reinvestire in attività cliniche». Ancora: «Il Piano, una volta approvato, non rimarrà immutato: continueremo a confrontarci con gli interlocutori che hanno contribuito alla stesura». Aggiunge: «Gli ospedali non dovranno più rappresentare un luogo di sofferenza. L’umanizzazione è al centro: pazienti, familiari e personale dovranno essere accolti in strutture belle, moderne e innovative». C’è il maxi programma di edilizia sanitaria, su cui si dibatte da anni. Con il nuovo S. Croce di Cuneo (Dea II livello, 805 posti, 410 milioni di euro di «CapEx attualizzato previsto», cioè valutazione del valore attuale degli investimenti in conto capitale previsti) e l’ospedale di Savigliano (Dea I livello, 382 letti, 250 milioni), costruiti con fondi Inail. «Come ha insegnato l’esperienza Covid, gli ospedali dovranno essere sempre più il luogo di acuzie e alta complessità - prosegue Riboldi -. Doveroso superare il modello “ospedale-centrico”, a favore di un’impostazione territorio-centrica, per una gestione integrata delle patologie acute a bassa intensità e cronico-degenerative». Di qui la realizzazione (entro il 2026, fondi propri e Pnrr) di case di comunità (14 nel Cuneese), ospedali di comunità (5) e centrali operative territoriali (7). Ogni Asl deve procedere alla programmazione strategica e organizzativa per armonizzare l’esistente e il nuovo, «in equilibrio sostenibile tra risorse e bisogni dei territori». E in ogni Asl (406.726 utenti in Cn1, 166.853 in Cn2) ci sarà il direttore sociosanitario che integri Sanità e Welfare. Riboldi elogia il Piemonte: «Primi in Italia, abbiamo istituito le Aggregazioni funzionali territoriali, che garantiranno una copertura assistenziale più capillare e continuativa, dalle 8 alle 20 tutti i giorni, 7 su 7, attraverso l’integrazione in rete e il lavoro di équipe tra i medici di medicina generale». E «primi in Italia ad avere un Centro unico di prenotazioni integrato con l’Intelligenza artificiale». I capitoli riassumono «situazione e soluzioni»: salute mentale (nasce una Consulta), dipendenze, disturbi della nutrizione, cure domiciliari, medicina di genere, riqualificazione dell’offerta ospedaliera («Per i presidi di piccole o piccolissime dimensioni fondamentale una ridefinizione chiara della vocazione funzionale, attraverso un processo di concertazione»), modelli «hub&spoke» (centro di riferimento e a vocazione generalista), liste d’attesa, presa in carico della cronicità, accessibilità ai servizi (fasce più fragili e aree interne e montane; si farà il Cortese, «rete strutturata, coordinata e stabile di volontariato, per trasporto semplice e accompagnamento protetto di pazienti in strutture ospedaliere e territoriali per prestazioni programmate»). E la prevenzione, con «miglioramento di copertura vaccinale, aumento di adesioni agli screening oncologici e promozione di stili di vita sani». Dalla teoria alla pratica? «La declinazione attuativa di principi e indirizzi è demandata a successivi atti attuativi della Giunta, su proposta della Direzione Sanità. Definiranno misure operative, criteri di allocazione delle risorse, modalità di monitoraggio e valutazione, strumenti di governance multilivello per l’efficace implementazione del Piano sul territorio». — ---End text--- Author: PAOLASCOLA Heading: Highlight: “ Serve una svolta epocale, che non si limiti a navigare in modo passivo nello status quo Image:Copia di 966aa4f3f741517e86ec7f4c41f3a708 Una veduta del complesso dell’attuale sede del Santa Croce di Cuneo in attesa del nuovo ospedale a Confreria La hall dell’ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì NINOTTO FEDERICO RIBOLDI ASSESSORE REG. ALLA SANITÀ -tit_org- La Sanità ripensata -sec_org-